Aggiornamento 17 giugno 2011, il dr. Crotti informa che gli industriali veneti VOGLIONO FARE LA TAV ... leggere articolo del Corriere del Veneto cliccando QUI.
Aggiornameto del 14 maggio 2011:
Il sgnor Crotti ci ha fatto pervenire questa considerazione: "Ora il pres. Costa propone che il Terminal off shore sia collegato alla terra ferma con un tunnel ferroviario sottomarino! Non ho idea dei costi e dei tempi, ma di sicuro in questo modo lui perde il vantaggio della "distribuzione" su più punti della costa e dell'interno, che un battello gli può invece procurare. Potremmo anche dire che in sostanza lui limita le potenzialità del Terminal. ERRORE GRAVISSIMO". (vedi articolo on line cliccando QUI)
Aggiornamento 29 aprile 2011
Il signor Crotti commenta così l'articolo de "Il Piccolo" <Treni, l’ad Moretti gela Trieste: Tav solo fino a Mestre> :
"Ma senza quella linea ferroviaria rimane solo il collegamento lungo costa per i battelli fluvio-marittimi , che collegano il Terminal off shore con Monfalcone e il Corridoio Adriatico-Baltico.....come sosteniamo da tempo".
IL MARE RICONFIGURA LA TERRA
A prima vista temi come : il terminal a Dogaletto, la TAV tra Venezia e Portogruaro, la Nuova Romea e la camionabile sull’idrovia, possono apparire distinti e distanti, ma in realtà non lo sono.
In comune hanno l’idea di accentrare sul porto lagunare le vie di comunicazione, ferroviarie e stradali. Chi a vari livelli amministrativi la sostiene, pare non rendersi conto di quanto il Terminal off Shore (TOS) abbia cambiato le prospettive, dal momento che è lui il punto focale dell’interfaccia mare-terra, non Marghera o i moli di S. Marta.
Le nostre domande sono: perchè trasportare merci e containers via terra fino a Marghera, quando possiamo raggiungere dal TOS con battelli fluvio-marittimi qualsiasi scalo portuale compreso tra Ancona a Monfalcone ? Perché non immaginare città dell’interno della valle padana collegate all’Adriatico, qualora venisse reso navigabile il Po ? Già oggi 4-5 battelli fluviali, spostandosi lungo il Canale di Valle (Chioggia) raggiungono il Fissero Tartaro Canal Bianco e arrivano a Mantova provenienti da Venezia, togliendo dalle strade in un anno 17.000 viaggi su camion.Se un battello, partendo dal TOS e viaggiando lungo costa, può raggiungere Monfalcone o a Ravenna, a che serve discutere quale tracciato far fare alla TAV alla N. Romea ? Perché non usare le vie d’acqua, senza ferire a morte un territorio ? L’Adriatico può riconfigurare il Veneto !
A nostro avviso quelle due opere sono oramai sono fuori mercato. Se pensiamo ai costi e ai tempi necessari per la TAV - il Corridoio 5 nel suo percorso italiano - sarà di fatto una infrastruttura superata, quando sarà stata completata.
A Nord delle Alpi è in fase molto più avanzata un collegamento Alta Capacità, che partendo da Lione collega Digione, Stoccarda, Monaco, Vienna, Budapest. I ritardi accumulati nel nostro Paese ci hanno messo fuori mercato. La nostra Confindustria, il Governo nazionale e quello regionale ne prendano atto.
Molto meglio sarebbe se dedicassimo quei soldi per costruire il Corridoio 28 (Monfalcone, Vienna, Praga, Varsavia, Riga), che incrocia il “nuovo corridoio 5” nella capitale austriaca. Del resto anche la TAC Rotterdam-Genova, già in costruzione, toglie senso e motivazioni al passaggio in Italia del principale Corridoio europeo Est-Ovest.
Il TOS, qualora fosse collegato con battelli a Monfalcone, non solo renderebbe la TAV veneziana, qualunque fosse il suo tracciato, un inutile spreco di risorse e territorio, ma risparmierebbe le spese per il dragaggio del porto in provincia di Gorizia. Opera indispensabile all’attracco delle grandi navi.
Lo stesso ragionamento sul rapporto mare-terra vale anche per il tratto autostradale della N. Romea fino a Ravenna. Qualunque scalo della riviera romagnola, capace di ricevere battelli che pescano 3,5-4 mt , potrebbe essere valorizzato. (da Porto Levante a Ravenna….)
La trasposizione di queste idee in linguaggio politico-amministrativo, consiglia caldamente che venga aggiornato il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, ovvero il testo base della programmazione del Veneto per i prossimi due decenni). Il testo già adottato dalla Giunta Galan nel 2009, è chiaramente datato ed eccentrico rispetto alla situazione infrastrutturale creata dal TOS.
Il TOS riconfigura le nostre infrastrutture e quindi le nostre priorità.
Se gli verrà permesso di distribuire i containers su più scali, quasi fosse il cardine di un “porto diffuso”, allora diventerà davvero competitivo rispetto a molti altri porti. Nazionali ed esteri.
Se invece dovesse concentrare i suoi containers a Dogaletto, lasciandoli fermi su quel piazzale per 3-4 settimane in attesa di un qualunque mezzo di trasporto - come accade a G. Tauro - allora avremo sprecato tempo, denaro, occasioni di sviluppo e la creazione di nuova occupazione su larga scala.
La mia Associazione suggerirà nei prossimi giorni a tutti i Comitati che si oppongono a vario titolo alla TAV, alla N. Romea e alla Camionale questa prospettiva infrastrutturale, come pure la richiesta alla Regione per la cancellazione immediata del PTRC
dr. Carlo Crotti (presidente)ASS. “SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”IV° Strada n°3 Zona Ind. 35129 Padova tel 347 8665730 www.idroviapadovamare.org associazione iscritta nel Registro Comunale di Padova delle“LIBERE FORME ASSOCIATIVE e delle COOPERATIVE SOCIALI” n° 1477 nella sezione tematica n° 7 “TERRITORIO – URBANISTICA – TUTELA AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE”procedimento dirigenziale n° 2009/68/0017 del 24 Marzo 2009 P-IVA 04141400285