Domanda: Indipendentemente dallo sviluppo locale, se pensa che la Tav sia necessaria, secondo Lei, quale potrebbe essere l’impatto dei tracciati proposti per la Tav su questa previsione? In sintesi, la Tav potrebbe essere un freno o uno stimolo allo sviluppo locale?
Risposta: La Tav è sicuramente uno stimolo allo sviluppo locale e su questo non c’è alcun dubbio. I dubbi sono sul come. In altre parole i dubbi sono sulla cantierizzazione e la realizzazione in sé dell’opera, non vorrei si generassero più problemi di quanti verrebbero risolti. La Provincia che presiedo si è già proposta come catalizzatore dei dubbi dei vari amministratori locali, lo scorso 18 gennaio, quando è stato il primo ente a riunire attorno a un tavolo tutti i sindaci dei Comuni interessati cui avevamo chiesto, già all’inizio di dicembre, di rivolgerci le loro osservazioni e le criticità rilevate. Da quella riunione emersero numerose considerazioni sulla sostenibilità ambientale e tecnica del progetto. Il tracciato evidenzia in modo chiaro che territori come quello di Quarto D’Altino, San Donà, Musile, vengono assolutamente devastati da quest’opera.
Quel confronto fu la base dell’approvazione di una delibera della Giunta Provinciale fatta poi propria, all’unanimità dal Consiglio. Al di là di valutazioni politiche, circa la compatibilità ambientale del progetto, che ha costituito l’ambito di analisi del parere della Provincia, è stata rilevata la mancata produzione di studi di impatto da parte di Italferr. Inoltre il tracciato proposto attraversa aree di recente bonifica con conseguenze negative sul settore agricolo, e senza portare benefici alla gestione del turismo balneare. Manca anche una valutazione sull’impatto del trasporto dei materiali di scavo prodotti dai lavori. Riguardo al rumore, l’Arpav, non è stata consultata sul progetto. Manca anche uno studio di fattibilità complessivo dell’opera. Dal punto di vista idrogeologico, la tratta proposta interessa territori sabbiosi e ghiaiosi, quindi probabilmente non adatti a supportare l’opera, interseca una fitta rete idrica minore, e tocca alcune aree con elevato livello di subsidenza, quali Musile o Torre di Mosto, dove il li vello di subsidenza raggiunge punte di 7 mm annui.
Penso che non sia pensabile deturpare un territorio unico e fragile come la nostra bonifica e le nostre lagune. Nessuno mette in discussione il bisogno di infrastrutture e di collegamenti per le nostre zone balneari, la prima industria di questo territorio, ma esistono progetti molto meno impattanti per collegare le nostre spiagge come la metropolitana di superficie, infine il problema non è quello di collegare solo Jesolo ma bensì tutto il litorale da Cavallino a Bibione. Bene il treno a servizio di tutto il litorale per l’attenzione ad un minor inquinamento atmosferico ma mi preoccupa e non poco anche l’inquinamento visivo che quest’opera così impattante creerebbe sul nostro territorio.
Domanda: Quale significato ha per Lei la fermata della Tav all’areoporto Marco Polo?
Risposta:E’ la fermata che ha più senso perchè è la fermata per Venezia, ed è fondamentale collegare il terzo aeroporto in Italia con un’infrastruttura di importanza europea la quale ci consente l’intermodalità con gli altri paesi europei.
Domanda: Che domanda avrebbe voluto Le fosse stata fatta sulla Tav?
Risposta: Avrei voluto che fosse fatta qualche domanda in più sulla Tav ma non a me, sia in qualità di Sindaco e di Presidente della Provincia, quanto ai cittadini. L’iter del progetto, infatti, per legge deve essere presentato ai cittadini, e questo non è avvenuto. Con una lettera abbiamo chiesto la riapertura dei termini della pubblicazione, per poter completare l’esame e condividerlo con gli amministratori locali.
Venezia, 3 marzo 2011

Commenti
per quanto riguarda il discorso TAV, oltre agli sviluppi che si possono leggere sulla stampa locale (vedi link: http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1768223&Data=20110604&CodSigla=PG) stiamo aspettando le risposte che il Ministero dell'Ambiente deve dare al ricorso dell'avvocato Teso, ricorso che scadrà il 9 giugno. Poi a fine giugno ci dovrebbe essere la risposta alle osservazioni presentate dalla società TERRA, con la richiesta di Invalidità del procedimento sul tracciato a sud.
Molto meglio allora pensare al trasporto dei TEU via mare dal Terminal off shore (TOS) veneziano verso Monfalcone, dove DEVE arrivare il Corridoio Adriatico-Balti co. E' un'ipotesi da valutare seriamente, poichè il destino del TOS dipende moltissimo dal numero di TEU che saprà movimentare. In altre parole dal numero di scali coi quali collegarsi a terra con battelli fluvio-marittim i. Quel numero deciderà l'interesse o meno delle grandi compagnie di navigazione e quindi il loro vantaggio a spostare sul TOS le loro attuali rotte. Saluti C. Crotti
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