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LA GUERRA DI HEMINGWAY

LA GUERRA DI HEMINGWAY Fossalta, avvincente il racconto di Bruno Marcuzzo su Hemingway. Buona parte di quello che ha scitto lo trovate ... cliccando sulla foto
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'A MARAMÀCOEA COLPISCE ANCORA.

A Maramàcoea colpisce ancora … anche quest’anno è tornata e addirittura è arrivata due settimane prima delle Fiere. Il Gazzettino il 30 agosto ne ha annunciato il ritorno in grande stile (leggi qui) . La rappresentazione teatrale che ne illustra le “fattezze” si terrà il 21 settembre alle ore 21 nel giardino di villa De Faveri, alla fine della zona pedonale di San Donà. Novità:  Articolo Nuova Venezia sul successo maramacoea del 21 sett 2013 (617.2 kB)
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El Porzèl in'tel Basso Piave

Carellata di immagini dello spettacolo teatrale "El Porzèl in'tel Basso Piave" svoltosi presso Villa De Faveri, sabato 27 settembre Per visualizzarle clicca qui
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Anche nella nostra ULSS non si farà più la spola tra specialisti e medici di famiglia (2)

Qualche anno fa avevamo pubblicato un articolo dal titolo: perché fare la spola. Ci riferivamo al caso accaduto a Padova nel 2011 quando i medici di famiglia fecero uno sciopero per "costringere" i colleghi ospedalieri a prescrivere su ricetta regionale (rossa) gli accertamenti che ritenevano necessari, in modo che i pazienti potessero prendere tutti gli appuntamenti necessari senza dover ripassare dal medico di famiglia. Alcuni giorni fa ne abbiamo parlato con il direttore generale della nostra asl e nel filmato, al minuto 10.50 circa, il DG si impegna a far rispettare agli specialisti questo che è un obbligo di legge ... partendo dalla cardiologia ... INVITIAMO TUTTI A MONITORARE E SEGNALARCI SE CI FOSSERO DEI PROBLEMI. Per vedere il fimato cliccare qui o sulla immagine.
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Proposta per i candidati sindaco di San donà di Piave

FINISTERRE CIMA 11

Il tempo si è fermato in via Cima 11. Sono tornato dopo 20 anni in quest'area di proprietà del comune di San Donà che si trova alla fine della via, ai confini del mondo conosciuto come appunto lo è stato "Finisterre" fino al 1492.

E' un luogo dimenticato, abbandonato, ricettacolo di spazzatura e scheletri di ogni tipo.

 

2013 03 16 finisterre5

Eppure questo terreno pubblico, già inceneritore, poi rimessa -magazzino, poi centro sociale occupato (C.S.O. vedi scritta gialla a sx in basso nella foto), ed infine centro di accoglienza per immigrati, fu per molti anni simbolo di modernità.

Trent'anni fa in quel luogo nacque uno dei primi inceneritori, mucchi di spazzatura da bruciare senza tante precauzioni, bruciare spazzatura fu idea all'avanguardia, ancor oggi qualcuno la sostiene .

In riva al fiume, in un'area di pregio ambientale, si diede fuoco alla monnezza senza chissà quali precauzioni.

Il fumo nero e velenoso e l'odore insopportabile costrinsero ad interrompere questa operazione infernale già sul nascere.

Il fabbricato inceneritore fu quindi adibito a rimessa di mezzi comunali e magazzino e poi abbandonato a se stesso. Finché un gruppo di giovani, nei primi anni novanta del secolo scorso, non lo occupò per usarlo come luogo di ritrovo. Nacque così il Caino, nome che non ha a che vedere, come si potrebbe pensare, con il personaggio dell'antico testamento, ma che invece è il composto di CAI e di NO. Quegli stessi giovani, infatti , erano stati precedentemente sgomberati da un altro luogo, sito in centro città, per far posto alla realizzazione della sede del Club Alpino Italiano.

Il Caino non era frequentato da  giovani della media borghesia, era un piccolo Leoncavallo di periferia, per una città come San Donà fu una spina nel fianco, un grande affronto, un fastidio, un disturbo al perbenismo e alla cultura cattolica e conservatrice.

Sotto il primo Sindaco leghista,  il Caino fu chiuso e diventò centro di accoglienza (più un lager che posto accogliente).

15 neri Nigeriani furono relegati in roulotte lontano dagli occhi di tutti i sadonatesi, l'area assunse l'aspetto di in un campo nomadi (abusivo), senza alcun servizio senza dignità definibile umana.

Il cadavere delle roulotte sta ancora li e testimonia che la comunità di san Donà non si è nemmeno preoccupata di cancellare i segni di quei scandalosi fatti, probabilmente perché non prova nemmeno un po' di vergogna.

Dopo tanti anni di abbandono sarebbe il caso di mettere a disposizione, in qualche modo a fini sociali il bene comunale di via Cima 11, renderlo vivo e utilizzabile da parte dei cittadini, cosa che fecero tanti anni fa, senza soldi e senza mezzi, quei giovani vituperati da tutti.

Per questo è necessario chiedere ai candidati Sindaci come intendono usare questa ma anche altre proprietà abbandonate del Comune. Vorrei sentire  idee e proposte concrete.

In via Cima 11, negli  ultimi anni, sono state costruite molte case, (anche se a fini speculativi). L'aspetto è quello di un bel quartiere residenziale che però stride con quello del terreno comunale lasciato alla mercé di spazzatura, rovi e sporcizia.


Ugo

Commenti  

0 #7 christian 2014-10-27 15:21
era stato anche un bel campo di baseball...bei tempi..durato poco, che peccato
0 #6 Marina Alfier 2013-04-12 22:33
Per quanto mi riguarda come candidato sindaco e come sinistrasandonà è ovvio che cercheremo di trovare una soluzione per via Cima 11. Non credo sia necessario costituire gruppi o commissioni varie; la futura giunta dovrà trovare un'intesa con gli abitanti del luogo e con chi è interessato alla riqualificazion e dell'area. Dovrà uscirne una proposta condivisa e naturalmente trovare la copertura economica per la sistemazione. Si consideri che, quasi in continuità con l'area di via Cima 11 ce n'è un'altra importante e di grande valore paesaggistico: il gonfo a ridosso dello jutificio; area sulla quale più di qualche speculatore ha messo l'occhio e che soltanto la crisi economica pare aver temporaneamente fermato.
Marina Alfier
0 #5 Alessandro Calderan 2013-04-11 20:19
Altri candidati non hanno ulteriormente commentato. Ringraziamo quelli che lo hanno fatto e rilanciamo: vi impegnerete a trovare una soluzione? Ovvero, pensate di costituire un gruppo o commissione o altro con lo scopo di trovare una adeguata sistemazione al degrado di via Cima 11?
+2 #4 Andrea Cereser 2013-04-07 11:34
Credo che liberare l’area comunale di via Cima 11 da “spazzatura, rovi e sporcizia” sia un dovere morale, questa cosa per me non è nemmeno da discutere.
Come segno di rinascita pianterei qui i primi 100 alberi: piantare 1 albero ogni nuovo nato o bambino adottato è un obbligo previsto dalla Legge 10 del 14 gennaio 2013 per i comuni con oltre 15 mila abitanti.
Il fabbricato (circa 400 mq) potrebbe dare risposta all’esigenza, molto sentita in città da giovani e non solo, di una sala prove, cioè di un luogo a disposizione di tutte le Band per esercitarsi e suonare. Ma anche per Cori, Bande, Bersaglieri, Fanfara ...
Per rendere agibile l’edificio non occorrono ingenti risorse; per gli allestimenti interni lascio spazio alla fantasia dei nostri giovani.
Il parco esterno, oltre 20.000 mq chiusi a sud dall’argine a forma di anfiteatro, con poche risorse può essere allestito per accogliere le manifestazioni musicali estive organizzate dai giovani.
Infine, proprio per utilizzare al meglio questo lembo di terra così bello e prezioso, ci può stare anche un angolino in uso ai nostri anziani (quelli più in salute e volenterosi) per coltivare degli orti.
:roll:
0 #3 Fiorenzo Veronese 2013-04-06 19:50
Casualmente, non sono un abitatore abituale del web, sono venuto in contatto con l'articolo di "Ugo".
Sono stato consigliere comunale, dopo il sindaco leghista, della prima, e speriamo non sia l'ultima, amministrazione di centro-sinistra . Allora avevamo pensato di creare in quella località un centro per avvenimenti culturali denominato "Gonfo".
Non bastava il terreno di proprietà comunale, e pensavamo di acquisirne ulteriore dando in cambio la possibilità di costruire delle abitazioni. Il centro sarebbe stato datato di parcheggi mascherati per non alterare l'ambiente e di una specie di anfiteatro dove poter fare concerti, ecc.. La rimozione di tutte le idee che avevamo da parte dell'amministra zione Zaccariotto la dice lunga sulla necessità, anche ora, di cambiare le gestione della cosa pubblica.
Grazie Ugo della sollecitazione, per me un rammarico di come siano state rimosse anche le buone idee. Per onestà devo dire che tanta parte di quell'idea di utilizzare a fini sociali quell'area va ad un nostro grande concittadino: Mario Pettoello.
Saluti.
Fiorenzo Veronese
0 #2 Gianni Corradini 2013-04-06 14:43
Ho visitato due mesi fa il luogo in questione e ho visto proprio li vicino uno dei miracoli dei cittadini sandonatesi: il centro Anffas un'Associazione Nazionale di Famiglie di Persone
con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. Il centro ospita oltre 55 bambini disabili e l'area intorno è meravigliosa. La cosa più curiosa è che l'attuale amministrazione comunale ha speso oltre 300.000 euro per realizzare un parcheggio pubblico non accessibile perché la strada di accesso è una strada privata. Qualcuno dovrebbe pagare i danni per questa negligenza.
0 #1 Marina Alfier 2013-04-06 13:00
Ho letto con interesse la storia ricordata da Ugo. Sicuramente l'incenerimento dei rifiuti allora era considerata una grande novità e un sistema all'avanguardia ; oserei dire che San Donà abbia iniziato ad essere considerata "città" del sandonatese proprio perché rispetto agli altri comuni era dotata di questo inceneritore in cui confluivano le spazzature indifferenziate di tutto il territorio. Il periodo del centro sociale "occupato" Caino e poi Aguaska non è stato infelice, anzi! A parte la preoccupazione dei residenti, io penso che allora ci fosse molta vitalità e più scambio diretto di idee; meno facebook e più rapporto umano. Condivido Ugo circa il periodo "buio" della baraccopoli, di fatto autorizzata dall'allora governo in carica perché, si pensi, agli abitanti nigeriani, e non solo, delle roulottes venne concessa la "residenza" dall'ufficio anagrafe. Ha ragione Ugo: baraccopoli autorizzata purché fuori dalla vista e questo fa parte della cultura tipica sandonatese. Cosa ne farei di quell'area? L'ambiente è stupendo; io proporrei un centro polifunzionale di tipo ricreativo e sportivo; un luogo vivibile per le persone; in sostanza la struttura potrebbe essere recuperata ad un utilizzo pubblico, sede di diverse attività, compreso un luogo di ritrovo giovanile dove appunto i giovani organizzano varie attività, compresa la musica e i concerti. Vado oltre: potrebbe costituirsi una cooperativa di giovani in grado di gestire l'intera struttura e questo potrebbe essere un'occasione, pur piccola, di lavoro giovanile. Dove reperire i quattrini per fare tutto questo? Esistono non solo fondi europei ma anche fondi interni che ogni anno restano inutilizzati perché nei bilanci non vengono correttamente finalizzati. Per essere franca fino in fondo basterebbe qualche risparmio sulle auto blu e sullo staff di segreteria del sindaco per trovare il finanziamento.
Marina Alfier, candidata sindaco lista SINISTRASANDONÀ

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