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Lunedì, 11 Aprile 2011 21:04

Francesca Zaccariotto, Sindaco di San Donà: "... solo la festa dei due capponi riusciamo a fare assieme! …" In evidenza

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Francesca Zaccariotto Francesca Zaccariotto

Domanda: Pensa che per l’amministrazione dei comune di San Donà e Musile, una loro unione o fusione potrebbero portare più vantaggi o svantaggi per i cittadini? Ovvero, secondo lei, i due comuni è opportuno che rimangano divisi, uniscano dei servizi o si fondano?

 Risposta: Nutro un profondo scetticismo in merito alla realizzazione di Unioni o Fusioni di amministrazioni comunali per alcuni motivi fondamentali: il primo è che se la decisione viene lasciata alle amministrazioni stesse, come prevede la legge, non lo si farà mai, e questo è confermato dal fatto che in Italia si contano pochissimi casi di Unione e ancora meno di Fusione. Noi italiani abbiamo sempre bisogno che qualcuno ci imponga una determinata scelta altrimenti non facciamo niente!

Ricordo che quando mi sono candidata a sindaco la prima volta si parlava tanto di Città del Piave ma non si è fatto niente non c’era un progetto che testimoniasse che si voleva andare in quella direzione e al di là di qualche iniziativa – piano d’area, conferenza dei sindaci - non credo che realisticamente ci fosse la possibilità e la volontà di fare di più. Non riusciamo a trovare accordi su quasi niente neanche sulle piccole cose, solo la festa dei due capponi riusciamo a fare assieme! D’altronde la contraddizione nasce proprio dal fatto che ognuno di noi, ogni amministratore risponde al proprio elettorato, lavoriamo sostenuti dal consenso e a quello dobbiamo fare riferimento. Ogni modifica dello status quo il cittadino la vive come una perdita, eccovi un esempio: qui sulla mia scrivania ho una petizione con 940 firme per bloccare il pagamento dei parcheggi al sabato. San Donà è uno dei pochi comuni che non fa pagare il parcheggio al sabato in base ad un accordo risalente alla realizzazione del Centro Piave. Tutti sappiamo che in questi anni di crisi i comuni hanno i bilanci sempre più risicati ma non serve spiegare che se si fanno queste scelte lo si fa per mantenere determinati servizi essenziali che non possiamo assolutamente tagliare. Lo sviluppo del commercio nel centro cittadino non lo si sostiene con i parcheggi gratis al sabato ma con tutta quella serie di interventi che rendono il centro appetibile in tal senso: il rifacimento e la pedonalizzazione di Piazza Indipendenza, la costruzione del teatro, la riqualificazione dell’area Bergamin! Ma qui devo fare i conti con le 940 firme raccolte in un giorno contro questa proposta, poco conta che in centro ci siano ben 902 posti auto a pagamento e 900 posti liberi, conta il fatto che tornare indietro rispetto ad un privilegio acquisito è difficilissimo. In sintesi per un Sindaco non portare o non ampliare i servizi nel proprio territorio è un segno di debolezza e vi è la fondata paura che dei servizi possano venire meno, magari a vantaggio del comune vicino.

Il secondo punto è che non penso che questo argomento interessi la cittadinanza perchè il cittadino si identifica con la sua terra, la sua Chiesa il suo Municipio con le sue tradizioni e le sue peculiarità e non vedrebbe di buon occhio il fatto di doverci rinunciare.

Da non sottovalutare poi il fatto che non si unirebbero due o più realtà similari per abitanti e territorio, ed è comprensibile la paura dei comuni più piccoli di essere fagocitati da San Donà.

 

San Donà di Piave, 24/03/2011

Letto 14927 volte Ultima modifica il Domenica, 24 Aprile 2011 17:08