Martedì, 16 Aprile 2013 20:02

Gianni Corradini

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Gianni Corradini

 

Risposte alle domande formulate da "Passaparolanelvenetoorientale" riprese dal nostro programma presentato il 13 ottobre 2012 al centro culturale Da Vinci e pubblicato sul nostro sito: www.corradinisindaco.com

Nel suo progetto politico:

1) E’ contemplato l’impegno per sviluppare l'edilizia ad impatto energetico zero?

Risposta:

Casa e abitare sostenibile: L’attenzione verso gli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto deve passare anche attraverso le iniziative dei privati. San Donà Futura vuole promuovere gli interventi di ristrutturazione edilizia a fronte di misure per il contenimento dei consumi e del risparmio energetico, incentivando il risanamento del patrimonio edilizio esistente o la costruzione di immobili con metodi e materiali ecologici e sostenibili.

Operativamente

-           Sarà data la possibilità di scomputare il maggior volume in ampliamento, sia dall’indice di fabbricabilità fissato, sia dal contributo di costruzione, al fine di realizzare serre solari con vincolo di destinazione per minimizzare la dispersione termica e massimizzare gli apporti solari;

-           Sarà prevista la possibilità di ampliamenti, anche in centro storico, subordinati al recupero energetico del fabbricato;

-           Sarà incentivato l’utilizzo di materiali, tecniche costruttive, componenti per l’edilizia, impianti, elementi di finitura e arredi fissi biocompatibili, sostenibili, ecologici e non nocivi per la salute;

-           Sarà incentivata la realizzazione di tetti verdi (da irrigare con la captazione delle acque meteoriche);

 

2) E’ contemplato l’impegno per razionalizzare le spese dell’Amministrazione ed i costi della politica (partecipate, consorzi, etc…)?

Risposta:

Bilancio e risorse pubbliche

Fino ad oggi l’approccio utilizzato dall’amministrazione comunale è stato quello di riproporre gli stanziamenti di bilancio, per categorie di spesa, sulla base dei bilanci precedenti, utilizzando il sistema “copia incolla”. SAN DONA’ FUTURA intende ribaltare completamente il metodo di formazione del bilancio, garantendo le spese obbligate (es. costi per il personale) e deliberando interventi ed investimenti secondo le priorità dei cittadini. Durante il nostro mandato ascolteremo la gente del centro e delle frazioni di : Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella, Santa Maria di Piave, sulle loro priorità. Il bilancio del Comune di San Donà di Piave sarà predisposto sulle priorità evidenziate dagli abitanti, sarà scritto con e per gli abitanti.

Operativamente

-           Saranno tagliate spese correnti per oltre 1,2 milioni di Euro all’anno;

-           I beni immobili del Comune, non utilizzati saranno ceduti ai privati con procedura aperta;

-           le aziende comunali e le partecipazioni in aziende pubbliche saranno cedute ai privati;

-           per gli investimenti futuri si farà sempre ricorso al project financing (finanza di progetto);

-           per progetti di riqualificazione e di avviamento al lavoro si farà ricorso, unitamente alle associazioni sindacali e di categoria, ai fondi comunitari;

-           nessuna ulteriore imposta locale o addizionale sarà introdotta;

-           le entrate comunali saranno monitorate annualmente per evitare fenomeni di evasione;

-           sarà riconsiderata l’attuale pianta organica dell’amministrazione comunale e saranno riorganizzati gli uffici ed i servizi utilizzando il personale in forza, secondo le proprie specifiche competenze, nel rispetto della progressione della carriera.

-           Nessun dipendente comunale potrà ricoprire uffici direttivi o assumere incarichi retribuiti, all’interno di società, imprese o associazioni che svolgono attività a rilevanza pubblica;

-           Tutte le consulenze esterne saranno assegnate sulla base di una gara d’appalto in forma di contratto quadro aperta a tutti (durata anni quattro). Gli incarichi saranno, quindi, proposti ai vincitori del contratto quadro in base all’offerta migliore e al principio di rotazione.

-           Tutte le spese dell’amministrazione comunale saranno pubblicate mensilmente sul sito e sugli organi di stampa locali.

 

3) E’ contemplato l’impegno per promuovere l’unione dei servizi tra i comuni limitrofi?

Risposta:

Il territorio urbanistico dei quattro comuni citati si fonde inevitabilmente ed è caratterizzato dagli stessi problemi. La popolazione residente ha le stesse consuetudini e tradizioni, e soprattutto vive delle medesime risorse.

Se negli ultimi 10 anni San Donà di Piave, Noventa di Piave, Musile di Piave e Fossalta di Piave avessero unito i comuni avrebbero potuto usufruire di oltre 50 milioni di trasferimenti dello Stato, in più di quelli ricevuti, e di oltre 50 milioni di economie di bilancio (con la possibilità di realizzare le infrastrutture necessarie ad una grande città), senza perdere il Tribunale o sacrificare lo sviluppo dell’Ospedale.

Solo rivolgendo tutti i nostri sforzi politici e amministrativi per trovare un’intesa e una forma di aggregazione che ci conduca ad una politica di sviluppo e crescita comune potremo avere un futuro indipendente.

L’idea del terzo ponte sul Piave è definitivamente tramontata ed ora bisognerà restituire il denaro versato dalle imprese, ciò non toglie che altre soluzioni, anche meno costose possano essere realizzate per collegare i quattro comuni ad ovest.

operativamente

-           Dare completa attuazione all’accordo sottoscritto dai sindaci dei quattro comuni in data 3 febbraio 1999.

-           Costituire una consulta dei comuni della Città del Piave in materia di assetto del territorio, sviluppo urbano ed economico;

-           Costituire un organismo unico di gestione degli appalti di servizi, forniture e lavori composto dai tecnici dei quattro comuni;

-           Costituire un organismo unico per la ricerca e l’incentivazione degli investimenti (anche esteri) nel territorio, composto dai responsabili delle strutture comunali e delle associazioni di categoria;

-           Co-gestire , nei prossimi cinque anni, almeno alcuni servizi comunali su base territoriale: polizia urbana, sicurezza, ambiente e protezione civile e rifiuti.

Nessuna delle strutture proposte dovrà costituire un maggiore onere per la collettività e per il bilancio degli enti.

 

4) E’ contemplato l’impegno per garantire la banda larga nel comune e nelle frazioni?

Risposta:

Voce cultura : -           La città sarà interamente dotata di rete a Banda Ultra Larga a disposizione di imprese, studenti, professionisti e Pubblica amministrazione;

 

5) E’ contemplato l’impegno per la realizzazione nel medio termine dell’ospedale unico nell’Asl 10?

Risposta:

No perché riteniamo che il problema della sanità debba essere affrontato in altri termini.

Salute

SAN DONA’ FUTURA si propone una ricognizione del sistema sanitario nel territorio e una valutazione delle cure e dell’assistenza offerta ai cittadini delle frazioni. In collaborazione con gli organismi dell’ ASL preposti saranno migliorati i servizi ambulatoriali sul territorio.

Operativamente

-           In collaborazione con l’ASL sarà riconsiderata la distribuzione territoriale degli studi di medicina generale;

-           Saranno incentivati gli studi associati territoriali;

-           Saranno valorizzati i servizi offerti dall’Ospedale (punto di riferimento per tutto il territorio del Veneto Orientale), in particolare il servizio di primo soccorso;

-           Saranno promosse campagne per la prevenzione e la sensibilizzazione dei cittadini (giornate senza smog, sport, indagini mediche sui fattori di rischio nel territorio, ecc);

-           In collaborazione con le organizzazioni esistenti (AVIS, Amici del cuore, Diabetici, Dializzati, ecc) saranno promossi programmi di controllo gratuito per gli anziani e cittadini a rischio.

 

6) Pensa che la TAV sia un’infrastruttura da realizzare o no? … e l’autostrada del mare?

Risposta:

Riteniamo che il raddoppio della linea ferroviaria esistente possa essere una soluzione. Per quanto riguarda l’autostrada del mare riteniamo che vada potenziata la rete viaria esistente.

 

7) Come pensa di gestire le grandi opere realizzate dall’amministrazione uscente: Teatro Astra? Piazza Indipendenza? Tribunale?

Risposta:

Il tribunale sarà restituito al suo legittimo proprietario ed il contratto di locazione risolto per causa di forza maggiore, il teatro Astra andrà ridimensionato sia in termini di opera strutturale che in termini finanziari, la Piazza Indipendenza è ormai realizzata, ora si dovranno risanare gli edifici che la circondano.

 

8) Raccolta differenziata dei rifiuti: bene così o è necessario migliorare?

Risposta:

Siamo del parere che prima di perseguitare con pesanti sanzioni i cittadini che commettono qualche errore nella suddivisione dei rifiuti, bisognerebbe aiutarli con degli avvisi. Per un’economia di gestione siamo convinti che la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti dovrebbe essere appaltato ad una sola società sul territorio dei quattro comuni.

 

9) Quali azioni pensa di attivare per promuovere la trasparenza tra amministrazione e cittadini?

Risposta:

-           Costituire un organismo unico di gestione degli appalti di servizi, forniture e lavori composto dai tecnici dei quattro comuni;

-           Tutte le consulenze esterne saranno assegnate sulla base di una gara d’appalto in forma di contratto quadro aperta a tutti (durata anni quattro). Gli incarichi saranno, quindi, proposti ai vincitori del contratto quadro in base all’offerta migliore e al principio di rotazione.

-           Tutte le spese dell’amministrazione comunale saranno pubblicate mensilmente sul sito e sugli organi di stampa locali.

Letto 7079 volte Ultima modifica il Martedì, 16 Aprile 2013 20:13

Commenti  

#2 Alessandro 2013-04-25 22:00
Argomento "off topic" ma, facendo riferimento alla Sua affermazione: "...per gli investimenti futuri si farà sempre ricorso al project financing (finanza di progetto) ..." e riconoscendo l'esperienza che ha, Le sarei grato se potesse dire due parole sul project financing dell'ospedale dell'Angelo. Grazie
#1 carlo crotti 2013-04-22 08:22
a proposito della linea Alta Velocità, le allego la mail che ho mandato al cons. reg. Fracasso la scorsa settimana. Spero di arricchire in questo modo le opzioni politiche a sua disposizione.
Buona lettura
Carlo Crotti
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COPIA
Egr. Consigliere Fracasso
Mi è capitato di leggere l’articolo (allegato) che la riguarda e che riporta alcune sue considerazioni a proposito delle infrastrutture in Veneto, realizzabili e non.
Le confesso che non mi dispiace vedere qualcuno che sposta il trasporto dall’asfalto al ferro. Aspetto però di vedere se lei sarà altrettanto coerente nel pretendere una profonda e conseguente revisione del PTRC adottato dalla Giunta nel luglio scorso, nel quale strade in project f. sovrabbondano.
Entrando nel merito del suo ragionamento, temo che lei, come altri del Part. Dem. Veneto, siate ancora imprecisi nella descrizione del problema logistico in Veneto , come pure dei vincoli per i vari stadi in cui si compone.
Mi spiego meglio.
Converrà sul fatto che il Terminal off shore veneziano (TOS) è l’interfaccia mare-terra, da cui far partire tutti i nostri ragionamenti. Senza di questo, tutte le altre TAV-TAC e autostrade sono investimenti in pura perdita. Ma affinchè quella banchina abbia successo, occorre che raggiunga e mantenga un volume di movimentazione che la renda conveniente agli occhi delle grandi Compagnie di navigazione. Risalire e dover ridiscendere l’Adriatico, non la favorisce rispetto ai porti sul Tirreno.
Qualora Genova da sola raggiungesse i traguardi del suo Piano Portuale (B.R.U.C.O.) , ovvero 10 mln di teu, penso che a regime il TOS dovrebbe movimentare almeno 5 mln di teu/anno, per restare interessante.
Pensa lei che potrà funzionare se il Mose alzerà, come previsto, i suoi cassoni 1 giorno su 3 all’anno, obbligando tutto il normale traffico navale a passare attraverso le conche di navigazione?
Pensa lei che il prof. Costa e chi gli succederà riuscirà a far transitare in contemporanea anche le altre navi: le RoRo, le rinfuse, le dry bulk, passeggeri … etc, ?
Se le conche del Mose sono un vincolo, ha senso indirizzare solo su Marghera, il traffico principale tra la terra ferma e il TOS, condizionandone il lavoro ? Ed anche in questo caso quanti convogli e binari occorrono tra il porto e la stazione di Mestre per movimentare quei volumi ?
Caro Consigliere, temo che nel suo articolo, manchi qualcosa : mancano i numeri per dare un senso compiuto all’idea esposta nell’articolo. In questo scenario ha poca importanza se i treni viaggeranno a 350 0 200 km/ora. Quello che bisogna ammettere è che Mestre non può essere il solo capolinea ferroviario e autostradale del TOS.
Va invece sfruttata l’elasticità distributiva che i battelli fluvio-marittim i possono consentire, arrivando per via d’acqua a congiungere il TOS : al Corridoio 1 verso la Germania - raggiungendo Mantova navigando sul Fissero Tartaro Canal Bianco, (canale quasi pronto) ; come pure collegandosi a Monfalcone, capolinea del Corridoio Baltico - costeggiando il Veneto orientale. Così facendo, i carichi destinati al di fuori del NordEst non hanno bisogno di entrare in laguna e noi non dobbiamo preoccuparci di quadruplicament i e relativi investimenti. Sapendo che le attuali linee ferroviarie vero Milano e Trieste sono sotto utilizzate, non pensa anche lei a questo punto che le vie d’acqua esistenti posson bastare ?
In un sistema logistico distribuito su più scali a cui fanno capo altrettante linee ferroviarie, il TOS diventerà davvero interessante per le Compagnie navali, perché i tempi di consegna e partenza dei loro containers verranno molto più facilmente rispettati. Non deve essere un caso se nessuna di quelle ha finora risposto positivamente agli inviti di Costa di investire sul TOS !
L’idrovia navigabile tra Padova e l’Adriatico, che è ragione sociale del mio Sodalizio, comiuga in questo contesto non solo il suo insostituibile ruolo di governo della sicurezza idraulica del Veneto centrale, ma anche la disponibilità di un fondamentale spazio retroportuale dello scalo lagunare.
A mio avviso è una battaglia di retroguardia il contrasto politico tra chi nel suo partito resta ostile al completamento dell’idrovia navigabile e si illude che la TAV “risolva”. Avrà certamente notato anche lei che colui che lo afferma, non mai ha affiancato i numeri e relativi costi alle sue proposizioni.
Vorrei in conclusione cogliere l’occasione per suggerirle un’azione politica su cui riflettere e magari intervenire.
Si è mai chiesto perché lo studio di fattibilità del canale navigabile dell’idrovia Padova-Mare (c.d. PD-VE), approvato in Finanziaria Reg. nel febbraio 2011 e consegnato a fine settembre 2013, giace da 6 mesi sul tavolo dell’ass. M. Conte ? Forse che a Zaia e alla maggioranza che lo sostiene non conviene renderlo pubblico ?
Anche se per ipotesi il completamento dell’idrovia costasse 400 mln, l’alluvione del nov. 2010 , tra Padova e Venezia, ha procurato danni per circa 1 miliardo. Se ci aggiungiamo anche quelli causati dai vasti allagamenti nel veneziano e a Mestre degli anni precedenti , non le pare evidente che lo sforzo finanziario vale al candela ?
Augurandomi di averle offerto argomenti su cui ragionare - temi che del resto avevo mandato al suo indirizzo di posta anche in passato - spero di leggere in futuro ben altri interventi.
Anche da parte di tutti coloro che in parallelo ricevono la presente. Giornalisti compresi.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro
dr. Carlo Crotti (presidente)
ASS. “SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”
IV° Strada n°3 Zona Ind. 35129 Padova tel 347 8665730 www.idroviapadovamare.org
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