Proposta per i candidati sindaco di San donà di Piave

FINISTERRE CIMA 11
Il tempo si è fermato in via Cima 11. Sono tornato dopo 20 anni in quest'area di proprietà del comune di San Donà che si trova alla fine della via, ai confini del mondo conosciuto come appunto lo è stato "Finisterre" fino al 1492.
E' un luogo dimenticato, abbandonato, ricettacolo di spazzatura e scheletri di ogni tipo.

Eppure questo terreno pubblico, già inceneritore, poi rimessa -magazzino, poi centro sociale occupato (C.S.O. vedi scritta gialla a sx in basso nella foto), ed infine centro di accoglienza per immigrati, fu per molti anni simbolo di modernità.
Trent'anni fa in quel luogo nacque uno dei primi inceneritori, mucchi di spazzatura da bruciare senza tante precauzioni, bruciare spazzatura fu idea all'avanguardia, ancor oggi qualcuno la sostiene .
In riva al fiume, in un'area di pregio ambientale, si diede fuoco alla monnezza senza chissà quali precauzioni.
Il fumo nero e velenoso e l'odore insopportabile costrinsero ad interrompere questa operazione infernale già sul nascere.
Il fabbricato inceneritore fu quindi adibito a rimessa di mezzi comunali e magazzino e poi abbandonato a se stesso. Finché un gruppo di giovani, nei primi anni novanta del secolo scorso, non lo occupò per usarlo come luogo di ritrovo. Nacque così il Caino, nome che non ha a che vedere, come si potrebbe pensare, con il personaggio dell'antico testamento, ma che invece è il composto di CAI e di NO. Quegli stessi giovani, infatti , erano stati precedentemente sgomberati da un altro luogo, sito in centro città, per far posto alla realizzazione della sede del Club Alpino Italiano.
Il Caino non era frequentato da giovani della media borghesia, era un piccolo Leoncavallo di periferia, per una città come San Donà fu una spina nel fianco, un grande affronto, un fastidio, un disturbo al perbenismo e alla cultura cattolica e conservatrice.
Sotto il primo Sindaco leghista, il Caino fu chiuso e diventò centro di accoglienza (più un lager che posto accogliente).
15 neri Nigeriani furono relegati in roulotte lontano dagli occhi di tutti i sadonatesi, l'area assunse l'aspetto di in un campo nomadi (abusivo), senza alcun servizio senza dignità definibile umana.
Il cadavere delle roulotte sta ancora li e testimonia che la comunità di san Donà non si è nemmeno preoccupata di cancellare i segni di quei scandalosi fatti, probabilmente perché non prova nemmeno un po' di vergogna.
Dopo tanti anni di abbandono sarebbe il caso di mettere a disposizione, in qualche modo a fini sociali il bene comunale di via Cima 11, renderlo vivo e utilizzabile da parte dei cittadini, cosa che fecero tanti anni fa, senza soldi e senza mezzi, quei giovani vituperati da tutti.
Per questo è necessario chiedere ai candidati Sindaci come intendono usare questa ma anche altre proprietà abbandonate del Comune. Vorrei sentire idee e proposte concrete.
In via Cima 11, negli ultimi anni, sono state costruite molte case, (anche se a fini speculativi). L'aspetto è quello di un bel quartiere residenziale che però stride con quello del terreno comunale lasciato alla mercé di spazzatura, rovi e sporcizia.
Ugo


Commenti
Marina Alfier
Come segno di rinascita pianterei qui i primi 100 alberi: piantare 1 albero ogni nuovo nato o bambino adottato è un obbligo previsto dalla Legge 10 del 14 gennaio 2013 per i comuni con oltre 15 mila abitanti.
Il fabbricato (circa 400 mq) potrebbe dare risposta all’esigenza, molto sentita in città da giovani e non solo, di una sala prove, cioè di un luogo a disposizione di tutte le Band per esercitarsi e suonare. Ma anche per Cori, Bande, Bersaglieri, Fanfara ...
Per rendere agibile l’edificio non occorrono ingenti risorse; per gli allestimenti interni lascio spazio alla fantasia dei nostri giovani.
Il parco esterno, oltre 20.000 mq chiusi a sud dall’argine a forma di anfiteatro, con poche risorse può essere allestito per accogliere le manifestazioni musicali estive organizzate dai giovani.
Infine, proprio per utilizzare al meglio questo lembo di terra così bello e prezioso, ci può stare anche un angolino in uso ai nostri anziani (quelli più in salute e volenterosi) per coltivare degli orti.
Sono stato consigliere comunale, dopo il sindaco leghista, della prima, e speriamo non sia l'ultima, amministrazione di centro-sinistra . Allora avevamo pensato di creare in quella località un centro per avvenimenti culturali denominato "Gonfo".
Non bastava il terreno di proprietà comunale, e pensavamo di acquisirne ulteriore dando in cambio la possibilità di costruire delle abitazioni. Il centro sarebbe stato datato di parcheggi mascherati per non alterare l'ambiente e di una specie di anfiteatro dove poter fare concerti, ecc.. La rimozione di tutte le idee che avevamo da parte dell'amministra zione Zaccariotto la dice lunga sulla necessità, anche ora, di cambiare le gestione della cosa pubblica.
Grazie Ugo della sollecitazione, per me un rammarico di come siano state rimosse anche le buone idee. Per onestà devo dire che tanta parte di quell'idea di utilizzare a fini sociali quell'area va ad un nostro grande concittadino: Mario Pettoello.
Saluti.
Fiorenzo Veronese
con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. Il centro ospita oltre 55 bambini disabili e l'area intorno è meravigliosa. La cosa più curiosa è che l'attuale amministrazione comunale ha speso oltre 300.000 euro per realizzare un parcheggio pubblico non accessibile perché la strada di accesso è una strada privata. Qualcuno dovrebbe pagare i danni per questa negligenza.
Marina Alfier, candidata sindaco lista SINISTRASANDONÀ