Con questo logo si intende dare forma concreta a uno dei tanti significati del termine ‟a maramàcoea, quello graficamente più rappresentabile. Per realizzarlo si è ricorsi all‟utilizzo di colori simili a quelli usati dagli uomini primitivi nei loro disegni rupestri, che venivano eseguiti con pezzi di carbone e quindi avevano un tipico colore grigio o nero. Tale scelta ha voluto appunto sottolineare che si tratta di un termine antico.
La
forma circolare del logo delimita in modo significativo lo spazio entro il quale si svolgeva la manifestazione che porta con sé la genesi dello strano termine:
la Fiera di San Donà. Il logo altro non è che la rappresentazione stilizzata della vecchia pianta della città, oggi ancora ben evidente, interessata appunto dal flusso della folla che andava a visitare la fiera. (per continuare, cliccare sotto su:
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Nello specifico, si può facilmente notare che ’a maramàcoea aveva la testa posizionata verso il ponte e percorreva quello che, attualmente, è Corso Silvio Trentin, per disperdersi poi in Via Garibaldi e Via Nazario Sauro. Durante il tragitto si diffondeva lungo le strade laterali, quelle che ora sono Via Battisti, Viale Libertà e Piazza Indipendenza, Via Campanile, Via Ancillotto, Via Tredici Martiri..., ossia le strade occupate dalle bancarelle. Si evidenzia, in particolare, l‟abbozzo di Via Brusade, uno dei tanti “ingressi” che un tempo portava alla fiera, il cui nome è denso di significati:
- "brusade‟ è l'aggettivo usato per indicare la caratteristica colorazione che assumevano le erbe durante l‟estate, in quanto, a causa della conformazione del terreno, esse inaridivano improvvisamente, tanto da sembrare appunto “brusade”;
- "brusade‟ erano le legne o ramaglie che venivano accatastate per essere bruciate in un punto collocato in posizione un po‟ più elevata al termine della via, la quale finiva praticamente nella palude: i falò, accesi dal guardiano della valle in prossimità di un attracco per le barche, servivano da faro a chi voleva giungere a San Donà di Piave sfruttando le vie d‟acqua interne alla palude;
- collegata a questa prassi e per ricordare un antico rito (effettuato come buon auspicio per l‟inizio dell‟anno solare), nello stesso luogo era consuetudine accendere il falò anche per festeggiare ’a vècia de metà cuarésema che i sióri i bruséa.
Nel logo, il
tratto grafico usato per rappresentare le vie dell‟antico assetto viario di San Donà di Piave è volutamente seghettato in quanto
vuole indicare la folla senza assegnarle margini netti, perché essa tendeva inevitabilmente a disperdersi tra le bancarelle. I margini esterni sono anch‟essi seghettati, a significare la gente che guardava da fuori, senza poter "vivere" ’a maramacoea: era la gente che, con atteggiamento simile a quello della fiaba di Esopo “la volpe e l‟uva” (vorrei, ma non posso), apostrofava coloro che tornavano in paese dopo essere stati alla Fiera con l‟espressione: “Sìtu stat a basàrghe el cul àea maramàcoea?”