down by the river

racconto

Dialetto/Vernacolo del Veneto Orientale

Piccolo dizionario contenente il termine dialettale a il corrispondente significato per la lingua italiana. Contribuisci anche tu alla creazione del Vernacolo aggiungendo un commento con i termini che vuoi sugerire e il relativo significato, inseriremo il tuo nome e cognome nell'elenco degli autori (in fondo alla pagina).

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z       AGGIUNGI UN TERMINE

Parola in dialetto Significato
   
A  
Aguàz
Rugiada
Agremàr Lacrimare
Àmia Zia
Amoèr Albero selvatico di pruno (mirabolano)
Amùi Frutti dell'amoèr rosi o zai (mirabolani gialli o rossi)
Ànara Anitra. Su questo termine ci è pervenuto un documento scritto da Sandro Boccato, dal titolo: "AFPC: modi de dir" ... AFPC significa: "Anara Freda Puenta Calda", perchè l'anatra si mangiava anche il giorno dopo con la polenta calda... vedere link!
Andar in giro de pitandòn Bighellonare (espressione)
Andar in giro de sbrindoèon o sporzèon Bighellonare (espressione)
Àreo! Forma contratta che significa. "Hei tu!"
Armeìn Albicocca
Arme'r Comò
Armeròn Armadio
Articiòco Carciofo
Articiòk Carciofo. Curiosità: il corrispondente termine Tedesco ed Inglese sono praticamente identici
A Sacheta La cartella odierna(zainetto)dove venivano riposti i libri per la scuola:fatta di panno grezzo.
Àstra Finestra. "Sera a l'astra " significa: "chiudi la finestra".
Avèr èl sgrànf in scarsèa Essere avari,non mettere mai mano al portafoglio
B  
Bacanoto Termine che indica un bifolco doc
Bacàr        Bacasàr Pulsare. Esempio: "me bacassèa (di dolore pulsante) el zènocio" ovvero: "accuso un dolore pulsante al ginocchio" o respirare ansimando
Bacìri Bagigi, spagnolette, arachidi
Bachèt Ramoscello secco
Bàbaron
Un esternatore volgare
Baèngo Persona squilibrata
Bagoèar Bighellonare perdere tempo
Bagoìna Bastone di legno tenero usato dai mercanti di bestiame
Bajar Abbaiare
Bàjoni Coppia di bastoni legati tra loro in succesione ad una estremità con la corda che funge da snodo. Servivano per "battere i fagioli", ovvero per separare i fagioli dai bacelli (Millepertiche). Lunghe pertiche di salice per trasportare i mucchi di fieno e paglia nel fienile.
Barba Lo zio
Barbùz Mento, o anche "barbetta sul mento"
Baro Sta per cespuglio
Baro de cagnoi Un nido di vespe dal lungo pungiglione
Basot Modo di cucinare l'uovo ne sodo ne crudo.

Basual (piu' comunemente Basoal) agg. m sing.( pl : basoai, basuai.): Stupido, sciocco.

Definizione di Evandro Dalla Serra

In disuso nel basso piave resiste soprattutto nelle zone del friuli confinanti col veneto e in quelle bisiacche (Monfalcone ) e a Trieste (dove rientra nei principali dizionari). L'etimo è incerto, si va da una corruzione del francese bas ou haut, (basso o alto) nel senso di ne alto ne basso, ne carne ne pesce, ne cotto ne crudo a quella che allo scrivente pare l'origine piu' aderente: dal tardo latino " Bis ovale" come i due ovali, corrispondente maschile di "toco de mona", se non altro perche' basual e' sinonimo di "coion" o "rincoionio".
Batarèa Tremore a causa del freddo
Baùc Sciocco
Becanòt Errore linguistico, strafalcione.
Bechér Macellaio
Bechìn Addetto al cimitero
Beco UomoTradito dalla moglie
Becoéar Mangiare un pò quà un po la, piluccare
Berebètoea Lucertola
Betònega Donna petulante, curiosa, chiacchierona. Deriva da "betonica" , un'erba infestante che un tempo veniva usata per le proprietà medicinali.
Beussi o Beussèra coltivazione della vite sfruttando come sostegno gli alberi del gelso, usati d'inverno per l'allevamento dei "cavalieri" (vedi: Cavalieri)
Bevar Bere
Biàva  Granoturco
Bicér Bicchiere
Bichignòl Capezzolo, o cose con protuberanza.
Bisàt Anguilla
Bisi Piselli
Biso Pisello
Boada Crosta della cicatrizzazione.
Bombaso Cotone idrofilo
Botoeo Tutolo della pannochia
Broca Caraffa
Brocche da tamiso Chiodini dalla testa allargata utilizzati da calzolai e zoccolai.
Bronza Parte incandescente di quello che rimane della legna bruciata.
Brùfoeo Foruncolo
Brusàr Dare fuoco a qualcosa
Brusc Brufolo
Bruscàndoi Erba selvatica da fare cotta, meglio se in "risotto". Luppolo.
Bruscàr verbo che sta ad indicare la potatura dei tralci della vite lasciando solo quelli piu' forti e adatti alla produzione di uva. Vedi anche "Zarpìr"
Bruschìn
Spazzola per le scarpe
Brusòr Bruciore,mediamente di stomaco
Buànze Geloni
Buàza Cacca di mucca
Buarèra Gioco delle bocce
Burea Biglia in terracotta
Bureète Biglie
Bùt Germoglio
Bùtoea Lombrico
Butìro Burro
C  
Caglièra oCalièra Recipiente di ghisa-alluminio dove si cuoceva la polenta
Càgna Chiave inglese ma anche femmina di cane
Cagnol Vespone dal lungo pungiglione
Caliera Paiolo. Per visualizzare l'iimagine clicca qui
Caiia Persona taccagna 
Cajcia Caviglia
Caìdine, Caìzine Fuliggine
Caìvo Nebbia
Cadìn Bacinella in ferro,per lavarsi le mani.
Calzèt Calzino
Calzìna  Calce
Campanèr Addetto a suonare le campane
Candoìn Il rubinetto della botte
Càneva Cantina
Canevàz Canevaccio per portoni
Canevàza Straccio di cucina, canovaccio.
Capeàn Cappellano
Carègha Sedia
Caretèl Piccolo barile.
Cariàde Solco creato dal trattore o carro
Caròba Carruba (frutto del carubèr = carrubo). Un tempo cibo per animali come l'asino, il cavallo.
Casseot Torace
Casòin, Casùin
Bottega di alimentari
Castàldo Castaldo,responsabile operai, eseguiva gli ordini del "fator" (vedi fator)
Catàr Trovare
Cavabuse Lavoratore addetto al cimitero
Cavalièri Bachi da seta
Cavèi Capelli
Cavìn Strada di campi di testa ai campi stessi , dalla parte più stretta
Cazùt
Mestolo in legno
Chèba
Gabbia
Chebòn Magazzino con tetto per le pannocchie
Chègoe Cacca di topo
Chèno Vino
Chizata Dicesi borsite
Ciai Termine che indica bifolco doc
Ciàcoe Chiacchere
Ciacoeàr Chiaccherare
Ciapar soto gamba Sottovalutare,anche prendersi in giro
Ciapìn Presina da cucina
Cìcara Tazzina
Ciapàr Prendere
Ciàpin Presina

Ciao

"Definizione di Eveandro Della Serra"

 

Parlando italiano, qualche volta parliamo dialetto ... quante volte dite: ciao? Ciao, prima di essere una parola italiana e non solo (perché si dice ciao in tantissime lingue, dove diventa una formula di commiato, al posto di "arrivederci" piu' amichevole, piu' coccolo) era una parole dialettale. Ciao è ormai una parola internazionale. I tedeschi, popolo precisissimo nelle parole, ti dicono ado (addio) se proprio non ci sarà più modo di vedersi, perché emigri o muori, auf wiedersehen se resta anche una possibilità remota, ciao, lo scrivono spesso Tchao, se è un saluto piu' o meno quotidiano, di tutti i giorni. Beh, voi state dicendo una vecchia parola in dialetto veneziano; quando i Veneziani volevano salutare un amico, mettendosi a sua disposizione e rimettendosi alla sua volonta' (che e' quello che ognuno pretende da un amico ... no? se mi sei amico, giochi con me, cioè ti metti a mia disposizione) si diceva: servo suo, schiavo suo. In dialetto era "sciao suo" poi diventato sciao e infine il nostro ciao. Ah , sapete come si diceva ciao prima che arrivasse il ciao in Austria? servus... beh, ciao
Ciàve Chiavi
Ciavesin Chiavistello
Ciòpa de pan Pezzo di pane
Ciopèta Panino
Coartòr, Coertòr
Copriletto
Cocàl Gabiano
Cocòn Capelli raccolti dietro la nuca in maniera circolare.
Cocumaro Cetriolo
Codèr Corno di bue vuoto dove il contadino poneva la pietra per affilare la falce quando andava in campagna per lo sfalcio dei fossi
Codoi Cubi di porfido usati nelle strade
Codòpa Tartaruga, vedi anche "gaeana"
Co fà come (fatto come......)
Cògoma Caffettiera,dove la polvere di caffè si bolliva in acqua alla maniera turca
Coleta Attrezzo per filare la lana
Coltrina
Tenda della cucina
Colzera Piuminio fatto con piume d'oca
Comio Gomito
Companasego Companatico, cibo da mangiare insieme a qualcosa altro
Conzàr a saèata Condire l'insalata
Conzét Contenitore in legno stretto e lungo a cono che serviva per il vino.
Conziér "Pasame el conziér " in tavola si intendono il sale , pepe olio e aceto
Cordòni Lacci delle scarpe
Coronéa Infezione delle unghie delle mani o dei piedi.
Còrt Concimaia
Cortél Coltello
Còtego Il riparo a sud di una baracca.
Covòn Ammasso di paglia
Cragna Sporcizia "consolidata" aver a cragna,dicesi persona che non si lava da parecchio
Cridar termine con cui si identifica il cigolio della biciclettanon oliata o anche uccello che fa il verso come il cigolio.
Crivèl attrezzo per vagliare setacciare sementi-riso e altro separando i corpi estranei. Vedi anche "Tamiso" e "Passin"
Crompar Comprare qualcosa
Cuc Albero delle cucche (noci) - zona di Grassaga
Cùche noci, la cuchera l'albero delle noci (tipico della zona di Ceggia)
Cuciàro
Cucchiaio (vedi anche "Sculièr")
Cucùmaro Cetriolo
Cuèrt Tetto
Cuglièra      Culièra
Terreno lavorato stretto e lungo all'interno dell'orto, dove si coltivano le piantine
Curàme Cuoio. Modo di dire presente in parte del territorio: "neanca se te brusa curame..." sta ad indicare cose che sono impossibili da realizzarsi.
Cusita Così
Cusjr Cucire 

Cuzzazènere

"Definizione di Evandro Della Serra"

Antica e fine offesa veneta, derivata dal francese couche, cuccia e cenere. Trova traduzione italiana in un altro termine ormai desueto "dormalfuoco" ed indica un persona pigra, svogliata e, più stringente al significato comune dato nel basso Piave: fiacca.

Cuzzazenere è la nonna sfibrata dagli anni e dall'artrosi che trova ristoro solo al calore del focolare acceso, il malato di malaria durante l'invernata, privo di forze a causa dei sintomi dati dalla puntura della zanzara anofele, ormai, per nostra fortuna, assente in tutto il territorio così come il plasmodio, altro responsabile della malasanità delle nostre terre. Il passo successivo del cuzzazénere era il "basazénere ", che non credo abbiate difficoltà ad interpretare, essendo purtroppo il destino di tutti noi umani. Allegria! (Evandro Della Serra)

 

D  
Dar a peta Dare la colpa a qualcuno
Desbarozà Che cammina male sciancato
De scapinèé Camminare scalzo (senza calzature)
Déscalz Scalzo (vedi anche de scapinee)
Descusjo Scucito
Desfantar Liberarsi di cose o persone scomode.
Despizuio

Di Evandro Della Serra

Despizuio vuol dire aiutato a nascere, despizuir e' quando qualcuno rompe il guscio per lui, (non sara mai un pollo sano, se non riesce a rompere da solo il guscio, la natura lo fa morire, per selezione naturale), per cui anche di una persona estremamente debole e/o con evidenti tare fisiche (zoppia,paraplegia p. es.) si dice " l'e' un pituss despizuio" dal latiino despicere, disprezzare, quindi era "disprezzato" in quanto nemmeno la chioccia spezzava loro il guscio e li abbandonava nella cova.

Despozoèar

Despozoeàa

Letteralmente tirarsi fuori dal fango,ripulire la casa sporca...ho dato na despozoeàa aea casa.
De-stregoear Togliere gli involucri dei piselli,fagioli e chicchi di grano a Noventa di Piave e dintorni si usa dire anche sgarbàr
Dézimo  Bicchierino di grappa
Dìndio Tacchino. Vedi anche "Piton"
Disnàr Cenare
Dita Detto (participio passato verbo dire). Esempio: "chi t'ha dita cussì" significa: "chi ti ha detto così"
Dizipar Rovinare
Doman de altro o Doman   'altro
Dopodomani
Domenega Domenica
Dove sogno (son)?(mi) Dove sono
Dove situ ?(ti) Dove sei ? (tu)
Dove eo ? (lu) Dov'è ? (egli)
Dove sen ? (noaltri) Dove siamo  ? (noi)
Dove seo ? (voaltri) Dove siete ? (voi)
Dove ei ? (lori) Dove sono ? (essi)
E  
E cochete Le cocinelle,termine usato in parte del territorio di (Eraclea)
Èsar Verbo essere
Engùal Insaccato di maiale contenente la lingua
F  
Fabrizier Capofamiglia o comunque persona importante del nucleo famigliare
Faìve I piccoli pezzi di legno infuocati che salgono con il fumo. Faville
Fajàn Faggiano
Falchèr Legno che serviva sostenere la falce durante lo sfalcio dei fossi...espressione particolare essere mal-infalcherà si diceva di persona non ben impostata fisicamente o anche mentalmente
Falzìn Falce
Fasìne Fascine. Modo di dire: "No t'ha tute e fasine al quert" significa "Non sei del tutto normale".
Fasiòl Fagioli
Fasòra o Farsora
Atrezzo di cucina dove si cuoceva il pesce,si arrostivano le patate..
Fatòr Incaricato dal proprietario azienda agricola, di comunicare gli ordini al castaldo.
Fazoèto Fular. Fazzoletto
Fèf Termine che indica un bifolco doc
Festuc Un festuk de paia o de erba sta per ...un po di..pagliuzza
Fià Un poco,una piccola dose ("dame un fià de..." significa: "dammi un pò di ...")
Fierùn La polvere del fieno
Fìesa, sìesa Siepe
Figà Fegato
Fighèr Albero del fico
Fiasca  Damigiana
Fittànza Fittanza / Far fittanza , passeggiare per la strada incontrando amici e parlare con loro
Forchèt da biètoea Forca con forma arrotondata per estrarre dal terreno la barbabietola
Foèar Pigiare l'uva schaicciandola con i piedi,dentro a un tino. Solitamente veniva eseguita da giovani donne.
Foghèr Tipo di caminetto
Fòlp Polipo
Fòrfe Forbice
Fortaia Frittata
Foràt Tipo di mattone con intercapedine
Fracar Verbo spingere, "bisogna fracar a machina che no a parte"
Fracoea Stato d'ansia noturno con risveglio in soprasalto.
Frati Corrisponde al termine in Itliano ma anche indica il Tarassaco, erba primaverile dal sapore amarognolo, da mangiare assieme al "Pevarel" (vedi) che ha un sapore dolciastro. Vedi anche "Pia sona".
Freschìn Odore di pesce o altro, in ogni caso sgradevole
Frìtoea Frittella. Modo di dire: "te si na frìtoea" ovvero .
Friziga Te si nà friziga,dicesi pappamolla piagnucolosa,senza spina dorsale..
Frugnar Rovvistare nei cassetti
Futignar Stropiciare
G  
Gabbàn Mantello in sostituzione del cappotto
Gàeana Gaeana o anche còdòpa: termini per indicare la tartaruga
Gaèani Crostoli
Gaìne Galline
Gaivàr Spianare
Gaivoo Guaivo Pianeggiante,uniforme
Ganàsse Mandibole
Garàtoeo Piccolo solco fatto a V con la pala (sita) per far scolare l'acqua dai campi , anche nelle stalle c'era , serviva per far scolare le urine del bestiame
Gardèa Griglia
Gargàt     o      Gasiòt Esofago
Gatagnào Camminare a gattoni (ndàr a gatagnào)
Gatarigoe Solletico
Gazìa Acacia, robinia
Girandoèa Girandola della fiera o sagre
Caj - Girar i caj

 

Tralci delle viti che portano i frutti

Storcere i tralci delle viti verso il basso;quelli scielti per la nuova produzione di uva

Gnàro Nido
Gnagnara Febbrucola,malessere
Goea Gola
Got Bicchiere
Granèr Granaio (vedi anche "soèr")
Gràva Golena
Grappador L'erpice
Grisoi Brividi
Grapa Atrezzo usato in agricoltura per sbricciolare le zolle di terra e preparare il terreno alla semina.
Gràspa Grappa
Grèmbano - Grebàno
Personaggio rude "vedi anche iatàro". Proveniente dai "grebani" ovvero da luoghi deserti ed inospitali
Grìpia Mangiatoia per mucche
Gaivàr Spianare
Guaìvo liscio - piano
H  
I  
Ièra, ièrada, ièrin Ghiaia,mucchio di ghiaia,ghiaino
Iatàro Personaggio rozzo o grezzo "vedi anche grembano"
Igàr Legare
Im(n)bratàr Sporcare, lordare ..." imbratar i muri.."

Imatonio Stordito,frastornato
Imiserio Persona che sta poco bene
Imberigoeà Contorto
Imbriàgo Ubriaco
Imbriaghèa, Imbriagòn Individuo che si ubriaca spesso
Imèga Lumaca senza guscio
Impegà, Impeagà, Impeagada
Sidice di chi, pulendo la stufa o il camino si sporca con la fuligine (caìdine)
Impiràr
Infilzare
Impirada Ripida, irta; " 'na strada impirada" significa "una strada ripida". Anche infilzata, naturalmente.
Impìria Imbuto
Impizàr Accendere
Inciucàrse Rimpinzarsi
Incoconarse Mangiare con avidità
Incricà Detto di meccanismo che non scorre facilmente.Per estensone anche il movimento articolare umano (me sento tutto incricà)
Inderegà Sta per irritato (go un brufoeo inderegà)
Indormia Fatto pennichella
Ingambararse Inciampare
Ingatià Ingarbugliato (filo o spago)
Ingatobar Mettere alle strette con le spalle al muro,senza via d'uscita.
Ingròpar Annodare
Ingùria Anguria
Intampinà  Chiuso ,occluso
Intavanà Infastidito
Intimèa Federa del cuscino
Into(r)segà Arrabbiato di brutto
Insurìo  Arrabbiato, rabbuiato. "Situ insurio?"
Inzènder Dicesi di cibo che tende a gusto deteriorato
Inzipiìo de fredo Intirizzito dal freddo
Ìsia
Acqua bollente con cenere che serviva per lavare la biancheria
J  
K  
L  
Lampidéa Il verificarsi di un lampo
Lampor Tavola che si usavano le donne per lavare gli indumenti nei fiumi o corsi d'acqua.
Lèbo Contenitore  fissato sul muro suddiviso, dove mangiavano le mucche o i maiali
Lechìn Ruffiano
Legnàda Prendere una bastonata
Levarse sù Alzarsi
Lièvaro Lepre
Luamar Storicamente Letamaio,oppure (ad oggi)sinonimo di politico corrotto.
Luni Lunedì
Lustro
lampada ad olio o petroli

Luz    o anche   'uz                   

Luccio (pesce). Modi di dire: "ciapar el 'uz" espressione che si usava per indicare quando nel saltare un fosso si cadeva dentro, bagnandosi almeno una gamba.
M  
Macà Ammaccatura ma diretta
Madasa, madaseta Insiemi di pezzi di filo da cucire
Màdia Contenitore in legno per il pane
Madòna Suocera
Madorin/Mazorin Germano reale
Magnar Mangiare
Maioea Testa grossa
Mànteghe Le maniglie delle borse
Maramàcoea La coda di persone che andava alla fiera di San Donà. "Stà 'tento che riva a maramacoea!" affermazione che utilizzavano gli adulti per far prendere paura ai bambini per farli star buoni (zona di Musile).
Maramàcoea Le pajoane (vedi pajoana) che dopo il parto cadevano in depressione, si diceva che erano state preda della Maramacoea. Si diceva: "Puareta, a ha a Maramacoea".

Maramacoèa

"Definizione di Evandro Della Serra"

Maramacoea

La parola e' un fiume con tre sorgenti e una sola foce, una laguna e una lacuna, almeno e' questa la mia impressione:

Prima sorgente: il delta del po, probabilmente da "maris maculae" macchia del mare, dove l'acqua chiara del mare , durante l'alta marea,penetrava nel fiume disegnando una specie di lungo pesce , l'effetto si nota molto di piu' al tramonto, col sole basso e i suoi fenomeni di rifrazione e gibigiana, da qui il nome di maramacola alla creatura leggendaria che la raffigurava come un lungo pesce dalle scaglie d'oro e la coda color dell'arcobaleno.

Seconda Sorgente: L'adige da "marassacoa" coda di marasso, cioe' di biscia d'acqua, che ci avvicina al senso che diamo noi al termine "maramacoea" , un dubbio lo fornisce anche "marass coa" e qui lasciatemi perdere un po' di righe: i marassi, o marrani, venivano scortati in galera o all'esecuzione incatenati e in coda uno dietro l'altro, e da fortemente l'idea di quella lunga coda di persone dalla direzione obbligata che costituiscono la ressa della fiera

Terza sorgente: il piave: dal latino "matris maculae" macchia della madre, inestetismo causato o dal cloasma gravidico (o macchia gravidica), ma in questo caso molto pesa la genetica o dalla somatizzazione dello stato di tensione dovuto al post parto, uno stato di inquietudine da cui e' derivata l'espressione "ver la maramacoea" ,
l'incapacita' di star fermi.

Pascutto la usa nel senso di macchia (e siamo sul livenza):

Mi no so dir se in ’ste tere
de strame e de fame e fossi
s-gionfi de malaria, de putei
s-gionfi de polenta e pelagra
de fracole e rosse marmacole
(Romano Pascutto)

La laguna:
Dall'ebraico " marah" incubo, e il veneziano "pesantola" (incubo, di nuovo) arriva "marantola", che si e' spezzato in due dando le derive "marantega" (incubo della vecchia, dove antega e' la corruzione di "antica") e "maramacola" (per distorsione).

La lacuna:
Dalle differenti origini del termine e' nata la lunga questione sia sul signficato sia sulle origini. Le fonti a disposizione sono praticamente inesistenti e si tratta solo di teorie, ognuna di queste, in mancanza di certezze assolute, valida. A mio modestissimo parere, pur avendo consultato il consultabile in questi anni, restera' per sempre irrisolta e mi trovero' a dar ragione, man mano che capitera', a tutti, con buona pace di tutte le associazioni filologiche che in questi anni hanno sudato, come il sottoscritto, questo lemma.

 

Maràntega Donna di mezza età chiaccherona e pettegola
Marmitòn Persona poco sveglia
Maro Cumulo di fieno (non piùalto di due metri)
Marti Martedì
Marùss Sta per scortese un pò zotico
Masanète Granchi da mangiare
Massariòt

Descizione di un bifolco doc o rozzo

etimo: derivato peggiorativo di "Massaro".

Contadino, proprietario di un piccolo appezzamento. Per estensione: uomo rozzo e ignorante.
-- Osservazioni personali:
A differenza del Bisnent ( etimo: colui che non ha niente) o Pisnent, che era il semplice bracciante agricolo, senza nessuna proprieta' che,se osava criticare il padrone ,a San Martino raccoglieva gli stracci e se ne andava per cercare altro lavoro, il massariot era uno "chel podea dir a sua" che poteva esprimere le proprie opinioni , in osteria o nei filo'.  I massariotti chiamavano se stessi "paroni" e cosi' volevano essere chiamati dai braccianti e dai familiari. L'unica dispensa da questo obbligo era tra le persone della "Sossia" cioe' gli stipulatori delle soccide con gli stessi Massariotti.
Mastèa Secchio
Matòn Mattone (in senso figurato:persona noiosa e/o pesante da sopportare)
Meda Grande cumulo di fieno con un palo al centro
Médoea Midollo
Meicoca (sost Femminile)
Termine arcaico e scomparso da tutti i dizionari del dialetto veneto, indica il bastone da passeggio che conosciamo piu' con il nome di "bagoina". Bagoina deve il suo nome al fatto che i bastoni da passeggio erano realizzati con il legno del bagolaro (celtis australis) molto resistente e flessibile. Il termine greco per "bagolaro" e' "melikokkos" ed e' evidente come questo termine, o per strada lungo la dalmazia (dov'e' ancora " Melicok" o per mare sia arrivato da noi dalla grecia. Un vecchio detto di rara volgarita' (ritrovato fra i parlanti del talian, il dialetto veneto sopravissuto in brasile, in questo caso a Cafelandia)"el va in coca coa meicoca" indicava chi, per uno stato di prostrazione fisica,dovuta alla vecchiaia, poteva scordarsi qualsiasi prestazione sessuale.

 

Meio un vovo uncuo che na gaina doman. Meglio prendere quello che viene oggi,che rischiare di non avere nulla in futuro
Mèrcore Mercoledì
Mescoèa Pezzo di legno con cui si girava la polenta
Mazèo , el Mazèo Macello, luogo dove si abbatte il bestiame
Mazoca Espressione che sta a indicare una persona un pò"dura" di comprendonio.Te si na mazoca.
Mazoca de aio Trecce di aglio
Mezzodì Mezzogiorno
Mignognoea Detto di dona lamentosa per i propri acciacchi,spesso immaginari
Missìer Suocero
Modegal Sottomento tipico,quello dei maiali..Te a un modegal come quel de un porzel......
Moèar par ocio Sta per lasciar perdere..non vale la pena
Moeca (al plurale moeche) Granchio in fase di muta,quando cioè perso l'esoscheletro per accrescersi,è di consistenza molle e si appresta ad aquisire una nuova corazza.La pesca delle moeche è un'attività tipica dela laguna veneta.
Moèna Parte interna morbida del pane; mollica.
Mòlf Molle sgonfio
Mòna Leggermente ritardato mentale,oppure organo sessuale femminile.
Mona

Giovane ricercatore della Normale di Pisa svela l'origine del termine "mona" in un saggio.

...Quale sarebbe, dunque, per lo studioso, l’origine del termine? Esso deriverebbe dall’arabismo "maimun", diffuso in tutte le lingue neo latine, per indicare la scimmia, ma anche la gatta. «Era stato d’altronde lo stesso Marco Polo - osserva D’Onghia - a raccontare del "gatto mammone" che in realtà era una scimmia che assomigliava a un felino. Scimmia in quanto animale peloso, come l’"oggetto" in questione, ma anche simbolo del peccato di lussuria, nell’iconografia cristiana»...per leggere tutto l’articolo del “Gazzettino”, cliccare sul seguente link

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Monàda

Sciocchezza
Mònega o Mùnega
Atrezzo di legno che si metteva sotto le lenzuola per scaldare il giacili. Anche: monaca.
Morèr Gelso

Mosca Mora

"Definizione di Evandro Della Serra"

 

"Mosca mora" ... Ho due strade da percorrere, una è veneziana ed è dove trovo due possibilita': la mosca era quel neo posticcio che le "maritabili" gentili o nobili che fossero si appiccicavano sopra uno strato, dato "a frattone" di cipria, e che le "cortigiane oneste" (prostitute colte e con le quali il legame non si fermava al mero commercio sessuale) usavano per segnalare il loro stato di "merce pregiatissima" (nei diari del Sanudo c'è persino il listino). La seconda ipotesi mi viene dal fatto che nelle corti si usava un lessico piu' ricercato e fine rispetto al popol bruto e questo lessico particolarmente affettato, usato dalle cortigiane oneste con i loro "ospiti" era detto "moscheto" e "moscheta mora o bianca (a seconda della parrucca)" la "signora" che lo usava (vedi la commedia "la moscheta" del Ruzante). La piu' celebre delle moschete more (sebbene rossiccia) fu Veronica Franco, poetessa ed amante di vario nobilume circolante compreso il re di francia Enrico III (tariffa della Franco: 5 scudi per un bacio, 50 servizio completo, pari ai tempi al costo di una casa alla Giudecca). Quindi una strada l'abbiamo percorsa, forse mosca mora arriva da quà, dall'altro lato del nostro bivio andiamo a Padova: Mosca era una "taberna" vicinissima al Santo, la proprietaria secondo leggenda, assomigliava talmente al ritratto della madonna mora, posto dentro alla basilica, che venne chiamata la mosca mora, ma tanto dar far folleggiare intorno alla sua bellezza, che sembrava facesse perdere la trebisonda ai pellegrini,e che la suddetta mosca mora arrottondasse facendo innamorare di lei, per poi lasciarli, gli avventori, da qui nacque la leggenda della mosca mora "traditora" la mosca mora diede il nome anche ad un esca per i pesci (Vedi Efraimo Chambers: dizionario scientifico, 1769 stamperia pasquali, Venezia). Abbiamo preso due strade diverse ma siamo arrivati allo stesso traguardo: la mosca mora era un'adescatrice e il nomignolo mascherava forse anche la sineddoche "mosca" intesa come organo sessuale femminile estremamente soggetto a "voli improvvisi" per "donna facilmente portata al cambio di amante", e da qui la famosa canzone sulla mosca mora traditora..

 

Moscariòl Armadio per vivande costruito con telaio in legno e pareti in rete a maglia fina tipo "zanzariera" , fatto per preservare il cibo dagli insetti
Mostaci Baffi
Mònzar Mungere
Mudoeàr Muggire in quel di Passarella si dice anche "mugoear"
Muièr Moglie
Musèt Cotechino
Mustìc Mento degli animali
Musticòn Uno che ha sempre il broncio, persona intrattabile
N  

Na man de bianco

"Definizone di Evandro Della Serra"

Na man de bianco (una mano di bianco): colorita (di bianco, ma sempre colorita è) espressione basso piavese per indicare una risoluzione definitiva ad un problema, come lo "sbregamento del libret del pan" da parte di un fornitore, alimentarista, fornaio, vinaio etc, nei confronti di un cliente ormai definitamente insolvibile per debiti contratti da ormai troppo tempo (l'ha pianta' ciodi che ormai i e deventai ruzeni" come diceva l'indimenticato Livio Rino Finotto, panettiere in quel di Grassaga nei confronti di un ricordatissimo da tutti, anche dal sottoscritto, disonestuomo e che per rispetto per gli onestissimi figli non citerò. [Liviorino Finotto : pan e ciodi, crestomanzia dei più noti uomini con le croste al culo della Bassa Piave, casa editrice La Fregola, 1982]. Daghe na man de bianco, mi suggerì mio nonno Ernesto quando la hostess dal busto marmoreo e prominente con la quale avevo avuto alcune confricazioni carnali mi diede il benservito per un laido terzista lasciando persino la carriera per dedicarsi anima, ma sopratutto corpo, a questo Alfio, che a differenza del mio vagare con la Dyane girava in Bmw 728, ottenuta mediante traffico di scavabietole e altri mezzucci al limite dell'illecito facendomi restare come dire "come un gat soto el tratòr". Insomma, dimentica, mettici una pietra sopra, si direbbe in italiano. Mettici una pietra sopra è l'esatta traduzione, perché la pietra del detto è quella tombale, mentre noi piavolotti (bello eh?, abitanti della piave.. e bambolotti) abbiamo ereditato "dar na man de bianco" dai tempi della malaria di queste aree dove era uso spruzzare di calce viva i cadaveri dei malcapitati prima della sepoltura. Unaltro uso dell'espressione si recita in presenza di flautolenze acri e persistenti, posteriori (esatto, posteriori) al consumo di cibi come verze sofegae, duroni in tecia, figadei conzai) all'indirizzo del facitore con "sacradio, imanco daghe na man de bianco prima de moearle". Ma delle arie che si danno e si fanno certi umani parleremo piu' innanzi nel tempo, che, sempre citando mio nonno Ernesto: "parlar de scoreze me cava el fia' ". Per le fonti etimologiche e storiche sono come sempre in debito con Mario Scarpa , Gianfranco Siega, Michela Brugnera, Emanuele Bello' , Luigi Pianca Per l'ispirazione e lo stile all'amatissimo e compianto Ettore Borzacchini,
 
 
Nadàl Natale
Nane Inetto , sciocco
Napa La cappa del focolare
Natura Identifica il sesso sia maschile che femminile
Ndar Andare
Nèt Pulito
Neòdo , Neòda Nipote
Nèssa o Nessa  Agettivo per i bambini nel senso di piccoli - Nipote femmina di nonna (nevoda è di zia)
Ninìn Un pochino
Nòtoeo Pipistrello
Nòzoeo Cappellano
No ti si bon far un ò col cul de gòt Non sei capace di fare una O (lettera) nemmeno col fondo del bicchiere,nel senso che non sei capace di fare niente.
O  
Ofengar Rendere sporco insudiciare
Ombra Bicchiere di vino
Ònge Unghie
Orbariòèa o Orbariòèe Quando si offusca la vista
Orbo Ceco
Osèl Uccello (e anche organo genitale maschile)
P  
Paciara  o Spaciara Pozzanghera
Paciòro Fanghigila
Paeàda Siepe
Paea o fasora Padella. Per visualizzare l'immagine clicca qui
Paiòn Pagliericcio fatto con le foglie che avvolgono la pannocchia di granoturco. Aveva una apertura centrale per agevolare il ricambio del materiale che si frantumava in breve tempo.
Pajèr Cumulo di fieno (non più alto di due metri)
Pajoàna Puerpera, donna che ha partorito da poco
Panariz un trauma violento
Pànda(r) Svelare,dicesi di persona che si fa scoprire...el sa pandù da lu lu sol..
Panesèi Pannolini di stoffa per bambini che venivano lavati e riusati. Le mamme abituavano fin dai 6 o 7 mesi i bambini ad usare il vasetto, per educarli al controllo degli sfinteri ed evitare di lavare montagne di panni. Oggi ci sono i pannolini che possono essere portati anche da bambini di qualche anno di età ... i tempi cambiano.
Panòcia Pannocchia
Passarioea Colapasta. Per visualizzar l'immagine clicca qui
Pantegana Topo
Panzàgoeo Termine per indicare una persona a cui si da l'epiteto de Pantaèon
Papùi Non sono erpes,ma vengono alla congiuntura delle labbra.
Papùze Babucce
Pasàda Accesso a campi o case
Pasarioèa Scolapasta
Pasìn Attrezzo di dimensioni inferiori al "tamiso" che analogamente a questo, serve per vagliare, setacciare
Pastràn Tipo di cappotto
Patona Sberla,schiaffo
Paveja Farfalla noturna
Pavero Lo stoppino che serviva per il lume alimentato a petrolio
Pendoea Cuneo che può essere di legno o di ferro serviva per aprire pezzi di legno grosso. Anche un tipo di gioco popolare. 
Pentoea o pignata Pentola,per visualizzare l'immagine cliacca qui
Perèr Albero di pere
Pésa Mucosa del raffreddore
Pestarei Tazza di latte bianco con aggiunta di polenta schiacciata con la forchetta
'Peta Aspetta ('Petar = aspettare)
Petaìzz Appicicaticcio
Pètene Pettine
Petenada Conto troppo salato. Modo di dire quando ci viene presentato un conto troppo elevato: "el m'à tirà na petenada" ovvero "'i 'nà dat' 'na petenada ..."
Pevarèl Papavero. Erba che veniva raccolta in primavera e cucinata "in tecia" con i "Frati" (vedi).
Pezal Pezzo di cuoi della fionda che racchiudeva il sasso
Pia sona Tarassaco quando diventa soffione, vedi anche "Frati". Quando eravamo piccoli si usava il gambo a mo' di trombetta,  da cui la filastrocca: "pia pia sòna, to mare te bastòna, to pare l'è in presòn par 'na feta de meòn" o, in altra versione: "pia pia sòna, to mare te bastòna, to pare va in presòn, pia pia scopetòn".
Piantoea Attrezzo usato per affilare la falce battendone il filo con un apposito martellio, prima dell'affilatura con la pietra.
Piatèl Piattino
Pignàta Pentola
Pindoi de jaz Si formano in inverno con ghiaccio,dicesi anche Pindoeòn di individuo che è alto ma..poco sveglio o anche Mandoèon.
Pinpinéa Vino rosè fatto con acqua e le bucce dell'uva dopo la pigiatura. Vino di poco valore, da cui il detto spergiativo: "te sì 'na pinpinea". Vedere anche "Vin de stroppe".
Pinpinòt Fare la figura del pinpinot è come dire fare una figuraccia o la figura di un pagliaccio
Piovàn Parroco
Piròn Forchetta
Pisaròt Percolato animale
Pisòca Pennichella pomeridiana. Pisocàr: "situ drio pisocàr?"
Pitandòn Individuo grande e grosso buono a nulla
Pit(el) Clacson - Anche suono dello stesso nelle auto degli anni 50
Pitèr Vaso che contiene terra, dove piantare i fiori.
Pitima Persona petulante, derivato dalla figura Veneziana della PITIMA = persona incaricata dal Tribunale della Serenissima a seguire e ricordare continuamente,ai morosi,l'obbligo di far fronte ai debiti non ancora estinti.
Pitòn Tacchino. Vedi anche "Dindio"
Pitufar Prendere a botte o schiaffi qualcuno,sport perdere sonoramente un confronto.
Pitùs Pulcino
Piva sona Tarassaco in Italiano. In dialetto anche "prevede" oltre che " pia sona ". Ottime con il "pevarel" o "papavero" in Italiano. qui per visualizzarlo
Pizegàr Dare una pizzicata
Poénta  Polenta
Pomàro Venditore ambulante di frutta e verdura
Pomèr Albero di mele
Pomigranai Melograni
Pomo Mela
Pompàr Irrorare le viti o piante in genere
Porta mesete Colui che raccoglie notizie, voci e pettegolezzi e le riferisce
Porzèa Scrofa o donna scostumata
Porzèl
Maiale o uomo attratto dalle donne facili.
Porzèl de Sant Antonio "ti si come el porzèl de Sant Antonio" è un maiale che veniva allevato una settimana per ogni famiglia del paese,fino al completo ingrasso,poi veniva donato al parroco per il macello
Porzitèr Colui che uccide il maiale
Puìna
Ricotta. "T'ha e man de puina" nel senso: "ti cade tutto dalla mani"
Puìni Pidocchi, arassiti degli animali da cortile. Dire a una persona " pien de puini" è sinonimo di persona crumira o poco facoltosa.
Puldo (..el puldo) La pulce
Punèr Pollaio
Pujàr Appoggiare
Q  
Quartièr Recipiente in latta che conteneva farina. Veniva usato come unità di misura per l'obolo da versare a sostegno della chiesa da dove:  "versare il quartese"
Quarto Bicchiere di vino da 1/4 di litro
Quartòr Copriletto. Vedere anche "Coertor".
Querzar Coprire
R  
Rabalta Apertura posteriore dei pantaloni "patta"
Rabaltà Rovesciato
Racoèa o racoeta Strumento di legno per incitare durante eventi sportivi ma anche animale (raganella)
Radici Radicchio
Radici e fasiòi Piatto tipico del basso piave con radicchio e fagioli, nella versione con o senza uova. Piatto completo in quanto contiene: sali minerali, vitamine, carboidrati, proteine e grassi!!!
Ragàr a saèata Raccogliere l'insalata lasciando la radice
Ranzegnin Raucedine (ò un ranzeghin in goea)
Rànzego L'odore di un alimento,specialmente un insaccato,che è inacidito.
Reboto o raboto Parte della scarpa che racchiude il calcagno.
Rèdena Briglia per guidare i cavalli
Recìn Orecchino
Rento Dentro
Repetini Lavoratori della terra a cotimo diversi dai mezzadri e dei braccianti.
Repetin  definizione di Evandro Della Serra

Da "repetare" Tramestare

Tuttofare, artigiano o lavoratore che per mancanza di impiego si adattava a tutti i tipi di mestieri, dallo scarriolante al mungitore.
Per estensione , piccolo truffatore , delinquentello, ma veniva usato piu' nella prima accezione.

 

 

Repèton Rumore far repèton..essere rumoroso.
Rèstel Rastrello
Rampìn Doppio uncino con lungo manico
Ranabòteo o Ragnabòtoeo
Girino
Ràsciot Piccolo grappolo con pochi chicchi d'uva solitamente non veniva vendemmiato ma lasciato sulla vite.
Rebòt Parte posteriore della scarpa
Rècia Orecchio
Regipèto Reggiseno
Rènghe
Aringhe sotto sale
Rente Vicino
Répiza Ricetta del medico
Resentàr Sciaccuare
Rizignà Stropicciato
Ronzegàr Russare
Rosegòt Torsolo del frutto o donna brutta.
Rosticiera Rostiera. Per visualizzare l'immagine clicca qui
Ròz Oggetto malandato es.bicicletta "la è come un ròz"
Ruda Sta per rumore lontano e profondo,la moto che "ruda" o i piccioni che "rudano"...il temporale lontano che ruda (brontola)
Rufa Sudicume "pien de rufa" vedere cragna
Rumàr Verbo usato in piu' circostanze sta ad indicare il rovistare in maniera confusa alla ricerca di qualcosa che non si trova. Es. rumar nei cassetti o anche rumar nel terreno alla ricerca di patate o altro. Con probabilità deriva anche il termine rumoea (talpa)
Rumegòt Quando una persona ha mangiato,e il cibo non va ne su ne giù,oppure un senso di disgusto o vomito.
Rumantego Che sa di vecchio
Rumaso Amareggiato
Rumoea Talpa
Rusiol Orzaiolo, ovvero foruncolo (brufoeo) delle papebre
Rustego Rude - persona rude
S  
Sabo Sabato

Sacranon

"Citazione di Evandro Della Serra"

Imprecazione diffusa nel basso piave, anche come aggettivo a persona dai comportamenti poco civili o dal carattere testardo.
Una delle tante parole che ci hanno lasciato i francesi:
Arriva dalla "bestemmia" francese(noi veneti in genere siamo molto piu' coloriti ed abituati a ben altri epiteti rivolti alle divinita')
"Sacre Non de Dieu" che non e' Sacro Nome (nom) di Dio..
Ma Sacro non di dio. (Si usano espressioni come " sacre non d'un pipe, sacre non d'un chien" etc etc). Te si un sacranon si puo' tradurre correttamente con " sei senza religione" o "sei un senzaddio"
Saiva Saliva
Saeta Fulmine
Saòn  Sapone
Barboti Rumori provenienti da una pentola di cibo,in cottura posta sul fuoco;prevalentemente polenta o minestra.
Saresèr Albero di ciliege
Sbarozà o de-sbarozà Malconcio uno che è stato traumatizzato da qualche incidente e cammina in maniera poco corretta.
Sbesoea Mento
Sbianchizàr Imbiancare
Sbicàr Rovesciare
Sbicà Schizzato
Sbeéto Rossetto
Sberegàr Parlare ad alta voce disturbando
Sbereghèr Albero di pesche noci
Sbrauròn Uno  pieno di sè,millantatore,naricisista.
Sbrisàr Scivolare
Scagnìdar Verbo: indica il " lamento" del cane se bastonato o a seguito di malori.
Scaivada Breve precipitazione piovosa o nevosa
Scaltrio Scaldato nell'olio
(de) Scapinée Camminar "de scapinee" significa camminare scalzo (senza calzature).
Scianchin Mancino
Scaraz Pezzo di ramo che si stacca pesantemente con fragore dall'albero. Il legame fra i due termini (Scarazaa) può essere la velocità e il rumore dei due eventi.
Scarazaa Violento ed improvviso scrosciare di pioggia,specie in primavera
Scariolante Termine "antico"...che indicava gli operai a cotimo che spingevano le carriole in assenza di mezzi meccanici attuali.
Scarpèr Calzolaio
Scarpìa Ragnatela per poca pulizia
Scartòzi Parte esterna della pannocchia, serviva anche per fare i materassi (vedi paiòni). In senso lato, tutti gli involucri, i sistemi di impacchettamento di carta o materiale simile.
Scavàza Traverso. Metterse par scavaza...mettersi di (per) traverso..
Scavàza campi Tagliare la strada attraverso i campi (accorciarla)
Schincar el penin Accadeva quando si sicriveva con il "penino" il canoto e l'inchiostro,e per la troppa foga nell'usarlo,si storceva la punta e lo si doveva cambiare.
Schinzàr Schiacciare
Scondicuc Gioco del nascondino
Scuèrzar Scoprire
Sculièr Cucchiaio
Secèr o Sicèr
Lavandino, mediamente in pietra, della cucina
S-cechetàr Schiacciare,colpire,lanciare. Esempio: Scechetàr vovi sgolzi = lanciare uova marce verso i muri o alberi per farle "scoppiare"
Sciàti Penne di volatile non ancora spuntate del tutto
Sciàtarghè ae ànare Levare i bulbi delle penne alle anitre
Sciòsi Chiocciole    (vedere anche "Bògoi")
Sciosée Chiocchiline (vedere anche "Bogoéti")
Schèi Il denaro
Schit Cacca di animale da cortile,galline,tacchini..... di piccole dimensioni da cui il detto: "un schit de ..." che stà ad indicare "un pochino di ..."
Schinzàr Schiacciare
Schivanèa Andare a zig zag
Scoasse Spazzatura
Scopetòni
Aringhe secche
Scòrzi de porzèl Cotiche di maiale
Scòrze Bucce
Scosoe Le bucce che ricoprono il fagiolo
Scrinzar Senzazione spiacevole che si ha quando si mastica del cibo che ha dei granelli di sabbia al suo interno,tipicamente i frutti di mare.
Scudèa Scodella
Scuina Fossato tra campi coltivati
Sculièr Cucchiaio
Scùria Frusta con lungo manico in legno flessibile e finale lungo in cuoio.
Scussa Corteccia
Scussà sbattere di striscio con conseguente lacerazione o ammaccatura sempre di striscio
Sdrèi Zoccoli con suole di legno e cinghiette di cuoio molto resistenti
Secièr Luogo dove si lavano i piatti e le pentole
Selghèr - Seghèr
Salice
Semòea Farina per maiali
Seradùra Serratura
Sèsòea
Falcetto a forma di semiluna usato un tempo anche per tagliare il frumento o grosso cucchiaio di legno per cereali
Sfegatà Una persona appassionata fortemente di qualcosa.
Sfesa Fessura
Sgarbar Sta per scvare o ripulire fossi e canali.
Sgardoèa Tipo di pesce
Sgarizà o de-sgarizà Scapigliato poco in ordine con i capelli
Sgarufar Ricercare un oggetto rovistando da ogni parte in maniera disordinata.
Sgnagoèar Miagolare di gatti
Sgnèveda Individuo di carnagione rosea, fiorente
Sghindoearse Dondolarsi
Sgiònf Gonfio
Sgolz Marcio
Sgorlàr Scuotere
Sgosàda Un bel sorso
Sgrabedàr Grattare con le unghie o zate (animali)per terra alla ricerca di cose che sono nascoste.
Sgrànf
Crampo. "M'è ciapà el sgrànf aea pupoea 'zanca" significa "ho un crampo al polpaccio sx"
Sgrimia Donna antipatica,insopportabile,acida.
Sguazzafiori Annaffiatoio
Sguazzar Annaffiare
Slapazòn Detto di persona che mangia avidamente e si insudicia come maiali
Sidiar Importunare
Siesa o fiesa Siepe
Simeso Cimice
Simonza Orlo del pantalone
Siòeo Pavimento in legno d'abete o larice

Sis

"Definizione di Evandro della Serra"

Sis,(sisso, sisin)
[giocattolino, piccolo sonaglio per bambini]
 
l'argento e' sempre stato famoso per il suo tintinnio, le campanelle migliori erano d'argento e così quel tintinnare (l'argento vivo) era usato dai nobili veneziani per deliziare i loro virgulti. Come? Mettendo dentro a un bicchiere qualche moneta e facendola tintinnare, il bicchiere divenne poi un recipiente chiuso, con la forma di un uovo. e diede il nome al sisso, al giocattolino da neonati che, fra i meno abbienti era un semplice uovo di legno con dentro dei pezzettini di metallo o dei sassi. I ricchi potevano permettersi invece il vero sis, visto che all'interno mettevano 3 o piu' "sesini" piccole monete d'argento circolanti a venezia tra il XV e il XVII secolo, (famosa piu' che per il fatto di esser stata coniata da 10 dogi, per esser stata falsificata a più non posso da Frinco, Messerano e Passerano; solo di quelle contraffatte da parte dei Mazzetti di Frinco, se ne conoscono una cinquantina di varianti) il passaggio linguistico da sesin a sisin, sissin, sisso era inevitabile ed a noi e' arrivato nella sua ultima evoluzione.
Sisso (anche "sisset" è anche uno dei mille vezzeggiativi del pene dei bambini, da cui il vecchio detto padovano/veneziano:
par far pisso se tira fora el sisso. Come dire che non si puo' far tutto nella vita senza che nessuno se ne accorga.
 
 
Sisee Sasso a forma piatta che si utilizzava per gioco sulla superfice dell'acqua,facendolo rimbalzare il più possibile.Prova di grande abilità:termine antico dell'agro eracleense.
Sisèt Giochino
Sisìa Rondine
Sìsoe Giuggiole
Sìta Pala
Sitòn Badile. Anche "libellula". Modo di dire: "el core come un siton",  correre molto veloce.
Soèr
Granaio, posto dove si stipava il frumento o il grano, di solito era all'ultimo piano della casa agricola dove c'era piu' aria per essicamento. Vedi anche "Granèr"
Soasa Cornice
Soèar Volare
Soièr Architrave per porta
Sofrànti Si intendevano i muscoli retrostanti il ginocchio (zona poplitea)
Somèjanza Fotografia, somiglianza
Sonàr ... Raccogliere. "Sona a saeàta" significa "raccogli l'insalata"
Sopa Zolla di terra

Sortu

"Definizione di Evandro Della Serra"

Acetoliera  Credo che il termine "acetoliera" non lo usi piu' nessuno, preferendo "set olio/aceto" o altre parafrasi. Noi del basso piave abbiamo invece un'unica parola che indica precisamente il vassoio con le ampolle dell'olio e dell'aceto, la saliera e la pepiera: sortu.
Viene dal francese "sour tout" -soprattutto-, ed indicava in origine un prezioso centrotavola di bisso o seta e fili d'oro, nome passato poi ad un più economico centrino di cotone o canapa che avevo l'unico scopo di salvaguardare la tovaglia dall'unto delle gocce sfortunatamente cadute dalle ampolle e alla fine al servizio di ampolle e vasetti con i condimenti.
Sòrzo  Topo
Smòlf Molle sgonfio
Spàcera Ristagno d'acqua
Spagnoèto Rocchetto di filo da cucire
Spasido o Spasiso
specie di girello per bambini,in legno che permetteva solo di andare avanti e indietro.
Spasiso Girello x bambini
Spàz Sporco
Spegàz Uno sgorbio brutto.
Spìgoeo Angolo
Spizèr Farmacista
Spizerìa Farmacia
Sporzeòn Andar de sporzeòn, passare di luogo in luogo: espressione probabilmente derivante dalla consuetudine di allevare il maiale (porzèl) della chiesa parrochiale per poi o venderlo o far salami per "la giornata delle anime" e che passava di casa in casa...
Sprotòn Vanesio,colui che si mette in mostra pavoneggiandosi.
Squerzar Scoprire
Starnir
Levare le interiora agli animali macellati o alla cacciagione.O anche sistemare i giacigli delle mucche da parte del bovaro
Stavoeo Porcile
Stegaron o stecaron Fuscello secco; parte del fusto del frumento o granoturco o altra pianta che resta dritta, attaccata alle radici quando si taglia la pianta.
Stìcar Verbo: sostenere le proprie posizioni/idee con forza e cocciutagine a volte anche contro l'evidenza.
StraccaGanasse Castagne secche. Vedi anche "Ganasse"
Strachèl Stiramento muscolare
Strafànt Strafalcione. Modo di dire: "Strafànt de tòsa: ragazza malconcia"
Straocio Strabico
Stramàzz Materasso fatto con "scartozi " (vedi: Scartozi)
Stràme Materiale vegetale usato a treccia o cordone per impagliare la seduta delle sedie.
Strapazòn Si dice di persona disordinata qualche volta che rasenta l'incuria
Stòmego
Stomaco. "Stòmego slanguorìo" sensazione di chi ha fame ed ha lo stomaco vuoto.
Stonfo Bagnato fradicio,inzuppato
Stradìn Addetto alla manutenzione delle strade
Stràze Stracci " se el pol portar fora e straze" : modo di dire,nel senso di riuscire a guarire da una grave malattia o da un grave incidentep { margin-bottom: 0.21c
Stria Strega
Stroego Zingaro
Stròpa Ramoscello di salice rosso grosso che serviva per legare le "fasìne " (vedi "Fasine")
Stropàr Tappare
Stuzigàr Infastidire,punzecchiare qualcuno
Sùbia attrezzo usato dal carzolaio per forare il cuoio ed eseguirne poi la cucitura
Subiàr Fischiettare
Subiòl Fischietto
Sugamàn Asciugamano. modo di dire: "Far a fine del poro sugaman"  finire in maniera insignificante
Sugoj Budino ottnuto cuocendo il mosto di vino farina da polenta o di fiore e poco zucchero
Sùss o Sussèt Sciocco, sciocchino
Suturco Granoturco
Sustigar Disturbare
Svèreghe o Sbereghe
Peschenoci
Szìgoéo Dente da sostiure al rastrello di legno. Cuneo
T  
Taboscar Farfugliare dicesi di un bimboche ancora non parla ma taboscèa....appunto
Tacàr Iniziare
Tachènte Tenace forse abbreviazione di attaccante
Tacoi Minestra ottenuta con brodo di fagioli e polenta schiacciata nel piatto
Tacon Pezzo di tessuto per riparare gli abiti
Taia-e-iga  Mietitrebbia
Tajèr Tagliere
Tamìso attrezzo di dimensioni inferiori al "crivel" che analogamente a questo, serve per vagliare setacciare
Tàpparo Termine che indica un bifolco doc
Tardigàr Ritardare
Tassèot Uomo di corporatura possente
Tega Una leguminosa con il baccello, "tega de fasioi,,de bisi.." detto anche di organo sessuale maschile.
Tècia Pentola bassa utilizzata spesso per la cottura "in umido", per esempio per cucinare "el poeastro in tecia" casseruola alta o bassa. Per visualizzare l'immagine clicca qui
Tecet tegamin,co do maneghi Tegame. Per visualizzare l'immagine clicca qui
Tèdon Tettoia per il fieno
Tièda Magazzino del fieno
Tina Tino
Tirabara Persona poco affidabile
Tòcio Sughetto, intingolo, spesso riferito a quello della carne in umido o in pentola. Solitamente è accostato alla polenta, con la quale si fa la scarpetta (poenta e tocio). In mancanza di polenta va bene anche del normale pane
Tòea Tavolo
Tonedèa Il verificarsi di un tuono
Tòrcio Torchio
Tor sù Raccogliere
Trar Caccia  "andare a caccia"
Trasporto nelle case coloniche veniva chiamato tale l'ambiente tra la cucina ed il bagno dove c'era il lavandino ed gli atrezzi
Travérsa Grembiule (da cucina)
Travesòn Grembiule chiuso da lavoro o scuola
Trodo
 Sentiero,piccolo sentiero di campagna
U  
Ua Uva
Ugàr Affilare
Uganega Salsiccia
Uncùo Oggi
Uja Scrofa
V  
Vae Vado
Vagòn dea carèga Bastone/i poggiapiedi che distanzia le quattro gambe della sedia.
Vaghe Vai
Vanghét Tipologia di badile quadrato piccolo molto penetrante.
Vantiéra  Vassoio
'Varnàr Andare ad accudire il bestiame. Es.: "Vatu  'varnàr  'e  bestie?". Derivazione da: "governare"
Vardàr Guardare
Varsòr Aratro
Venàre Venerdì
Vènc Rametto di salice rosso, usato come laccio
Vèr a viòèa al naso Aver la goccia al naso dal freddo
Vermuina Sciroppo vermifugo che veniva dato prevalentemente ai bambini,e da questi assa mal tollerato.
Veta Pezzo di filo da cucire
Viàn Aggettivo che indica persona maleducata, in-urbana quindi proveniente dalla campagna (villicus latino)

Vin de strope o  Vin pìccoeo

La ripigiatura delle vinacce "zarpe" (vedi: Zarpe) con spesso l'aggiunta di acqua dava un vino molto chiaro di bassa gradazione e bassissima qualità, il quale veniva bevuto quotidianamente , mentre quello buono di prima pigiatura era destinato alla vendita. Vedi anche "Pinpinea"

Vintimea

Federa del cuscino
Viòea Gocciolamento dal naso
Vìscia Ramosciello, spesso di salice, usato come frustino per animali e bambini.
Voltùra Rogito notarile
Volta fora Girare a destra,i buoi utilizzati in campagna per farli girare a destra utilizzavano questa affermazione.
Volta sciò Girare a sinistra
W  
X  
Y  
Z  
Zabòt
Balbuziente
Zaèc Avere l'occhio guercio
Zaghet Chierichetto
Zànco
Zoppo, ma anche "mancino". "Vaeà che so da che gamba che te và zanco" significa: "Lo so qual è il tuo punto debole".
Zapeghe Orme che rimangono su superfici,di solito pulite,il verbo comunque è zapegàr,espressione tipica..essere un zapegòn sta per essere trasandato.
Zàrpe Le bucce dell'uva dopo la pigiatura. Vinaccie
Zarpìr Verbo che sta ad indicare la potatura dei tralci della vite lasciando solo quelli piu' forti e adatti alla produzione di uva. Vedi anche "Bruscar"
Zavàte Ciabatte
Zavatòn Trasandato,tipico di chi trascina le ciabatte....per terra.
Zègoea Cipolla
Zena Cena
Zengia Cintura
Zenòcio Ginocchio
Zermàn Primo cugino
Zìibrìa Galaverna, è formata dalla nebbia quando scende e la temperatura è sotto zero a differenza della brina che si forma anche senza nebbia
Zìiga, Zìigheta
Passero, passerotto.
Zioba Giovedì
Zòca Radice delle piante. Anche termine usato in senso spregiativo: "te si 'na zòca" ovvero "non capisci niente".
Zòcoi Zoccoli
Zòcoi a (da) muèa Zoccoli con suole molto alte,coperte con una pezza di cuoio molto grosso,si usavano prevalentemente per andare in stalla ad accudire le mucche.
Zogar a.. ..Nascondino,giocare a gioco dei bambini
Zolzariòl Piccolo aratro a mano
Zòzui o Zozuoi Il grasso del maiale cotto o pezzetti di lardo "scaltrii" in padella.
Zuca baruca Zucca commestibile
Zuca porzèera Zucca non commestibile fatta solo per i maiali.
Zucoi Zucchine
Zuìta Civetta

Schei

Commenti  

0 #256 Bepi sacranon 2017-09-10 11:09
TÒCIO = Sughetto, intingolo, spesso riferito a quello della carne in umido o in pentola. Solitamente è accostato alla polenta, con la quale si fa la scarpetta (poenta e tocio). In mancanza di polenta va bene anche del normale pane
0 #255 Ivo 2016-08-28 12:14
Brocche da tamiso chiodini dalla testa allargata utilizzati anche da calzolaio e zoccolai
0 #254 Luciano 2016-02-25 16:21
Spiroea una lunga serie ...
0 #253 Miglioranzi Paolo 2016-01-05 21:00
Luamar = storicamente Letamaio, oppure (ad oggi) sinonimo di politico corrotto.
0 #252 Vania Polesello 2015-09-09 14:56
Comio = gomito
0 #251 rossella 2015-06-19 13:06
Nessa nipote femmina di nonna(Nevoda è di zia)
Scianchin mancino
0 #250 Giampi 2014-05-02 21:19
buretoea o boretoea = lucertola
+3 #249 renzo trevisiol 2013-11-20 16:20
vintimea federa del cuscino
+2 #248 Armando 2013-11-10 23:38
Cógoma: caffettiera, dove la polvere di caffè si bolliva in acqua alla maniera turca
0 #247 Armando 2013-11-10 23:27
Cavabuse: Lavoratore addetto al cimitero
0 #246 luciano 2013-10-03 14:30
;-) frugnar rovvistare nei cassetti
+1 #245 luciano 2013-09-30 14:36
;-) mòlf o anche smòlf : molle sgonfio
+1 #244 luciano 2013-09-14 15:26
:lol: zavatòn trasandato tipico di chi trascina le ciabatte...per terra

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