Domenica, 31 Luglio 2011 16:11

La TAC dell’ospedale di Jesolo non funziona: per fortuna? In evidenza

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Anche il ministro Fazio invita ad essere prudenti con le TAC ... per leggere tutto cliccare QUI

La TAC dell’ospedale di Jesolo non funziona: per fortuna?

Ci sono pericoli se ci sottopone ad una TAC?  Quanto vecchia è la TAC dell’ospedale di Jesolo? Economicamente ed operativamente, sono possibili 4 TAC di ultima generazione per la nostra ASL?

Alcune considerazioni sul problema: TAC di Jesolo. Molti non sanno che l’esame TAC può essere pericoloso e lo è tanto più, quanto più vecchio è l’apparecchio con il quale viene fatto e quanto più giovane è la persona che lo subisce ...

 

Notizie Mondo Scientifico:  Pericolo Tac

Il sito Unione Tecnica Italiana Farmacisti, riporta i dati di uno studio condotto da ricercatori californiani che mette in guardia sulla pericolosità della Tac. Se tale indagine diagnostica è sempre stata riconosciuta come la più pericolosa tra gli esami che sfruttano i raggi X, ora si scopre che il rischio tumorale ad essa associata è vertiginosamente alto. Non più l'insorgenza di un tumore ogni 1000 esami effettuati, come si è pensato fino ad oggi, bensì molto più elevata. All'origine dell'elevata probabilità di insorgenza tumorale le dosi di radiazioni di una Tac, fino ad ora sottostimate.

Come afferma Vera Martinella (Fondazione Veronesi) sul corriere salute (per leggere tutto cliccare qui), le apparecchiature di nuova generazione permettono di abbattere le dosi di radiazioni erogate: alla radiologia digitale serve metà dose rispetto a quella analogica e tutte le attuali attrezzature hanno un dosimetro, che consente di regolare e registrare con precisione le dosi erogate per tenere conto dei livelli di esposizione nel tempo.

Il dr. Umberto Donati riporta i dati di Smith-Bindman (et al. - "Radiation dose associated with common computed tomography examinations and the associated lifetime attributable risk of cancer"- Arch Intern Med. 2009 Dec 14;169(22):2078-86) e sottolinea che i tumori provocati dalle radiazioni della TAC hanno spesso un tempo di comparsa di 10-15 anni, e per questo bisogna limitare l'esecuzione ai casi veramente in cui essa è indispensabile.

Letto 38059 volte Ultima modifica il Domenica, 07 Agosto 2011 15:39

Commenti  

#11 Alessandro Calderan 2011-08-12 18:49
Ringraziamo Cristina per i preziosi suggerimenti che ci aiuteranno a migliorare. Ci permettiamo di fare un paio di considerazioni:

1) nell'articolo SULLA TAC non si parla di prevenzione che non utilizza la TAC, ma della pericolosità dell'uso di strumentazioni obsolete e si invita ad avvalersi degli esami diagnositci in maniera opportuna
2) sicuramente rivolgersi al proprio curante per informarsi è cosa "buona e giusta" ... ma siamo convinti che, con le potenzialità di oggi, un aiuto possa e debba venire anche dal paziente stesso. Auspichiamo che la partecipazione dei cittadini diventi parte attiva in ogni campo, e questo è uno degli obbiettivi del nostro blog.

In campo sanitario, in questa direzione vanno molte iniziative internazionali. La Cochrane collaboration international (la fonte più autorevole a livello mondiale per quanto riguarda la medicina basata sulle prove di efficacia) ha una sezione dedicata e condotta dai pazienti, nella quale si spiega in linguaggio semplice il risultato dei lavori prodotti. Lo stesso in italiano lo fa il sito http://www.partecipasalute.it/cms_2/ che è gestito dall'istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con la Cochrane collaboration italiana e l'agenzia di informazione scientifica Zadig.
#10 Cristina Rigutto 2011-08-12 14:38
Interessanti i vostri commenti, ma chi non ha la competenza di giudicare, come me, o non ha l'accesso alle fonti accreditate da processi di peer review, ma solo alle banalizzazioni che i giornali scrivono facendo copia incolla di comunicati stampa serviti ad hoc, potrebbe erroneamente pensare che la prevenzione provochi il cancro.
Credo che una corretta informazione quando si trattano argomenti così delicati, e non si conoscono i propri interlocutori, dovrebbe riportare sempre l'avvertenza di rivolgersi comunque al proprio medico e affidarsi a lui per ogni decisione in merito alla prevenzione.
#9 angelo bonadio 2011-08-07 18:22
Diagnostica, quando Tac e Pet si fondono
Le strumentazioni diagnostiche più avanzate inglobano tecnologie diverse e permettono di ottenere immagini precise e informazioni approfondite.

Esistono dispositivi avanzati che sono già concepiti in partenza per inglobare ed integrare diverse tecnologie. Un esempio è la PET-CT, uno degli apparecchi più innovativi nell'ambito dell'imaging diagnostico. Questa tecnica abbina infatti la capacità di raccogliere le immagini ad alta definizione della TAC, con informazioni metaboliche estremamente dettagliate raccolte dalla PET, la tomografia ad emissione di positroni.
"La PET - spiega il dott. Arturo Chiti, responsabile dell'Unità Operativa di Medicina Nucleare di Humanitas - è una metodica diagnostica in grado di tradurre in immagini il metabolismo di molecole fondamentali per l'organismo, rilevando alterazioni funzionali anche molto precoci di organi e apparati. Oltre ad individuare il tessuto tumorale, la PET è in grado di valutarne accuratamente l'estensione. Può essere utilizzata, dunque, per avere informazioni in tempo quasi reale sull'andamento di una terapia: se le cellule non consumano più zucchero significa che stanno morendo, quindi il paziente risponde in modo positivo alla cura. Sovrapporre questo tipo di informazioni alle immagini della TAC, in grado di fornire la localizzazione anatomica esatta del tessuto tumorale individuato, aumenta ulteriormente l'accuratezza diagnostica della PET".

parte 1
#8 Federico Rigutto 2011-08-02 16:19
O io vivo sull'Everst o addiritura fuori da questo pianeta... .
Grazie a voi queste cose si possono sapere.
#7 Alessandro Calderan 2011-08-02 08:00
Mi risulta che più o meno dallo stesso periodo sia in funzione una TAC uguale presso una struttura a noi molto vicina.
#6 angelo bonadio 2011-08-01 13:28
Per quanto riguarda l'evoluzione delle apparecchiature per la TAC
Nuova Tomografia Computerizzata in Mater Dei:
E’ stata installata ad inizio settembre 2008 presso la Casa di Cura Mater Dei di Roma la prima apparecchiatura in Italia che supera, migliorando notevolmente le prestazioni, le apparecchiature da 64 strati,rie. La TC (o TAC) istallata presso la Mater Dei ha infatti 128 detettori, e si caratterizza inoltre per una serie di novità importanti sia per il radiologo ed il cardiologo, che possono “vedere” meglio i vasi in esame, che per il paziente, perchè, oltre a eseguire un esame con diagnosi più precise e sicure, riduce notevolmente la quantità di raggi X assorbiti.
Ecco le principali novità introdotte nella nuova TC istallata presso la Mater Dei.
1. Velocita’
Un primo aspetto importante per il medico è la velocità con cui le immagini del cuore vengono acquisite: si passa infatti dai 10-15 secondi della apparecchiature a 64 strati, a 4 soli secondi di acquisizione. La velocità maggiore dipende sia dal numero di detettori (128) che dalla velocità con cui i dati vengono acquisiti, .
2. Risoluzione spaziale
Altro dato che migliora la qualità delle immagini è l’altissima risoluzionedell a nuova apparecchiatura (che si chiama per questo motivo Definition AS): la risoluzione massima è di 0,24 mm (meno di un quarto di millimetro) .
3. Apertura del tunnel
Il sistema Definition AS è stato costruito per eliminare del tutto i problemi di claustrofobia: il tunnel attraverso cui passa il paziente per essere analizzato ha una apertura di 78 cm (contro i 65 cm delle apparecchiature attuali).
4. Riduzione della dose dei raggi X
Il sistema della Mater Dei, prodotto dalla Siemens, concentra ed usa tutte le ultime tecnologie .
5. Imagini Tridimensionali.
.comprendono la colonscopia virtuale , la coronarografia con TC, l’angiografia con TC e la valutazione di lesioni ossee post-traumatich e o degenerative
#5 angelo bonadio 2011-08-01 12:06
Concordo pienamente con il dottor Calderan che la TAC è un esame che va usato con cautela e informando il paziente sui rischi che tale esame comporta.Quello che mi sorprende è l'enorme uso che se ne fa nell'ambiente sportivo.Fino a 20 anni fa erano i pugili che si sottoponevano a questo esame dopo incontri particolarmente violenti e magari finiti Ko. Oggi , leggendo i gornali sportivi, sono i calciatori di ogni categoria a sottoporsi con maggior frequenza alla TAC.
Ecco alcuni esempi eclatanti:
- Sospiro di sollievo per Alberto Aquilani. Ha dato esito negativo la Tac eseguita sul centrocampista romano della Juve
- Paura per Borriello: per fortuna la Tac ha escluso complicazioni
- Daniele Valente, sii è scontrato in volo con un avversario durante Plateolense-Mel laredo. All'opspedale di Cittadella la TAC ha escluso danni celebrali

Concludo il mio intervento con i consigli del primario neurologodel San Raffaele di Roma che avverte
Calciatori sempre più a rischio celebrale
"Questo perché il calcio sta diventando di anno in anno più atletico, con scontri duri tra calciatori sempre più prestanti e pesanti".
:"In occasione di questi incidenti è necessario intervenire subito. Sottoporre il calciatore a Tac e risonanza magnetica per escludere emorragie interne che, in alcuni casi, possono portare anche alla morte".
A correre questo rischio sono soprattutto i più giovani. "Negli anziani - spiega l'esperto - dove il cervello è più piccolo, il pericolo dello schiacciamento è minore. Ecco perché è importante sottoporre subito il paziente - soprattutto i ragazzi più giovani - a una Tac, per escludere fratture della calotta cranica e sanguinamenti. E a una risonanza magnetica per assicurarsi che non ci siano microlesioni".
#4 Alessandro Calderan 2011-07-31 22:05
Interessante la segnalazione di Angelo che porta in auge un problema: perché in medicina si dice tutto ed il contrario di tutto con la stessa autorevolezza? Spesso perché i risultati degli studi vengono “interpretati” a seconda dei “bisogni” di chi li fa. Il discorso è complesso ma cercherò di essere più chiaro possibile. Faccio notare che gli autori del lavoro citato da Angelo, hanno valutato SOLO persone anziane. Nello stesso sito dove è pubblicato l’articolo riportato dal “Sole 24 ore”, c’è una pagina di consigli per i pazienti (http://www.radiologyinfo.org/en/safety/index.cfm?pg=IW_03). In questa pagina, a proposito della sicurezza delle radiazioni, alla domanda “I rischi delle radiazioni dipendono dalla età?” gli autori rispondono: “ A parità di irradiazione, i rischi per bambini e adolescenti sono maggiori che per gli adulti, c’è da dire che le dosi utilizzate per i piccoli, sono generalmente inferiori. I tessuti delle persone anziane sono meno suscettibili agli effetti delle radiazioni.” Traducendo in numeri, in base allo studio citato da “Passaparola” < Radiation dose associated with common computed tomography examinations and the associated lifetime attributable risk of cancer> (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20008690?dopt=Abstract&otool=stanford), se una persona anziana ha rischio 1 di sviluppare un cancro a causa di una TAC, un quarantenne ha un rischio 2 ed un ventenne ha un rischio 4 per cui se si corregge l’incidenza in base alla età (ovvero moltiplicando 3 o 4 volte i risultati ottenuti con gli anziani), entrambi gli studi giungono alle stesse conclusioni … più o meno. Spero comunque che anche Angelo sia d’accordo che la TAC sia un esame da utilizzare con cautela.
#3 angelo bonadio 2011-07-31 21:01
Radiazioni mediche e cancro,
studio Usa afferma:
«Rischio sovrastimato»


Lo sviluppo di neoplasie a causa delle radiazioni mediche subite a causa delle Tac (o Tc, tomografia computerizzata) potrebbe essere stato, finora, sovrastimato: è quanto emerge da uno studio presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America dagli studiosi della Stanford University a Palo Alto, in California, guidati da Aabed Meer (http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12239-radiazioni-mediche-e-cancro-studio-usa-afferma-rischio-sovrastimato).
I ricercatori hanno analizzato i dati di 5.267.230 persone anziane dal 1998 al 2001- di cui il 42% venne sottoposto a tomografia computerizzata - e di 5.555.345 individui dal 2002 al 2005 - di cui il 49% sottoposto alle radiazioni mediche -, per un totale di quasi 11 milioni di persone monitorate in 7 anni. Per ogni gruppo i ricercatori hanno analizzato il numero e i tipi di scansioni che ogni paziente anziano ha ricevuto, dividendo le tipologie di radiazioni in "bassa" (da 50 millisievert a 100mSv) e "alta" (al di sopra di 100mSv).
Le Tac alla testa sono risultati gli esami più comuni - 25% nel primo gruppo e 30% nel secondo. Tuttavia, la tomografia computerizzata all'addome ha rappresentato, in entrambi i gruppi, la più alta dose di radiazioni - circa il 40% in ciascun gruppo. A seguire, l'imaging del bacino e del torace hanno rappresentato le fonti che hanno fornito il più alto numero di radiazioni.
Dall'incrocio dei dati è emerso che l'incidenza del cancro legata alle radiazioni ionizzanti della Tac sono stati stimati pari allo 0,02% e allo 0,04% nei due gruppi rispettivamente.
Le precedenti stime parlavano di incidenza tra l'1,5 e il 2%: "I nostri risultati indicano un rischio significativame nte inferiore - spiega Scott Atlas, coautore della ricerca -. Indipendentemen te da questo, però, la crescente dipendenza dalle Tc sottolinea l'importanza di monitorarne l'utilizzo e le sue conseguenze".


di m.c. (09/12/2010)
#2 Alessandro Calderan 2011-07-31 19:04
Certamente quello che dici è vero. La tecnologia comunque aiuta a limitare i possibili danni. Si parla di aggiustarla ma, la TAC di Jesolo è uno strumento recente e sicuro? Ha una definizione adeguata alle attuali necessità o è da "rottamare"? Questo è il grande dubbio ... Poi c'è il problema della medicina difensivistica dei medici (faccio fare tutti gli esami possibili così non mi possono denunciare ...) ma questo è un altro discorso.

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