Martedì, 06 Novembre 2012 12:19

Intervista al Sindaco di San Donà di Piave e Presidente della Provincia di Venezia D.ssa Francesca Zaccariotto

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Città Metropolitana: l’anno scorso in merito alla fusione dei Comuni di San Donà e
Musile Lei rispose che non credeva a simili progetti perché se non esiste un imposizione
legislativa è praticamente impossibile che ciò avvenga: ora una Legge dello Stato impone
la riorganizzazione del territorio e per quanto ci riguarda, l’abolizione della Provincia di
Venezia e la costituzione della Città Metropolitana, che ne pensa?
La Città Metropolitana avrebbe potuto essere una opportunità se la legge l’avesse provvista di
un progetto per i servizi e le infrastrutture al fine della razionalizzazione dei costi, ma così non è
perché sia la legge Salva Italia che la Spending Review guardano solo al contenimento dei costi che
visti i presupposti normativi secondo il mio punto di vista non si riuscirà a fare e poi francamente
dopo decenni che si discute di Città Metropolitana questa legge rappresenta un fallimento iniziale
perché pensare di costituire la Città Metropolitana quale fotocopia dell’attuale Provincia ne
denuncia tutti i limiti.
Vi segnalo solo due punti di fragilità di questa legge:
1. i confini: sono quelli dell’attuale provincia istituita con l’unità d’Italia senza alcun riguardo allo
sviluppo economico del territorio. Ad esempio ci sono specificità quali il turismo e la pesca che
accomunano i territori del veneziano con quelli del rodigino – penso al delta del Po – ai quali, con
questa legge, viene imposto di aggregarsi alla provincia di Padova la quale non è assolutamente
preparata ad accoglierli mentre sarebbe naturale che questi territori facessero parte della futura Città
Metropolitana.
2. elezione diretta del sindaco metropolitano: la normativa attuale ( art. 18 comma 4 punto c del
D.L. 6/7/12 n. 95) la prevede solo se la città capoluogo – vedi Venezia Mestre – scegliesse di
disgregarsi diminuendo il suo peso nei confronti degli altri Comuni. Questa è una debolezza della
legge perché è impensabile che ciò avvenga e se non si eleggono direttamente i rappresentanti della
Città Metropolitana non riesco sinceramente ad immaginare come questo ente possa aspirare a
diventare un ente di primo livello, dunque con capacità impositiva, se non viene eletto direttamente
dai suoi cittadini. Richiesta peraltro ribadita anche dalle altre nove nascenti Città Metropolitane.
Per non parlare poi delle competenze che la Regione o lo Stato “dovrebbero” trasferire alla Città
Metropolitana. Nessuno sa di che competenze stiamo parlando e magari noi come sindaci gradiremo
sapere prima quali competenze questi enti superiori decidono o meno di concedere! Giusto per
fare un esempio, quando le competenze sui PAT vengono trasferite dalla Regione alla Provincia, si
sono ottenute alcune razionalizzazioni di spesa, ad esempio la Provincia di Venezia si è dimostrata
efficiente approvando il Pat del Comune di Venezia in 6 mesi e dare risposte al territorio in tempi
brevi significa creare sinergie che indubbiamente portano ad ottenere risparmi nella Pubblica
Amministrazione da una parte e si attraggono investimenti sul territorio che altrimenti andrebbero
altrove. Però la Regione non ha trasferito tutte le competenze sui Pat alla Provincia ma se ne
è tenuta un parte – vedi Legge 32 – con la quale decide a prescindere da ciò che ha deliberato
la Provincia, l’esempio della Torre Cardin è sotto gli occhi di tutti e secondo me tutto ciò è
inammissibile.
Tutte queste contraddizioni generano confusione e non deve meravigliare leggere le perplessità
ed i dubbi espressi nella maggior parte delle delibere dei consigli comunali che si sono espressi su
questo tema. Infatti la proposta di modifica della legge avanzata dall’On. Forcolin raccoglie questi
interrogativi e cerca di rispondere ai tanti punti critici che l’attuale normativa contiene.
Indipendentemente dall’iter che avrà questa proposta legislativa noi comunque abbiamo il dovere di
procedere nei lavori ed il primo step sarà quello di convocare la Conferenza Metropolitana e fare un
crono programma per gestire l’elaborazione dello Statuto.
Alla Conferenza partecipano tutti i 44 comuni della Provincia indipendentemente se hanno deciso di
aderire o meno e per sgombrare il campo da illazioni giornalistiche ribadisco che non ho mai detto
che avrei preferito andare con la Provincia di Treviso infatti il Consiglio Comunale ha approvato
una delibera nella quale chiede di conoscere a cosa si aderisce, in sostanza vogliamo partire dalla
testa e non dai piedi: non si può chiedere ai consigli comunali entro trenta giorni (n.d.r. mese di
agosto) di rispondere se vogliono aderire o meno con tutte le variabili che vi ho appena esposto!
Prima costruiamo insieme lo statuto e poi la decisione di aderire può avvenire anche nel settembre
prossimo!

Città Metropolitana: l’anno scorso in merito alla fusione dei Comuni di San Donà e Musile Lei rispose che non credeva a simili progetti perché se non esiste un imposizione legislativa è praticamente impossibile che ciò avvenga: ora una Legge dello Stato impone la riorganizzazione del territorio e per quanto ci riguarda, l’abolizione della Provincia di Venezia e la costituzione della Città Metropolitana, che ne pensa?

La Città Metropolitana avrebbe potuto essere una opportunità se la legge l’avesse provvista di un progetto per i servizi e le infrastrutture al fine della razionalizzazione dei costi, ma così non è perché sia la legge Salva Italia che la Spending Review guardano solo al contenimento dei costi che visti i presupposti normativi secondo il mio punto di vista non si riuscirà a fare e poi francamente dopo decenni che si discute di Città Metropolitana questa legge rappresenta un fallimento iniziale perché pensare di costituire la Città Metropolitana quale fotocopia dell’attuale Provincia ne denuncia tutti i limiti.

Vi segnalo solo due punti di fragilità di questa legge:

 

  1. i confini: sono quelli dell’attuale provincia istituita con l’unità d’Italia senza alcun riguardo allo sviluppo economico del territorio. Ad esempio ci sono specificità quali il turismo e la pesca che accomunano i territori del veneziano con quelli del rodigino – penso al delta del Po – ai quali, con questa legge, viene imposto di aggregarsi alla provincia di Padova la quale non è assolutamente preparata ad accoglierli mentre sarebbe naturale che questi territori facessero parte della futura Città Metropolitana.
  2. elezione diretta del sindaco metropolitano: la normativa attuale (art. 18 comma 4 punto c delD.L. 6/7/12 n. 95) la prevede solo se la città capoluogo – vedi Venezia Mestre – scegliesse di disgregarsi diminuendo il suo peso nei confronti degli altri Comuni. Questa è una debolezza della legge perché è impensabile che ciò avvenga e se non si eleggono direttamente i rappresentanti della Città Metropolitana non riesco sinceramente ad immaginare come questo ente possa aspirare a diventare un ente di primo livello, dunque con capacità impositiva, se non viene eletto direttamentedai suoi cittadini. Richiesta peraltro ribadita anche dalle altre nove nascenti Città Metropolitane.

Per non parlare poi delle competenze che la Regione o lo Stato “dovrebbero” trasferire alla Città Metropolitana. Nessuno sa di che competenze stiamo parlando e magari noi come sindaci gradiremo sapere prima quali competenze questi enti superiori decidono o meno di concedere! Giusto per fare un esempio, quando le competenze sui PAT vengono trasferite dalla Regione alla Provincia, si sono ottenute alcune razionalizzazioni di spesa, ad esempio la Provincia di Venezia si è dimostrata efficiente approvando il Pat del Comune di Venezia in 6 mesi e dare risposte al territorio in tempi brevi significa creare sinergie che indubbiamente portano ad ottenere risparmi nella Pubblica Amministrazione da una parte e si attraggono investimenti sul territorio che altrimenti andrebbero altrove. Però la Regione non ha trasferito tutte le competenze sui Pat alla Provincia ma se ne è tenuta un parte – vedi Legge 32 – con la quale decide a prescindere da ciò che ha deliberatola Provincia, l’esempio della Torre Cardin è sotto gli occhi di tutti e secondo me tutto ciò è inammissibile.

Tutte queste contraddizioni generano confusione e non deve meravigliare leggere le perplessità ed i dubbi espressi nella maggior parte delle delibere dei consigli comunali che si sono espressi su questo tema. Infatti la proposta di modifica della legge avanzata dall’On. Forcolin raccoglie questi interrogativi e cerca di rispondere ai tanti punti critici che l’attuale normativa contiene.
Indipendentemente dall’iter che avrà questa proposta legislativa noi comunque abbiamo il dovere diprocedere nei lavori ed il primo step sarà quello di convocare la Conferenza Metropolitana e fare un crono-programma per gestire l’elaborazione dello Statuto.

Alla Conferenza partecipano tutti i 44 comuni della Provincia indipendentemente se hanno deciso di aderire o meno e per sgombrare il campo da illazioni giornalistiche ribadisco che non ho mai dettoche avrei preferito andare con la Provincia di Treviso infatti il Consiglio Comunale ha approvatouna delibera nella quale chiede di conoscere a cosa si aderisce, in sostanza vogliamo partire dalla testa e non dai piedi: non si può chiedere ai consigli comunali entro trenta giorni (n.d.r. mese di agosto) di rispondere se vogliono aderire o meno con tutte le variabili che vi ho appena esposto! Prima costruiamo insieme lo statuto e poi la decisione di aderire può avvenire anche nel settembre prossimo!

Letto 24861 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Novembre 2012 12:47

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