Domenica, 14 Aprile 2013 00:00

Movimento 5 Stelle

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Salvestroni Spessotto 

Guido Salvestroni - Candidato Sindaco

Programma Movimento 5 Stelle completo

 

Nel suo progetto politico:

 

1) E’ contemplato l’impegno per sviluppare l'edilizia ad impatto energetico zero?

 

Risposta:

 Il M5S vuole aderire alla campagna di “Salviamo il Paesaggio”, portando a termine il censimento di tutti gli edifici sfitti e invenduti. Desideriamo fermare il consumo di suolo com’è stato fatto in altri comuni d’Italia (ad es. Cassinetta di Lugugnana), aumentando i vantaggi fiscali che derivano dalla scelta a favore del recupero e della ristrutturazione, dell’architettura bioclimatica e dell’urbanistica mirata all’abbattimento dell’inquinamento e alla riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio edilizio, bloccando le concessioni edilizie per i nuovi fabbricati fino a quando non si riducano almeno dell’80 % gli alloggi sfitti o invenduti, con eccezione degli ampliamenti permessi dal Piano Casa.

 2) E’ contemplato l’impegno per razionalizzare le spese dell’Amministrazione ed i costi della politica (partecipate, consorzi, etc…)?

 Risposta:

 Il M5S sta già attuando una riduzione nei costi della politica, rifiutando i finanziamenti dei partiti, qualsiasi "rimborso elettorale" o finanziamento occulto delle spese di partito. Se eletti, lo stipendio sarà al massimo di 2500 euro netti al mese, anche se sindaco o assessore, destinando il resto a progetti benefici per i cittadini. Inoltre, inseriremo il vincolo del gettone di presenza alla effettiva partecipazione almeno al 75% della seduta (non: "firmo e me ne vado", come succede ora) e il divieto del doppio gettone di presenza per le riunioni serali che sforano oltre la mezzanotte, per Comune e Circoscrizioni.

 

Il M5S, nel suo programma, prevede di operare al fine di fare un’oculata razionalizzazione delle spese, che non significa certo “taglio orizzontale”, anzi vorremo porre la massima attenzione alle molte spese trascurate, meno visibili, a volte “minute” (ad es. la viabilità, il verde pubblico, le ciclabili, gli edifici comunali, la lotta al degrado, la prevenzione dal rischio idrogeologico) che consentiranno al contempo di migliorare la vita cittadina e conservare il patrimonio urbano e ambientale.

 

Esaminando la versione di gennaio 2013 del bilancio preventivo del Comune di San Dona’ di Piave, emerge, in particolare, la problematica delle società partecipate, specie di quelle controllate al 100% (S.D. Servizi e S.D. Patrimonio): esse sono esonerate dall’obbligo delle gare ad evidenza pubblica. Il Movimento 5 Stelle intende agire su questa basilare problematica, iniziando a far chiarezza nei modi correnti, con opportune analisi economiche. Da esse nasceranno modifiche più o meno radicali, dagli strumenti di controllo e partecipazione sino, eventualmente, alla soppressione.

 

Il M5S inoltra vuole introdurre il Bilancio Partecipato, già attivo ad es. nei comuni di Modena, Parma,Castelmaggiore, Arezzo e Udine. Esso è stato definito dall’ONU e dalla Banca Mondiale “strumento efficace di gestione pubblica”, in quanto le risorse della comunità devono essere gestite dalla comunità.

 

3) E’ contemplato l’impegno per promuovere l’unione dei servizi tra i comuni limitrofi?

 Risposta:

 Attualmente, si prospetta necessaria l’abolizione delle amministrazioni provinciali, che potrebbero essere sostituite da unioni di comuni finalizzate alla gestione di servizi comuni. La fusione dei comuni comporterebbe un notevole risparmio in termini di struttura burocratica, riducendo il numero di assessori e consiglieri comunali, e altrettanto avverrebbe per segretari generali e dirigenti di settore.

 Ciò porterebbe a una gestione migliore ed efficace:

  • della viabilità, ad esempio per la rete di piste ciclabili tema a noi molto caro;
  • nei trasporti, dove sarebbe utile un percorso autobus Fossalta – Musile - San Donà - Noventa che favorisca l’integrazione tra i diversi centri urbani e commerciali tenendo conto delle esigenze degli studenti delle scuole superiori e che inoltre colleghi gli abitati con la stazione ferroviaria e quella dell’ATVO;
  • nel rischio idrogeologico e in tante altre iniziative.

 E' evidente che la fusione di comuni deve essere condivisa dalla popolazione: i comuni minori potrebbero vedere tutto questo come una perdita della loro individualità, e ciò deve essere prevenuto. Per questo è necessario un piano urbanistico d’insieme che preveda una distribuzione delle aree produttive, commerciali, ricreative e culturali che tenga conto delle esigenze dei centri minori e naturalmente una rete viaria e di trasporti pubblici intrecciata, ovvero non semplicemente radiale e convergente sul centro maggiore.

 

4) E’ contemplato l’impegno per garantire la banda larga nel comune e nelle frazioni?

 Risposta:

 E’ ben nota l’importanza che il Movimento 5 Stelle assegna alle tecnologie digitali e al loro ruolo chiave nella trasformazione della società e, anche, a livello nazionale per legge, le amministrazioni devono adeguare i loro sistemi per ridurre al minimo l’uso del cartaceo. Il movimento vuole dare la possibilità di un wifi gratuito comunale. Grazie ad una graduale sostituzione di tutti gli impianti di illuminazione pubblica, alimentati da pannelli fotovoltaici, questi potranno funzionare da ponte radio wifi / wimax per portare internet nelle frazioni in breve tempo.

 Il M5S prevede anche dei corsi gratuiti per insegnare alla popolazione l’uso dei computer e di internet e dei principali applicativi informatici.

 

5) E’ contemplato l’impegno per la realizzazione nel medio termine dell’ospedale unico nell’Asl 10?

 

Risposta:

 Vogliamo sottolineare che per il movimento la priorità deve essere la persona e quindi, vista la situazione economica attuale dobbiamo dare importanza, soprattutto nei servizi primari, al mantenimento ed eventuale miglioramento del livello degli stessi.

 

Innanzitutto si dovrà valutare l’impatto derivante dalla creazione di una tale struttura unica, prendendo in considerazione anche la situazione della Casa di Cura Rizzola e dei suoi eventuali sviluppi, sempre tenendo informata la cittadinanza interessata dei pro e dei contro.

Ciò premesso, la realizzazione dell’Ospedale unico va valutata appunto in termini di costi / benefici, con l’apporto determinante dell’amministrazione sanitaria, che resta capofila del possibile progetto.

 E’ certamente un progetto importante, su cui si dovrebbero sentire i comuni limitrofi di San Donà: una eventuale Città del Piave affronterebbe il tema in ottica diversa, come potrebbe avvenire per la Città Metropolitana.

 In se’, l’accorpamento potrebbe portare vantaggi qualitativi accompagnati da risparmi consistenti (unità specialistiche più grandi, unificazione degli acquisti, meno dirigenti e meno burocrazia); tuttavia il rientro del grosso investimento necessario non sarebbe rapido. Inoltre l’edilizia sanitaria è sempre a rischio di alterare il territorio, o prestarsi a deviazioni speculative del project financing. In alternativa, ipotizziamo anche una riorganizzazione operativa e ristrutturazione dei due o tre ospedali coinvolti, mantenendo in vita in tutti i servizi di base (specie pronto soccorso) e dividendo invece i reparti specialistici.

 

6) Pensa che la TAV sia un’infrastruttura da realizzare o no? … e l’autostrada del mare?

 

Risposta:

 Il M5S, come potete aver letto in articoli e nel nostro blog, è in netto contrasto alla TAV, che, oltre ad essere molto costosa e poco utilizzata (la tratta Venezia-Trieste è stata riconosciuta dalla Regione Veneto sottoutilizzata e ha grandi margini di miglioramento) , rovinerebbe irreparabilmente la campagna, il paesaggio e di conseguenza anche le possibilità di impiego utile locale. La nostra opposizione si basa sul diniego delle “grandi opere inutili”, osservando che anche in questi tempi di ristrettezze la ricaduta lavorativa non può pagare una devastazione.

 Siamo invece favorevoli all’ammodernamento della linea esistente.

 Treviso – Mare
Circa l’autostrada del mare, il progetto presentato e approvato è molto invasivo e noi lo critichiamo.
E’ un tema che riguarda anche altri comuni, e la Giunta di S.Donà non può prendere decisioni efficaci da sola. Tuttavia il Movimento 5 Stelle critica :
 
1. Si tratta di un evidente abuso del sistema del project financing, per cui allo scopo di costruire un'infrastruttura a servizio regionale e nazionale l'utenza locale viene ingiustamente depauperata di una risorsa esistente.  
2. Viene realizzata con lo scopo di facilitare i pendolari estivi, quindi per essere utilizzata per un periodo di tempo molto limitato (3 mesi su 12)
3.  Non risolve il problema dell'accesso alle spiagge, perché finisce in un collo di bottiglia

 

7) Come pensa di gestire le grandi opere realizzate dall’amministrazione uscente: Teatro Astra? Piazza Indipendenza? Tribunale?

 

Risposta:

 Piazza Indipendenza e il progetto del nuovo teatro Astra, porteranno ad una possibilità di spesa minore, non volendo aumentare le entrate con un aggravio di tributi, a causa degli oneri finanziari assunti.

 Il M5S ritiene necessario revisionare i piani in merito alla ricostruzione del Teatro Astra per una riduzione dei costi e di utilizzare la nuova struttura come un “tempo”, ossia per concerti, rappresentazione teatrali e come cinema, oltre a metterlo a disposizione anche delle scuole.

 Piazza Indipendenza deve tornare ad essere di proprietà e al servizio del cittadino Sandonatese, organizzando e dando la possibilità a chi ne fa richiesta di utilizzare la piazza. Nel nostro programma potrete leggere diverse proposte rivolte a tutti. Un esempio è una partita dimostrativa di basket di persone diversamente abili in carrozzina.

 Per quanto riguarda il tribunale, il movimento ha subito dato voce alla preoccupazione dei cittadini, chiedendo all’Amministrazione di rendere pubblico il contratto d’affitto (per eventuale rinegoziazione), e sensibilizzando l’opinione pubblica sul servizio locale dei Giudici di Pace che è una causa vicina ad essere persa per inazione e disaggregazione dei Comuni. Se esistesse un’effettiva UNIONE DI COMUNI, premessa alla futura CITTA’ DEL PIAVE, avremmo anche un unico referente cui i cittadini chiederebbero senza dubbio di intervenire in modo deciso. Sottolineiamo che si tratta della salvaguardia di un diritto che va non solo a beneficio dell’utenza, ma dell’intero sistema giudiziario.

 

8) Raccolta differenziata dei rifiuti: bene così o è necessario migliorare?

 

Risposta:

 Per noi la strategia “rifiuti zero” è il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale.

  1. responsabilità dei produttori, a monte del processo produttivo: produzione e progettazione industriale;
  2. responsabilità della comunità, a valle: modelli di consumo, gestione dei rifiuti e smaltimento;
  3. responsabilità della classe politica, per coniugare responsabilità industriale e della comunità in un contesto armonioso.

 I passi con cui vorremmo affrontare tale processo sono 6:

  1. istituzione di un “Osservatorio verso Rifiuti Zero”;
  2. acquistare prodotti verdi (applicazione metodo GPP Green Public Prucument”);
  3. riduzione produzione dei rifiuti all’origine;
  4. migliorare la gestione della raccolta e del riciclaggio;
  5. promuovere il riuso e la riparazione;
  6. dare una maggiore educazione e comunicazione.

 

9) Quali azioni pensa di attivare per promuovere la trasparenza tra amministrazione e cittadini?

 

Risposta:

 Per il M5S è fondamentale che ci sia la massima trasparenza, e daremo la possibilità ad ogni cittadino di conoscere e capire in modo semplice le attività del comune. Questo attraverso la riorganizzazione:

  • del sito del comune, con un notiziario/newsletter di zona (sia cartaceo che e-mail che diffuso tramite bacheche, pannelli elettronici, applicazioni per telefoni) che permetta ai cittadini interessati di essere avvisati per tempo delle attività comunali (cantieri, riunioni, eventi culturali, manifestazioni,...) e delle discussioni in corso che riguardano la specifica zona in cui abitano, vivono, lavorano , oltre a semplificare e dare maggiore visibilità al bilancio comunale e a quello delle società partecipate, all’albo pretorio, e a tutti i documenti del comune.
  • della procedura e degli uffici che gestiscono tali documenti.

 Pensiamo di attuare finalmente lo Statuto Comunale, modificandolo e integrandolo per utilizzare gli strumenti referendari (consultivo, propositivo e abrogativo).

 Il referendum consultivo dovrebbe essere subito utilizzato -anche su spunto dell’amministrazione- per sentire il parere non vincolante ma orientativo dei cittadini, prima che siano prese decisioni importanti per la vita della collettività, e consistenti per incidenza economica.

 Proponiamo di :

  • semplificare la costituzione del comitato promotore
  • abolire il quorum : le indicazioni o le decisioni vanno prese dalla maggioranza semplice dei votanti
  • abolire o modificare la limitazione relativa al piano regolatore e agli strumenti urbanistici
  • istituire appositi strumenti telematici, subito efficaci per il referendum consultivo e inizialmente sperimentali per gli altri tipi

Per un maggior approfondimento potete andare sul nostro sito BassoPiave5Stelle.it dove trovate il nostro programma.

Letto 8007 volte Ultima modifica il Giovedì, 25 Aprile 2013 13:39
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Commenti  

#2 crotti carlo 2013-04-22 08:26
a proposito della linea Alta Velocità, le allego la mail che ho mandato al cons. reg. Fracasso la scorsa settimana. Spero di arricchire in questo modo le opzioni politiche a sua disposizione.
Buona lettura
Carlo Crotti
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COPIA
Egr. Consigliere Fracasso
Mi è capitato di leggere l’articolo (allegato) che la riguarda e che riporta alcune sue considerazioni a proposito delle infrastrutture in Veneto, realizzabili e non.
Le confesso che non mi dispiace vedere qualcuno che sposta il trasporto dall’asfalto al ferro. Aspetto però di vedere se lei sarà altrettanto coerente nel pretendere una profonda e conseguente revisione del PTRC adottato dalla Giunta nel luglio scorso, nel quale strade in project f. sovrabbondano.
Entrando nel merito del suo ragionamento, temo che lei, come altri del Part. Dem. Veneto, siate ancora imprecisi nella descrizione del problema logistico in Veneto , come pure dei vincoli per i vari stadi in cui si compone.
Mi spiego meglio.
Converrà sul fatto che il Terminal off shore veneziano (TOS) è l’interfaccia mare-terra, da cui far partire tutti i nostri ragionamenti. Senza di questo, tutte le altre TAV-TAC e autostrade sono investimenti in pura perdita. Ma affinchè quella banchina abbia successo, occorre che raggiunga e mantenga un volume di movimentazione che la renda conveniente agli occhi delle grandi Compagnie di navigazione. Risalire e dover ridiscendere l’Adriatico, non la favorisce rispetto ai porti sul Tirreno.
Qualora Genova da sola raggiungesse i traguardi del suo Piano Portuale (B.R.U.C.O.) , ovvero 10 mln di teu, penso che a regime il TOS dovrebbe movimentare almeno 5 mln di teu/anno, per restare interessante.
Pensa lei che potrà funzionare se il Mose alzerà, come previsto, i suoi cassoni 1 giorno su 3 all’anno, obbligando tutto il normale traffico navale a passare attraverso le conche di navigazione?
Pensa lei che il prof. Costa e chi gli succederà riuscirà a far transitare in contemporanea anche le altre navi: le RoRo, le rinfuse, le dry bulk, passeggeri … etc, ?
Se le conche del Mose sono un vincolo, ha senso indirizzare solo su Marghera, il traffico principale tra la terra ferma e il TOS, condizionandone il lavoro ? Ed anche in questo caso quanti convogli e binari occorrono tra il porto e la stazione di Mestre per movimentare quei volumi ?
Caro Consigliere, temo che nel suo articolo, manchi qualcosa : mancano i numeri per dare un senso compiuto all’idea esposta nell’articolo. In questo scenario ha poca importanza se i treni viaggeranno a 350 0 200 km/ora. Quello che bisogna ammettere è che Mestre non può essere il solo capolinea ferroviario e autostradale del TOS.
Va invece sfruttata l’elasticità distributiva che i battelli fluvio-marittim i possono consentire, arrivando per via d’acqua a congiungere il TOS : al Corridoio 1 verso la Germania - raggiungendo Mantova navigando sul Fissero Tartaro Canal Bianco, (canale quasi pronto) ; come pure collegandosi a Monfalcone, capolinea del Corridoio Baltico - costeggiando il Veneto orientale. Così facendo, i carichi destinati al di fuori del NordEst non hanno bisogno di entrare in laguna e noi non dobbiamo preoccuparci di quadruplicament i e relativi investimenti. Sapendo che le attuali linee ferroviarie vero Milano e Trieste sono sotto utilizzate, non pensa anche lei a questo punto che le vie d’acqua esistenti posson bastare ?
In un sistema logistico distribuito su più scali a cui fanno capo altrettante linee ferroviarie, il TOS diventerà davvero interessante per le Compagnie navali, perché i tempi di consegna e partenza dei loro containers verranno molto più facilmente rispettati. Non deve essere un caso se nessuna di quelle ha finora risposto positivamente agli inviti di Costa di investire sul TOS !
L’idrovia navigabile tra Padova e l’Adriatico, che è ragione sociale del mio Sodalizio, comiuga in questo contesto non solo il suo insostituibile ruolo di governo della sicurezza idraulica del Veneto centrale, ma anche la disponibilità di un fondamentale spazio retroportuale dello scalo lagunare.
A mio avviso è una battaglia di retroguardia il contrasto politico tra chi nel suo partito resta ostile al completamento dell’idrovia navigabile e si illude che la TAV “risolva”. Avrà certamente notato anche lei che colui che lo afferma, non mai ha affiancato i numeri e relativi costi alle sue proposizioni.
Vorrei in conclusione cogliere l’occasione per suggerirle un’azione politica su cui riflettere e magari intervenire.
Si è mai chiesto perché lo studio di fattibilità del canale navigabile dell’idrovia Padova-Mare (c.d. PD-VE), approvato in Finanziaria Reg. nel febbraio 2011 e consegnato a fine settembre 2013, giace da 6 mesi sul tavolo dell’ass. M. Conte ? Forse che a Zaia e alla maggioranza che lo sostiene non conviene renderlo pubblico ?
Anche se per ipotesi il completamento dell’idrovia costasse 400 mln, l’alluvione del nov. 2010 , tra Padova e Venezia, ha procurato danni per circa 1 miliardo. Se ci aggiungiamo anche quelli causati dai vasti allagamenti nel veneziano e a Mestre degli anni precedenti , non le pare evidente che lo sforzo finanziario vale al candela ?
Augurandomi di averle offerto argomenti su cui ragionare - temi che del resto avevo mandato al suo indirizzo di posta anche in passato - spero di leggere in futuro ben altri interventi.
Anche da parte di tutti coloro che in parallelo ricevono la presente. Giornalisti compresi.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro
dr. Carlo Crotti (presidente)
ASS. “SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”
IV° Strada n°3 Zona Ind. 35129 Padova tel 347 8665730 www.idroviapadovamare.org
Associazione iscritta nel Registro Comunale di Padova delle
“LIBERE FORME ASSOCIATIVE e delle COOPERATIVE SOCIALI” n° 1477 nella sezione tematica n° 7:
“TERRITORIO – URBANISTICA – TUTELA AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE”
procedimento dirigenziale n° 2012/51/0066 del 24 Marzo 2009 P-IVA 04141400285
#1 pietro 2013-04-22 08:15
auguri speriamo bene che la gente incominci a svegliarsi da questo torpore.

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