- abolizione delle provincie
- riorganizzazione e/o creazione di nuovi enti in base alle reali necessità dei comuni, con adesione facoltativa e volontaria di ogni città previo consenso vincolante della maggioranza dei suoi cittadini.
- Elezione dei presidenti/consigli di amministrazione tramite concorso, votato dai cittadini.
- Trasparenza attraverso curriculum e bilanci controllati, vidimati, descritti e votati dai cittadini in rete.
- Creare dove possibile società di azionariato popolare.
Con questo metodo sparirebbero molti dei problemi che la politica rappresentativa si porta dietro, con singoli politici facilmente ricattabili dai partiti, dalle lobby economiche oppure dalla mafia (che ormai in Veneto è diventata di casa),con 2 coalizioni diventate un comitato d'affari che non perde occasione per farsi dispetti, incapaci di prendere decisioni forti per paura di perdere il consenso.
La soluzione che proponiamo riguarda anche una nuova impostazione dell'economia non piu' basata sull'uso senza freni delle risorse e del suolo, ma che invece consuma quello che produce, ottimizza l'esistente, cerca le soluzioni piu' efficienti, spende senza creare nuovi debiti.
Mettendo questi paletti sopra descritti il dibattito sulla fusione/unione prende una strada ben diversa da quella venuta fuori negli altri articoli, perchè di base noi vogliamo che sia cambiato il metodo ed il sistema di nomina e di controllo, e che finalmente le provincie spariscano dall'Italia liberando quelle risorse necessarie per investirle nei servizi ai cittadini.
Abbiamo visto negli ultimi 60 anni come ha funzionato "questo statalismo" italiano, ora è arrivato il momento di guardare i modelli piu' efficienti nel mondo ed importare lo stesso sistema anche da noi in Veneto, eliminando le nomine politiche, aumentando la sovranità dei comuni e mettendo al centro del sistema il cittadino stesso attraverso i numerosi strumenti della democrazia diretta e partecipata.
Movimento 5 Stelle del Basso Piave
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Commenti
Queste battaglie devono partire dal basso, inutile e dannoso aspettare i politici di professione...
http://doveredicritica.wordpress.com/2011/07/16/accorpamentitoscana/
1) la "democrazia diretta" non sostituisce quella "rappresentativ a" ma la affianca, l'una non esclude l'altra. Non facciamo "o tutto o niente", ci sono molte vie di mezzo..
2) la "parola al cittadino" viene usata anche in città da 2.000.000 di abitanti
http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/03/05/giornata-partecipativa-con-5000-persone-si-puo-con-i-town-meeting-del-21%C2%B0-secolo/
3) il "consiglio comunale aperto" è già usato in Italia e ci dimostra che FUNZIONA, se ha qualche link di esempi REALI di dove non funziona...
4) modifiche statuto: sono i cittadini a dover dire se le vogliono o meno, e di certo non possiamo deciderlo votando 1 coalizione alle elezioni, per cui "assemblea" o "consiglio comunale aperto" per decidere su questi punti.
Per dimostrare che funziona, in autunno organizzeremo una "parola al cittadino" a San Donà per insegnare alle persone a discutere e prendere decisioni perchè....
LA DEMOCRAZIA DIRETTA NON SI INSEGNA, SI FA!
Il metodo della "serata partecipativa stile “La Parola ai Cittadini”" mi sembra davvero interessante se si tratta di raccogliere degli spunti all'interno di un gruppo abbastanza ristretto (ad es. nella base di un partito o movimento politico) e/o come uno dei tanti strumenti di partecipazione già previsti in linea generale dalla legge per gli enti locali ed inseribile ad es. nello Statuto di un comune.
Non mi sembra invece che possa sostituire il sistema delle istituzioni di democrazia rappresentativa , nemmeno a livello di comuni (forse in comuni assai piccoli, diciamo sotto i 3.000 abitanti). [Non argomento ora questa affermazione per non farla troppo lunga].
Quanto al cosiddetto "Consiglio Comunale Aperto", sono perfettamente d'accordo sul pubblicizzare le sedute ad es. con la diretta video (noi già lo facciamo con la radio), ma contrario agli altri 5 punti, causa forse i miei lontani e non molto positivi ricordi dei tempi in cui l'assemblearism o portava spesso assai lontano dalla democrazia (ma certo i correttivi sui tempi ad es. potrebbero servire a qualcosa).
Riguardo alla proposta titolata "MODIFICHE ALLO STATUTO COMUNALE", avrei puntuali osservazioni su ognuno dei 9 punti, ma non è il caso di dilungarsi qui. Nel complesso dico che ci sono cose logiche (e già esistenti o possibili: l'assemblea a richiesta, il referendum propositivo), altre assai dubbie per efficacia o utilità (il diario dell'assessore, la pubblicità dei lavori di Giunta) altre che non condivido minimamente (la patrtecipazione di tutti a tutti i Consigli Comunali, i referendum senza quorum o con bassissime percentuali di richiedenti).
E per ora mi fermo qui.
http://mov5stelle.altervista.org/blog/p-a-t-di-jesolo-e-arrivata-lora-di-cambiare/
Mentre un'esempio di "la parola al cittadino" fatta ad Eraclea si trova a questo link:
http://www.ustream.tv/recorded/14614204
Come Le sembra l'articolo sulla democrazia diretta? e' favorevole a qualcuna di quelle proposte?
La cosa era per il 28 giugno ed oggi è il 1 luglio: come è andata?
Avete documentato la riunione in qualche modo (forum - blog - video) ?
Ribadisco che, a prescindere da quello che diranno, il loro metodo di creazione del consenso e delle scelte è "plebiscitario" e non "partecipativo" , e dal nostro punto di vista la loro opinione ha lo stesso valore di quello di un cittadino. Ognuno vale uno.
Per quanto riguarda lo statuto partecipato è possibile farlo senza cambiare una virgola dell'attuale legislazione, per cui si puo' partire anche adesso. I cittadini lo costruiscono e dopo viene ratificato dal consiglio (e/o da un referendum).
Non è in testa ai nostri pensieri? In verità parliamo proprio della questione fondamentale del nostro MoVimento, per il prossimo inverno stiamo progettando un sacco di iniziative e la prima sarà fra qualche giorno a Jesolo con una dimostrazione sul P.A.T. attraverso "la parola al cittadino".
Qui il link con le info, lo consiglio perchè è lo strumento base di dialogo cittadini-comun e che vogliamo introdurre come punto di partenza verso la democrazia diretta: (fare solito copia-incolla):
http://mov5stelle.altervista.org/blog/p-a-t-di-jesolo-2020/
“Ad oggi un voto per l'unione/fusion e non sarebbe altro che una ratifica di decisione prese dai politici”
Ma :
1 – un voto oggi non è all’ordine del giorno (almeno non mi sembra)
2 – non è stata presa da nessuno nessuna decisione
3 – i “politici” – come li chiama Lei - sono gli eletti (scelti) dai cittadini, a livello locale, non i nominati dai partiti su liste bloccate come attualmente accade in Parlamento e faccio notare che se si tratta di “L'attuale classe politica del Veneto Orientale (Zeccariotto, Viola, Forcolin, Calzavara...)”, quella che Lei chiama “la loro idea di "comune nuovo"”, beh, non è affatto loro! Nessuno dei citati si è pronunciato a favore di questa idea ed anzi alcuni di loro si sono dichiarati sprezzantemente contrari.
”Costruire un comune nuovo vuol dire che lo statuto deve essere scritto direttamente dai cittadini, che metteranno regole e paletti alla futura amministrazione...” ecc.
Segnalo che per far questo occorre cambiare la legislazione sugli enti locali; quindi, invece che partire dal basso costruendo la trasformazione col consenso in base alle leggi vigenti (cosa a mio avviso possibilissima) , voi proponete di fatto di aspettare che sia possibile calare la cosa dall’alto. Scrivete infatti : “Prima decidiamo le regole noi, poi pensiamo al resto. ... una piccola lista di cosa bisogna fare prima di arrivare al comune unico”
Sbaglio se penso che la questione semplicemente non è in testa ai vostri pensieri, non vi interessa più di tanto?
Costruire un comune nuovo vuol dire che lo statuto deve essere scritto direttamente dai cittadini, che metteranno regole e paletti alla futura amministrazione , così come avviare i bilanci partecipati, i referendum propositivi senza quorum, la revoca degli eletti...
L'attuale classe politica del Veneto Orientale (Zeccariotto, Viola, Forcolin, Calzavara...) invece confonde partecipazione con consultazione, la loro idea di "comune nuovo" non sarebbe altro che una piccola dittatura.
Prima decidiamo le regole noi, poi pensiamo al resto. Qui di seguito una piccola lista di cosa bisogna fare prima di arrivare al comune unico, nella barra degli indirizzi (di explorer o frefox o altri browsers) copiare quanto segue:
http://litoralaltro.wordpress.com/2011/01/19/idee-per-una-nuova-democrazia-nei-comuni/
Nessuno quindi si sogna nemmeno di pensare cose come "vi diciamo cosa vogliamo fare e poi decidiamo noi".
siamo assolutamente favorevoli ad avere un comune unico.
Scusate se abbiamo lasciato spazio a dubbi.
Poi il modo di arrivarci è diverso dagli altri partiti perchè non puo' essere un'imposizione dall'alto, ma un percorso condiviso con la popolazione (e condiviso non vuol dire "vi diciamo cosa vogliamo fare e poi decidiamo noi").