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Michele Marangon, consigliere comunale PD San Donà: "...il Terzo Ponte sembra definitivamente crollato prima ancora di nascere..."
“Non si fa il terzo ponte sul Piave” - titola la stampa locale il 1 Agosto “Fumata nera nel summit dei Comuni interessati”; “Terzo ponte? Meglio allargare quello vecchio”. Notizie d’agosto notizia, quando facilmente le novità passano inosservate. Ma questa non dovrebbe proprio.
Nel 2011 ha festeggiato i 60 anni, col tradizionale arrivo sul traguardo di San Donà, una classica (si può ben dirla tale) del ciclismo dilettanti chiamata “Giro dei tre ponti”. Prende il nome dai tre tradizionali attraversamenti che esistevano – i soli allora – sul tratto del fiume Piave, da dove esso sbocca nella pianura alla foce: Ponte di Piave, San Donà ed Eraclea. Esiste poi, da decenni, un altro attraversamento tra Fossalta e Noventa: un ponte mobile su barche, a pedaggio e di proprietà privata. Nel tempo si sono quindi aggiunti altri due passi: il ponte dell’A4 (a monte di Noventa, riservato a chi transita sull’autostrada a pagamento) e, dal 2008, il Ponte dei Granatieri a valle di San Donà che serve la variante di circonvallazione della SS14.
In totale quindi, 6 attraversamenti, 6 ponti in una trentina di chilometri. Non bastano?
La risposta va articolata.
Michele Marangon, consigliere comunale PD San Donà: "...i costi ambientali, i costi del territorio non vengono mai conteggiati nei preventivi ..."
1) Quali pensa possano essere nei prossimi 20 anni, le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?
Il Veneto Orientale ha qualcosa che nel resto della Regione manca, ed è quindi prezioso; è questa dunque la nostra ricchezza: abbiamo spazi, verdi, liberi e aperti. E’ lo spazio faticosamente ricavato con le bonifiche del secolo scorso, al cui interno si è prima sviluppata l’agricoltura ed al cui margine è poi esploso il turismo balneare. Questa è la nostra opportunità, dobbiamo decidere come “sfruttarla”. Sempre che non siano altri a decidere per noi: i sostenitori del modello di “sviluppo” dominante nel Veneto vedono il nostro territorio come un semplice vuoto, la loro pressione è fortissima per riempirlo come tutto di resto, di case, strade, capannoni ecc..
