Se sarà così, questa ricchezza sarà usata una volta e perduta per sempre. Io punterei piuttosto su un uso che la conservi, punterei a farne un giacimento rinnovabile: conservazione e rivalutazione dell’ambiente (a cominciare dalla indispensabile e trascuratissima manutenzione del sistema idraulico della bonifica), difesa e riqualificazione dell’agricoltura, crescita – per forza lenta e graduale – di un turismo sostenibile fatto di ambiente, gastronomia, paesaggio… E’ ancora un futuro possibile, per ora; non so se lo sarà ancora per molto. Le pressioni sono potenti e sfrontate e il peso (anche politico) di questo territorio è invece lieve.
2) Indipendentemente dallo sviluppo locale, se pensa che la TAV sia necessaria, secondo Lei, quale potrebbe essere l’impatto dei tracciati proposti per la TAV su questa previsione? In sintesi, la TAV potrebbe essere un freno o uno stimolo allo sviluppo locale?
La TAV non è in alcun modo una infrastruttura locale: è dell’Europa e “passa di qui” e basta. Può stimolare lo sviluppo locale solo indirettamente, come ricaduta dello sviluppo europeo, nazionale e regionale che dovrebbe incentivare. Questo vale ovunque la si faccia passare. Se poi passa in basso, dove vogliono Zaia e Chisso, è una mazzata probabilmente mortale per quella possibilità di cui parlavo sopra.
3) Perché secondo Lei, la Tav dovrebbe avere una fermata all’aeroporto Marco Polo?
E perché no? Mi sembra evidente l’idea strategica di connessione tra sistemi di trasporto (e – aggiungo – l’idea tattica di speculare su quelle aree che qualcuno ben previdente e influente si è già accaparrato). E va bene; ma non è la fermata all’aeroporto il mio problema.
4) Quale domanda avrebbe voluto Le fosse fatta sulla TAV?
Vuol dire se ho altro da aggiungere sull’argomento? Certo. Passare con la TAV in bonifica, sotto il livello del mare, in un’area ad elevato pericolo di alluvione, dovrebbe comportare la messa in sicurezza idraulica dell’intera zona del basso Piave. Si farà? Me lo auguro, se non si vuole rischiare un futuro disastro. E chi pagherà per questo? Questi costi (i costi ambientali, i costi del territorio) non vengono mai conteggiati nei preventivi; se lo si facesse, si vedrebbe troppo chiaro che il tracciato basso è, da tutti i punti di vista, insostenibile.
