Obbiettivo dell'incontro: come uscire dalla crisi.
Queste sono state le proposte del mondo produttivo:
1) puntare sul turismo, volano dell'economia di tutto il Veneto Orientale, incentivando la ristrutturazione del sistema ricettivo alberghiero per la maggior parte obsoleto e poco competitivo rispetto ai Paesi europei limitrofi.
2) sviluppare l'edilizia ad impatto energetico zero o meglio positivo, nel senso che la casa diventa produttrice di energia: in tutto il V.O. solo tre Comuni hanno aderito a questo progetto innovativo;
3) ridisegnare gli assetti territoriali locali come la Città del Piave e la Città del Lemene e procedere alla sburocratizzazione di tanti istituti come ad esempio Veneto Sviluppo;
4) favorire le imprese locali per gli appalti dei lavori pubblici sotto soglia come fanno le Amministrazioni del vicino Friuli;
5) rivedere il patto di stabilità;
6) recepire la direttiva europea in merito ai pagamenti entro i 30 gg per le Amministrazioni Pubbliche;
7) incentivare un miglior utilizzo dei fondi comunitari;
8) riqualificare l'entroterra, senza consumare ulteriormente il territorio, con progetti comuni attraverso il Vegal;
9) puntare sull'innovazione tecnologica come la banda larga;
10) tagliare gli sprechi nelle Amministrazioni Pubbliche;
11) istituire un fondo regionale coinvolgendo i Consorzi Fidi per sostenere i finanziamenti alle imprese;
12) promuovere le aggregazioni tra imprese e sviluppare i contratti di rete.
Risposte del mondo politico:
1) pagamenti dal settore pubblico entro termini ragionevoli di 30 o max 60gg. adottando la legislazione vigente in molti stati europei: esiste in Parlamento una proposta di legge bipartisan che gli onorevoli locali s'impegnano a sollecitare per la sua conversione in legge;
2) sfruttare adeguatamente gli strumenti esistenti per il sostegno e lo sviluppo alle imprese come la legge regionale 16/93;
3) valutare come compensare opportunamente i crediti con i debiti nei rapporti con lo stato.
Un rappresentante del mondo bancario ha rilevato l'oggettiva difficoltà delle banche a finanziare il ripianamento di debiti, come spesso viene richiesto, piuttosto che progetti di sviluppo.
Riassumendo ci sembra che le proposte degli imprenditori cerchino di proporre un lavoro di squadra pubblico/privato/banche per indirizzare le risorse verso progetti comuni di ampio respiro con la consapevolezza che o ci si salva tutti o tutti si va a fondo.
Se questo fosse vero, auspichiamo che ad un prossimo "ravvicinato" incontro si diano delle risposte concrete alle molte domande.
Considerato il dato oggettivo che per anni la produzione in Europa sarà limitata ai prodotti ad alto contenuto tecnologico e che abbiamo la fortuna di vivere nel più bel paese del mondo, ci sembra utile segnalare due opportunità per il nostro territorio:
1) il progetto della metropolitana di superficie potrebbe essere un esempio di azione di interesse comune volta a sviluppare il turismo e la mobilità in tutta la zona oltre che fornire lavoro alle imprese locali con l’assegnazione degli appalti sotto soglia.
2) lo sviluppo di edilizia ad impatto energetico positivo per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni come volano per l'economia edilizia, da sostenere con opportuna legislazione.
