down by the river

racconto

redazionetav

La discussione sulla TAV continua ...

Caro cons. Ruzzante
                              ho letto stamane 8 maggio 2013, sui giornali  della concorde volontà del ministro Zanonato e del pres. Zaia di sostenere la linea ferroviaria TAV - Corridoio 5 qui a Nordest ( sia chiaro  :  io non metto in discussione le altre che hanno direzione Nord-Sud, ma solo questa) .
 
Temo che stiano per commettere un gravissimo errore strategico,  non riparabile in futuro.  
Se avessero una visione più vasta della questione sarebbero più prudenti.
Questo è il motivo per cui inoltro anche a lei  - e ad altri per conoscenza - il messaggio che ho spedito nei giorni scorsi 
al pres. di Confindustria Veneto sullo stesso tema.
 
Mi auguro possa esserle utile , se non altro per aiutare i Consiglieri Reg. del Part Dem., che mi leggono in parallelo,  ad uscire dal loro contesto locale e valutare quanto le infrastrutture costruite in altri Paesi, influenzino il successo o il disastro delle nostre.
In particolare il Corridoio 5, che temo il suo gruppo intenda approvare all'interno del PTRC.
 
Buona lettura e distinti saluti
C. Crotti
 

Il prof. D'Alpaos: "La Piena è dietro l'angolo, se il Veneto non è finito di nuovo sott'acqua come nel 1966, è solo questione di fortuna...Stiamo viaggiando con totale incoscienza verso una terza alluvione". LEGGI L'ARTICOLO

Le riflessioni del dott. Crotti:
"Alle cose che dice il professore mi permetto aggiungere una mia riflessione.
Quella di questi giorni è "una alluvione" causata da 150-180 mm pioggia. Inferiore del 10% ai volumi di due anni fa.
Una lettera è stata mandata nei giorni scorsi dall’Associazione “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano” al Presidente del Consiglio prof. M. Monti. Per ricordargli che l’idrovia incompiuta tra Padova e l’Adriatico è inserita nella lista di canali fluviali, definita da un Trattato Internazionale sui corsi d’acqua interni, siglato a Ginevra nel giugno 1999. LEGGI L'ARTICOLO - LEGGI LA LETTERA

ogg.  una possibile risposta per il Comm. B. Mainardi

 Gent. sig.ra Conte

Sindaco di Quarto d'Altino

 L’on. Rubinato, che mi legge in parallelo e che ha già ricevuto alcune mie mail, forse le avrà qualche volta accennato alle tesi trasportiste che sostengo.

Anche se vivo a Padova e sono il presidente dell’Associazione di cui sopra, ritengo che le vie d’acqua, almeno in questa parte del Paese, esistono e si possono sfruttare, senza dover violentare il territorio tra Verona e Trieste e spendere 12 miliardi nel tratto corrispondente.

 A questo proposito  le inoltro  qui si seguito la mail che ho mandato nel marzo scorso al Commissario Europeo ai Trasporti – Siim Kallas – nella quale espongo le mie idee su TAV-TAC a NordEst.

Ho immaginato che la cosa lo avrebbe interessato, poiché l’Unione dovrebbe partecipare all’investimento e magari un domani garantire l’emissione “euro-project bond” su quest'opera.

 Da questo punto di vista resterebbe da chiedersi a che serva l’opera del Commissario Mainardi e mi domando se anche lui non potrebbe essere destituito da Monti come è accaduto col Commissario per la A4, Tondo.         L’on. Rubinato non potrebbe sollevare la questione nelle sedi parlamentari opportune ?

 Quello che mi pare manchi assolutamente nei discorsi che leggo sui giornali è la visione d’insieme del sistema logistico.  Manca cioè la consapevolezza che è sufficiente che uno solo dei punti,  attraverso i quali si sviluppa la catena del trasporto merci internazionale, sia inadeguato – per un qualsiasi motivo – e tutto crolla.  Crollano i traffici, gli operatori scappano e gli investimenti fatti nelle altre parti del sistema diventano inutili a loro volta.

 Proprio ieri ad un Convegno al Bò a Padova il pres. Paolo Costa magnificava le potenzialità del nuovo Terminal a terra in quel di Marghera.  Tutto giulivo fissava su una sua slide a 600.000 teu la capacità annuale di quello snodo.

Come quel numero possa essere coerente con un Terminal off shore (TOS) che ne dovrebbe movimentare dai 3 ai 4 milioni, non si comprende.  E non si comprende perché concentrare tutte le infrastrutture ferroviarie e stradali (TAV, Nuova Romea, Camionabile sull’idrovia Padova-Marea…)  attorno allo scalo lagunare, quando lo stesso battello di collegamento con il TOS potrebbe viaggiare lungo costa fino a Monfalcone ,  dove incontra la linea Adriatico-Baltico oppure navigare sul Fissero Tartaro Canal Bianco fino a collegarsi con la ferrovia per il Brennero.

Non è forse vero che da oltre un anno funziona un servizio tra il porto di VE e Mantova lungo quella linea acquatica ?  (è però solo per battelli fluviali di terza classe, ma non ci vorrebbe molto a trasformarlo in Quinta e renderlo accessibile dal mare.)

 Mi auguro che questi spunti possano essere ripresi nei colloqui che avrete con il Mainardi.

 Al vostro posto non esiterei a chiedere la sua destituzione. Non come fatto personale, che non esiste, ma come titolare di una funzione deviata e deviante di un problema più vasto.

 Una prova indiretta dell’inanità del suo obiettivo io la leggo nel fatto che finora nessuna grande Compagnia navale (Maersk, Hyundai…) ha accolto l’invito di Costa a partecipare allo sforzo costruttivo del TOS.

Non è forse perché gli manca un retroterra portuale funzionante , efficiente e “non futuribile” al 2050 ?

 Voi non state discutendo solo di quale sia il percorso della TAV-TAC,  ma dell’efficienza e efficacia di tutto il sistema trasporti connesso allo scalo lagunare.

E se alzate lo sguardo risulterà anche a voi che una linea TAC costa il 25% in più di una TAV, perché i container pesano di più, occorre più energia per spostarli su binari rinforzati.  Per non parlare dei costi manutenzione !

Tutti costi che non potranno non ripercuotersi sui prezzi praticati al trasporto dei containers di quello scalo.

 Sarebbe davvero curioso se fossero Istituzioni europee o parlamentari tedeschi o polacchi a intervenire a Strasburgo per evitare uno spreco di risorse pubbliche italiane , piuttosto che nostri rappresentanti eletti negli Enti locali e parlamentari romani.

Per quanto mi riguarda , a me basta esporre le stesse idee su una mail e inviarla fuori d’Italia.

 Questa è a mio avviso, la risposta da dare alle dichiarazioni del Mainardi, così come risultano dall’articolo allegato. Ma ora tocca a voi - Sindaci del centro-sinistra, decidere !

 

Distinti saluti

Carlo Crotti (presidente)

 

 --COPY---

to k.a. Mr. Siim Kallas  vice president UE Commission in charge of Transport

 

Dear Sir,

As living in Northen Italy I am interested on EU Corridor n° 5 for Trains High Speed.    Something has changed from the past years, when Bruxelles chose that track. Therefore I think it’s not correct to limit our minds on Val Susa tunnel problems only.

 Nowadays there are two new ways to cross Alps, connecting my country to Northern ones : Lötschberg and Gotthard tunnels are almost ready in Switzerland; and in the same time another High Speed line is on construction above Italian mountains along West-East direction (from Lyon, Strasbourg, Stuttgart, Munich, Salisburg, Wien, to Budapest).

 Third reason is the new Terminal off shore (14 km off Venice coast), going to be built for those big ships, unable to enter in lagoon.  Only little boats can joint that point to land.  Don’t you think it’s easier to do sail them along the coast just to Monfalcone port, where starts the Adriatic-Baltic Train line, instead of spending 7 billions for a High Speed train from Venice to?

Don’t you think  that the same boat could even move along a canal (Fissero-Tartaro-Canal Bianco) already used for carrying containers and goods from Venice port to Mantua - a town 200 km from the coast - where UE Corridor n° 1 meets the canal ?  In this case we are able to save 5 billions from Venice to Verona High Speed Train.

 Can Italy waste 12 billions building a rail in its North East area, while it could exploit the water ways.  We haven’t forgot that Venice Republic was used to do it in its past success history!

Should your Office  waste its own few resources, still supporting a railways line clearly uncompetitive ?

 In my opinion the Corridor 5 from Val di Susa to Slovenian border is useless and who support Val Susa tunnel is wrong. The two North-South Corridors passing fromEastern Italy are already well connected to Adriatic ports.  Little boats can joint the internal and coastal line waters, to the great Venice future Terminal.

 I hope you’ll admit that there is no comparison of costs between High Speed Train Corridor 5 and the  transportation system  I suggest.   Overall if the oil price is likely  to raise up dramatically in the next future.

Don’t you think that transport by boat must be now privileged, where it is possible and where the UE Commission can save its public money ?

 Sincerely yours

Carlo Crotti

ogg.  una possibile risposta per il Comm. B. Mainardi

 Gent. sig.ra Conte

Sindaco di Quarto d'Altino

 L’on. Rubinato, che mi legge in parallelo e che ha già ricevuto alcune mie mail, forse le avrà qualche volta accennato alle tesi trasportiste che sostengo.

Anche se vivo a Padova e sono il presidente dell’Associazione di cui sopra, ritengo che le vie d’acqua, almeno in questa parte del Paese, esistono e si possono sfruttare, senza dover violentare il territorio tra Verona e Trieste e spendere 12 miliardi nel tratto corrispondente.

 A questo proposito  le inoltro  qui si seguito la mail che ho mandato nel marzo scorso al Commissario Europeo ai Trasporti – Siim Kallas – nella quale espongo le mie idee su TAV-TAC a NordEst.

Ho immaginato che la cosa lo avrebbe interessato, poiché l’Unione dovrebbe partecipare all’investimento e magari un domani garantire l’emissione “euro-project bond” su quest'opera.

 Da questo punto di vista resterebbe da chiedersi a che serva l’opera del Commissario Mainardi e mi domando se anche lui non potrebbe essere destituito da Monti come è accaduto col Commissario per la A4, Tondo.         L’on. Rubinato non potrebbe sollevare la questione nelle sedi parlamentari opportune ?

 Quello che mi pare manchi assolutamente nei discorsi che leggo sui giornali è la visione d’insieme del sistema logistico.  Manca cioè la consapevolezza che è sufficiente che uno solo dei punti,  attraverso i quali si sviluppa la catena del trasporto merci internazionale, sia inadeguato – per un qualsiasi motivo – e tutto crolla.  Crollano i traffici, gli operatori scappano e gli investimenti fatti nelle altre parti del sistema diventano inutili a loro volta.

 Proprio ieri ad un Convegno al Bò a Padova il pres. Paolo Costa magnificava le potenzialità del nuovo Terminal a terra in quel di Marghera.  Tutto giulivo fissava su una sua slide a 600.000 teu la capacità annuale di quello snodo.

Come quel numero possa essere coerente con un Terminal off shore (TOS) che ne dovrebbe movimentare dai 3 ai 4 milioni, non si comprende.  E non si comprende perché concentrare tutte le infrastrutture ferroviarie e stradali (TAV, Nuova Romea, Camionabile sull’idrovia Padova-Marea…)  attorno allo scalo lagunare, quando lo stesso battello di collegamento con il TOS potrebbe viaggiare lungo costa fino a Monfalcone ,  dove incontra la linea Adriatico-Baltico oppure navigare sul Fissero Tartaro Canal Bianco fino a collegarsi con la ferrovia per il Brennero.

Non è forse vero che da oltre un anno funziona un servizio tra il porto di VE e Mantova lungo quella linea acquatica ?  (è però solo per battelli fluviali di terza classe, ma non ci vorrebbe molto a trasformarlo in Quinta e renderlo accessibile dal mare.)

 Mi auguro che questi spunti possano essere ripresi nei colloqui che avrete con il Mainardi.

 Al vostro posto non esiterei a chiedere la sua destituzione. Non come fatto personale, che non esiste, ma come titolare di una funzione deviata e deviante di un problema più vasto.

 Una prova indiretta dell’inanità del suo obiettivo io la leggo nel fatto che finora nessuna grande Compagnia navale (Maersk, Hyundai…) ha accolto l’invito di Costa a partecipare allo sforzo costruttivo del TOS.

Non è forse perché gli manca un retroterra portuale funzionante , efficiente e “non futuribile” al 2050 ?

 Voi non state discutendo solo di quale sia il percorso della TAV-TAC,  ma dell’efficienza e efficacia di tutto il sistema trasporti connesso allo scalo lagunare.

E se alzate lo sguardo risulterà anche a voi che una linea TAC costa il 25% in più di una TAV, perché i container pesano di più, occorre più energia per spostarli su binari rinforzati.  Per non parlare dei costi manutenzione !

Tutti costi che non potranno non ripercuotersi sui prezzi praticati al trasporto dei containers di quello scalo.

 Sarebbe davvero curioso se fossero Istituzioni europee o parlamentari tedeschi o polacchi a intervenire a Strasburgo per evitare uno spreco di risorse pubbliche italiane , piuttosto che nostri rappresentanti eletti negli Enti locali e parlamentari romani.

Per quanto mi riguarda , a me basta esporre le stesse idee su una mail e inviarla fuori d’Italia.

 Questa è a mio avviso, la risposta da dare alle dichiarazioni del Mainardi, così come risultano dall’articolo allegato. Ma ora tocca a voi - Sindaci del centro-sinistra, decidere !

 

Distinti saluti

Carlo Crotti (presidente)

 

 --COPY---

to k.a. Mr. Siim Kallas  vice president UE Commission in charge of Transport

 

Dear Sir,

As living in Northen Italy I am interested on EU Corridor n° 5 for Trains High Speed.    Something has changed from the past years, when Bruxelles chose that track. Therefore I think it’s not correct to limit our minds on Val Susa tunnel problems only.

 Nowadays there are two new ways to cross Alps, connecting my country to Northern ones : Lötschberg and Gotthard tunnels are almost ready in Switzerland; and in the same time another High Speed line is on construction above Italian mountains along West-East direction (from Lyon, Strasbourg, Stuttgart, Munich, Salisburg, Wien, to Budapest).

 Third reason is the new Terminal off shore (14 km off Venice coast), going to be built for those big ships, unable to enter in lagoon.  Only little boats can joint that point to land.  Don’t you think it’s easier to do sail them along the coast just to Monfalcone port, where starts the Adriatic-Baltic Train line, instead of spending 7 billions for a High Speed train from Venice to?

Don’t you think  that the same boat could even move along a canal (Fissero-Tartaro-Canal Bianco) already used for carrying containers and goods from Venice port to Mantua - a town 200 km from the coast - where UE Corridor n° 1 meets the canal ?  In this case we are able to save 5 billions from Venice to Verona High Speed Train.

 Can Italy waste 12 billions building a rail in its North East area, while it could exploit the water ways.  We haven’t forgot that Venice Republic was used to do it in its past success history!

Should your Office  waste its own few resources, still supporting a railways line clearly uncompetitive ?

 In my opinion the Corridor 5 from Val di Susa to Slovenian border is useless and who support Val Susa tunnel is wrong. The two North-South Corridors passing fromEastern Italy are already well connected to Adriatic ports.  Little boats can joint the internal and coastal line waters, to the great Venice future Terminal.

 I hope you’ll admit that there is no comparison of costs between High Speed Train Corridor 5 and the  transportation system  I suggest.   Overall if the oil price is likely  to raise up dramatically in the next future.

Don’t you think that transport by boat must be now privileged, where it is possible and where the UE Commission can save its public money ?

 Sincerely yours

Carlo Crotti

Lettera del dr. Crotti ai Signori Sindaci dei Comuni interessati alla sicurezza idraulica del territorio tra Padova e Venezia,  ovvero al completamento dell'idrovia Padova-Mare.

Egr. Signori

La pagina della Difesa del Popolo (cliccare qui) riporta con favore la notizia che la Giunta regionale ha affidato a una imprecisata impresa l?incarico di redigere un progetto preliminare per completare il canale  Padova-Mare.

Di questa decisione sono almeno 4  gli aspetti che ci appaiono equivoci, se non devianti dai nostri obiettivi.

Il Dr. Crotti ci invia un documento del 2007 (per vederlo cliccare qui) che illustra perchè i No TAV in Piemonte hanno ragione .....e quindi anche a NordEst andrebbe rivisto quel modello trasportistico......meglio le vie d'acqua e lungo costa.
Gent. Sig.ra  on. S.Rubinato
colgo l'occasione del suo articolo sul Corriere V.  (CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO) per inoltrarle , per conoscenza, la mail che ho spedito ieri alla segretaria CGIL , S. Camusso, in merito alla TAV, ovvero alla necessità da parte del mondo politico di riconsiderare tutto il percorso del Corridoio 5 e non solo questo o quel tratto.

Dal canto mio, segnalerò la cosa anche ad alcuni giornali europei, dal momento che il Capo del Governo Italiano non può andare il 24 a Bruxelles a perorare interessi nazionali, quando non sa valorizzare le vie di comunicazione e di trasporto già  esistenti.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro

Distinti saluti

dr. Carlo Crotti

Tel 347 8665730

---- COPIA ---

Ogg: riconsiderare tutta la linea del Corridoio 5

 

Martedì, 06 Marzo 2012 19:26

Appello NO-TAV

Un mese fa quattro scienziati: Sergio Ulgiati, Università Parthenope, Napoli + Ivan Cicconi, Esperto di infrastrutture e appalti pubblici + Luca Mercalli, Società Meteorologica Italiana + Marco Ponti, Politecnico di Milano hanno promosso un appello al presidente Monti riguardo alla necessità di riesaminare le evidenze tecnico-scientifiche relative alla realizzazione del TAV http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&op=more_info&ePetitionId=1 <http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&amp;op=more_info&amp;ePetitionId=1>  Era stato richiesto di far firmare l'appello da docenti universitari. Sono state raccolte 360 adesioni.

L'appello non ha avuto risposta e quindi ora si chiede a chiunque voglia riproporlo all'attenzione del presidente Monti di sottoscrivere la richiesta per un incontro tra Monti e i promotori dell'appello. Potete firmare qui http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&op=more_info&ePetitionId=3 <http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&amp;op=more_info&amp;ePetitionId=3>

Ognuno diffonda come meglio crede questa richiesta.

Grazie per l'attenzione,

Comitato NO TAV Venezia-Trieste

Comunicato stampa del 2 gennaio 2012, pubblicato il 3 gennaio dal Mattino di Padova e dal Corriere del Veneto.

 

Perché le vie d’acqua in Veneto non hanno “padrini” ?

 

Egr. Direttore

Nella mia qualità di presidente dell’Ass. “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano”, che da un lustro si batte per il completamento del canale che collega Padova all’Adriatico e alle Autostrade del Mare, devo constatare con rammarico che nessun esponente politico di qualsivoglia partito al Governo o all’opposizione in Regione o in Parlamento ha finora voluto patrocinare e associare il suo nome all’idrovia Padova-Mare e tanto meno all’uso delle vie d’acqua, di cui la nostra Regione è ricca.

Coordinamento Comitati No-Tav Veneto e Friuli Venezia Giulia

https://notavveneziatrieste.wordpress.com/ - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel: 388 9750559

Comunicato stampa del 27.11.2011

Petizione inviata dai NO-TAV accolta dal Parlamento Europeo!

Sabato 26 novembre 2011 è giunta la comunicazione della ricevibilità della Petizione Europea inviata lo scorso maggio dal Comitato No TAV Venezia-Trieste in merito alla costruzione della nuova linea AV/AC Venezia-Ronchi dei Legionari (TS). La Petizione [icon Petizione NO-TAV (303.13 kB) ], mette in luce le preoccupazioni espresse dai Cittadini Veneti, dai comitati No Tav locali e da alcune associazioni firmatarie della lettera. I Comitati chiedono maggiore coinvolgimento nelle decisioni, l’utilizzo della linea storica, lo stop ai finanziamenti europei e mettono in risalto i danni provocati in altre zone dove linee Tav sono già state costruite. L’intendimento dei firmatari è stato quello di testimoniare al Parlamento europeo la democratica opposizione popolare all’opera.

La petizione era stata sottoscritta da circa 3.000 cittadini Veneti in meno di 2 mesi ed è stata spedita alla Commissione Petizioni dell’Unione Europea lo scorso 4 maggio. Il testo ed il modulo di adesione sono scaricabili dal sito https://notavveneziatrieste.wordpress.com/.

Dopo l’iter di valutazione, sabato 26 novembre è giunta la risposta: la Segreteria della Commissione Petizioni, per tramite del suo funzionario Giorgio Mussa, ha comunicato la ricevibilità della petizione iscritta al ruolo generale col n. 0694/2011.

Ora la Commissione Europea dovrà svolgere un’indagine più approfondita sulle preoccupazioni espresse dai firmatari che a breve verranno invitati a relazionare sulla questione direttamente davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles.

Realizzato che le istanze avanzate dai cittadini agli amministratori italiani nello spirito della democrazia partecipativa rimangono per lo più inascoltate, abbiamo deciso di appellarci ad un organo sovranazionale dove, sembra, abbiamo maggior considerazione.

La Petizione è solo uno degli strumenti che il Comitato è comunque intenzionato ad usare per continuare la sua lotta NON VIOLENTA a questa opera assurda adoperandosi in tutti i modi possibili per raggiungere lo scopo di informare su quelli che sono i reali obbiettivi del TAV e delle grandi opere in generale: far pagare a tutti i privilegi di pochi.

Martedì, 04 Ottobre 2011 18:33

Aggiornamento NO-TAV

TAV: IL SINDACO DI SANTO STINO DI LIVENZA CHIEDE AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI SINDACI DI ORGANIZZARE DEGLI INCONTRI CON IL PRESIDENTE ZAIA E IL COMMISSARIO ALLA TAV MAINARDI.

Il Sindaco -  a seguito di interessanti notizie apprese dalla stampa riguardanti il progetto preliminare della TAV, secondo le quali Rfi - Rete Ferroviaria Italiana dovrà rifare il progetto della tratta Mestre – Trieste studiando varie ipotesi del tracciato, a cominciare da quello che prevede l’utilizzo della linea ferroviaria esistente – ha inviato una nota al Presidente della Conferenza dei Sindaci del V.O. Camillo Paludetto affinché organizzi un incontro con il Presidente della Regione Luca Zaia ( e l’assessore Chisso) e in seguito un altro con il Commissario alla TAV Bortolo Mainardi.
Gli incontri avrebbero lo scopo di coinvolgere nel progetto gli enti locali per un confronto e una valutazione con le Amministrazioni e con le popolazioni del territorio, senza una loro esclusione preliminare, come successo in precedenza.

QUI la nota inviata dal Sindaco di Santo Stino di Livenza al Presidente della conferenza Sindaci

Rioprtiamo anche la posizione di 100 politici a favore della TAV ... icon Lettera bipartisan a Berlusconi pro TAV (8.85 kB)
A questo link la recentissima LETTERA APERTA E PROPOSTA PER UNA INIZIATIVA CONGIUNTA DI APPROFONDIMENTO SUL T.A.V. al Sindaco del Comune di Quarto d’Altino.
--
Segnalazioni di Arianna Spessotto Comitato NO TAV Venezia-Triestehttps://notavveneziatrieste.wordpress.com/    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 3889750559
 Sintesi delle informazioni essenziali  sulle RTE-T secondo quanto stabilito dai testi legislativi dell'UE esposti dalla deputata europea Sabine Wils (Sinistra Unita e Verdi Nord Europa) e Roberto Priore funzionario RC al parlamento Europeo, a San giorgio di Nogaro al "Vertice No tav" giovedì 7 luglio 2011:

Riportiamo letteralmente quanto inviatoci.

"Non riprendo tutte le informazioni del mio intervento, mi limito a richiamare le info essenziali ricordando che le decisioni, le direttive e i Regolamenti Ue sono proposti dalla Commissione europea (quella presieduta da Barroso per capirsi) e quindi in co-decisione emendati e infine adottati in un unico testo - che quindi pur frutto discussioni separate - poi deve coincidere tra i testi varati dal Consiglio dei Ministri (rappresentati tutti i 27 governi UE) e dal Parlamento europeo (736 deputati). Vi risparmio il dettaglio delle procedure vorrei solo dire che mentre si discute, si propone, si decide i singoli governi ed anche i parlamenti nazionali sono informati e se hanno obiezioni hanno tutti gli strumenti per reagire ..... questo per sfatare il detto che "...lo impone l'Europa!" Certo le attuali decisioni in campo di austerity economica sono state assunte a colpi di maggioranza dietro la spinta del Fondo Monetario Internazionale, ma chi vota è ben consapevole e responsabile, non subisce .....

Sabato, 14 Maggio 2011 14:17

Paolo Scarpa

Il Senatore Paolo Scarpa (PDL), ad un incontro tenutosi a Portogruaro il 06 maggio 2011, parlando del futuro del settore agricolo del Veneto Orientale esprime la sua dura presa di posizione contro il passaggio della TAV. L'intervento della durata di 6 minuti lo potete vedere cliccando QUI. Ringraziamo Stefano Zanet, curatore del sito www.Portogruaro.Veneto.it  per aver consentito il link.

IL TAR Veneto ordina al Ministero dell'Ambiente di mettere immediatamente a disposizione tutta la documentazione relativa al tracciato cosiddetto "alto" della TAV. Per leggere la sentenza, cliccare QUI.

Con sentenza depositata il 9 maggio 2011, il Tribunale Amministrativo del Veneto ha accolto il ricorso presentato dal consigliere comunale di Musile Alberto Teso, che chiedeva, per conto proprio e della delegazione locale della LIPU, di prendere visione dei progetti e delle valutazioni ambientali relativi a entrambi i tracciati.

"Parliamo da mesi dei due possibili percorsi della TAV - commenta Teso - ma mentre del tracciato basso, quello in direzione delle spiagge, abbiamo parecchie informazioni, sul cosiddetto tracciato alto, quello parallelo all'autostrada,
non sappiamo nulla. Ritengo che non sia possibile discutere di qualcosa che non si conosce, per cui il febbraio scorso ho chiesto formalmente alla Regione, alle Ferrovie e al Ministero di avere la documentazione relativa ai due tracciati. Visto il loro silenzio, sono stato costretto a presentato ricorso al TAR, che è stato accolto".

Il Tribunale ha ordinato al ministero di "fornire in copia al consigliere comunale ricorrente, entro 30 (trenta) giorni dalla comunicazione della presente sentenza, tutta la documentazione disponibile, e non già fornita
dalla Regione Veneto, relativa al progetto TAV in questione, come chiesto con l'istanza di accesso, riguardante entrambi i tracciati".

"Ho il forte presentimento che del tracciato alto non esista assolutamente nessuno studio e nessuna valutazione - commenta Teso - ciò vuol dire che stiamo presumibilmente discutendo di un possibile tracciato alternativo che
non esiste affatto" conclude l'avvocato.

Martedì, 10 Maggio 2011 20:52

Circolo Legambiente Veneto Orientale

Il signor Maurizio Billotto del Circolo Legambiente Veneto Orientale Geretto-Pascutto, ci ha fatto pervenire l'interessante documento: "OSSERVAZIONI SULLA PROCEDURA VIA SPECIALE DEL PROGETTO PRELIMINARE TAV-TAC" commissionato a <Terra srl > dai seguenti enti: CIA - Confederazione Italiana Agricoltori Venezia, Copagri - Confederazione Produttori Agricoli Venezia, Confagricoltura Venezia, Legambiente Veneto, Circolo Legambiente Veneto Orientale.

Damanda: Quali pensa possano essere  nei prossimi  vent’anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: Il Veneto Orientale è chiaramente ad un bivio che riguarderà tutto il territorio per i prossimi decenni. Quello costituito dalla scelta di divenire un’area rilanciata, sulla spinta delle importanti infrastrutture che si avviano a trasformare la fisionomia, o fortemente segnata da uno sviluppo non sostenibile. Le opportunità per il territorio ci sono tutte. Dal turismo, all’industria, all’agricoltura, tutti i settori presentano ampi margini di espansione anche grazie alla nostra piccola e media impresa. La sfida è però integrarli fra loro per creare un’identità territoriale forte, salvaguardando al contempo la qualità della vita.

Domanda: Quali pensa possano essere nei prossimi vent’anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: Su questo punto ritengo non si faccia mai abbastanza una corretta valutazione di cos’è il fenomeno turistico e quale ricaduta ha sullo sviluppo del nostro territorio. In un momento storico in cui la produzione di beni si delocalizza nei paesi dove più basso è il costo della manodopera, noi cittadini del Veneto Orientale con Venezia, il più grande volano al mondo ed il turismo balneare, un prodotto maturo, consolidato e molto competitivo, dobbiamo avere la consapevolezza di quali sono i nostri punti di forza per lo sviluppo di quest’area nei prossimi vent’anni.

1) Quali pensa possano essere nei prossimi 20 anni, le maggiori  opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Il Veneto Orientale ha qualcosa che nel resto della Regione manca, ed è quindi prezioso; è questa dunque la nostra ricchezza: abbiamo spazi, verdi, liberi e aperti. E’ lo spazio faticosamente ricavato con le bonifiche del secolo scorso, al cui interno si è prima sviluppata l’agricoltura ed al cui margine è poi esploso il turismo balneare. Questa è la nostra opportunità, dobbiamo decidere come “sfruttarla”. Sempre che non siano altri  a decidere per noi: i sostenitori del modello di “sviluppo” dominante nel Veneto vedono il nostro territorio come un semplice vuoto, la loro pressione è fortissima per riempirlo come tutto di resto, di case, strade, capannoni ecc..

Il prof. Feltrin, intervistato via email, ha così risposto alle nostre domande:

1) Quali pensa possano essere nei prossimi 20 anni, le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Terza corsia e tav sono un modo per aumentare le relazioni con il centro nord-europa (specie via Tarvisio) tanto per le persone, quanto per le merci e turisti. Inoltre treni più veloci consentono di agganciare il Veneto orientale e il Friuli agli assi forti del triangolo Venezia-Milano-Bologna invece di rimanerne isolati come accade ora.

2) Se pensa che la Tav sia necessaria, secondo lei, quale potrebbe essere l'impatto dei tracciati proposti per la Tav sullo sviluppo della economia locale? In sintesi, la Tav a sud potrebbe essere un freno o uno stimolo allo sviluppo locale?

La domanda non ha senso. Da che mondo è mondo un'infrastruttura porta beneficio ai territori che attraversa, semmai ci si può chiedere se il gioco valga la candela, ovvero se lo sviluppo atteso compensa gli inevitabili costi ambientali di un'opera del genere. La mia risposta è comunque positiva, ma capisco che ci possano essere anche opinioni diverse.

3) perché secondo Lei, la Tav dovrebbe avere una fermata all'aereporto Marco Polo?

Tra avere una fermata all'aereoporto e non averla Catalano (personaggio televisivo che incarnava tutto ciò che è "ovvio") direbbe che è meglio averla. Così rispondo anch'io.

4) Quale domanda avrebbe voluto vi fosse stata fatta sulla TAV?

Perchè ci vorrano anni, troppi anni per farla?

Aggiornamento dell'8 novembre sul "rischio idraulico" delpresidente della associazione“SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”. Il dr. Crotti ci invita a riflettere sui disastri idrogeologici che quest'anno ci hanno risparmiati, invitandoci a considerare la pubblicazione icon I piani comunali delle acque, (3.44 MB) edita dalla provincia di Venezia nonchè l'analisi del prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia sulla icon Alluvione Genova novembre 2011 (1.24 MB) e sulla icon Alluvione nelle 5 terre, ottobre 2011 (2.86 MB)

 

Aggiornamento del 27 luglio 2011: Per leggere tutto l'articolo: "A Nord-Est facciamo accelerare le merci - Il Sole 24 ORE di Andrea Boitani, CLICCARE QUI!" Il signor Crotti ci ha fatto pervenire il link e questa considerazione: <L'idrovia sul Fissero - Tartaro - Canal Bianco, estesa fino a Isola della Scala  per collegare l'Adriatico alla linea per il Brennero,  è molto più opportuna e conveniente della TAV>.


Aggiornamento del 14 luglio 2011: Non vorrei aver capito male il senso dell'articolo di cui segnalo il link, ma mi pare che gli sloveni non sappiano che farsene del Corridoio 5.  Quello  stesso per il quale Zaia e Chisso hanno imposto un Commissario da Roma per la TAV nel Veneto orientale.....

 

Aggiornamento 21 giugno 2011: l'articolo che le inoltro è accattivante per la soluzione che propone (per leggere l'articolo, cliccare QUI) . In realtà richiama il mio spunto originario, da voi pubblicato, che prevedeva l'acquisizione di spazio in mare, senza dover attraversare i campi di nessuno.Quello che ora mi pare inverosimile è il fatto che gli Amministratori  interpellati non considerino l'alternativa sopra il livello del mare. ovvero i battelli fluvio-marittimi , capaci  di collegare il Terminal off shore veneziano con Monfalcone, dove farà capo il Corridoio Adriatico -Baltico. Se dobbiamo ragionare sul lungo costa, e separassimo il contributo "merci" - le quali non hanno bisogno di viaggiare a 300 km/h -  da quello passeggeri,

Domanda: Quali pensa possano essere nei prossimi vent’anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: Credo sia necessario fare una premessa: un tempo per pianificare l’economia di un territorio si partiva dalle infrastrutture necessarie per raggiungere gli obiettivi che ci si proponeva.

Domanda: Quali pensa possano essere nei prossimi 20 anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: In un suo recente contribuito sul rapporto finale di “Futuri scenari, Politiche di Sviluppo del Veneto Orientale” pubblicato da VeGal nel dicembre del 2010, commentando l’aumento della popolazione del Veneto Orientale (nello studio sono ricompresi anche i comuni di Cavallino-Treporti e Quarto d’Altino) che, nel periodo 1981-2009, è stato di 42 mila unità, consentendo alla Provincia di Venezia - altrimenti in controtendenza - di avere, per lo stesso periodo, un saldo attivo della sua popolazione pari all’ 1,8%, il prof. Paolo Feltrin osserva:

Al fine di prendere una determinata posizione sul tracciato della TAV è, a mio avviso, indispensabile essere in possesso di tutti gli elementi necessari per poter giudicare.

Soprattutto sotto il profilo dell’impatto ambientale.

 

Intervento di Marco Simionato al convegno tenutosi a Quarto d’Altino in data 24 gennaio 2010 “LA TAV A QUARTO D’ALTINO : IL TRACCIATO E LE PROBLEMATICHE”
E’ mia abitudine dare una valutazione di un fatto o, come in questo caso, di un progetto dopo aver preso visione di tutta la documentazione disponibile. Nel caso specifico del progetto della linea AV/AC Venezia –Trieste parliamo di una documentazione che consiste di due DVD, contenenti oltre 700 file, che ci è stata consegnata fra il 14 e il 17 gennaio 2011, ovvero circa una settimana fa. Oltre ad una copiosa cartografia vi sono contenute una serie di relazioni, squisitamente tecniche che vanno da un minimo di 50 pagine ad un massimo di 300 pagine.

1) Domanda:  Quali pensa possano essere nei prossimi vent’anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: Sicuramente quelle legate al turismo e alle risorse collegate a questo settore. Penso agli aspetti paesaggistici e naturalistici della nostra laguna, della Piave vecchia, della bonifica e della nostra storia contadina e delle nostre coltivazioni. Penso alla promozione dei nostri prodotti alle tipicità e alle aziende enogastronomiche che hanno attraverso il litorale delle grandi opportunità di "catturare" il turista ormai abituato a diversificare la sua vacanza che non e' più e solo mare-sole.

Domanda: Quali pensa possano essere nei prossimi vent’anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: Per le opere che già sono in cantiere la proiezione dei vent’anni non è poi così lunga. Per le infrastrutture pensiamo alla terza corsia dell’autostrada che inizierà a giorni, al terzo ponte, all’autostrada del mare per non parlare della stessa Tav. Da decenni il nostro territorio punta molto sul turismo litoraneo – Jesolo è tra le prime spiagge d’Italia per presenze – ma negli ultimi anni si sta sviluppando anche un turismo dell’entroterra:

Domenica, 20 Febbraio 2011 11:14

Comitato NO TAV

Invito all'incontro pubblico "Amministratori a confronto" che si terrà il 7 luglio a Villa Dora, San Giorgio di Nogaro e vedrà la partecipazione dell'eurodeputata Sabine Wils. per maggiori dettagli cliccare su: Amministratori a confronto a San Giorgio di Nogaro

Aggiornamento del 24 giugno 2011: sviluppo della vicenda ed elenco degli aggiornamenti più importanti:

Mercoledì, 19 Gennaio 2011 11:10

Linea TAV-TAC: Posizione UDC San Donà

Qui di seguito riporto la linea dell’UDC sandonatese inerente alla questione TAV\TAC ed il documento nato dai ragionamenti del direttivo.

In relazione alle problematiche legate alla realizzazione di un percorso ferroviario ad atla velocità/capacità che interessa il territorio del Veneto Orientale, l’UDC di San Donà di Piave esprime le seguenti considerazioni:

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