Martedì, 16 Aprile 2013 20:03

Marina Alfier - LISTA SINISTRA-SANDONA'

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Marina Alfier - LISTA SINISTRASANDONA'

 

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1) Nel nostro programma è certamente previsto l'impegno per lo sviluppo di edilizia ad impatto energetico zero, soprattutto dotando di strumentazione le strutture pubbliche(scuole- edifici comunali ecc). Si consideri però che l'impatto della crisi economica è fortissimo e se fino a qualche anno fa la quasi totale economia di questo territorio era basata sull'edilizia ora non resta che il recupero del patrimonio esistente; prima di  tutto perchè il territorio è devastato dal cemento e poi perchè a San Donà l'invenduto, soprattutto abitativo ma anche commerciale e direzionale, è enorme. Spero tanto che finalmente i programmi elettorali escano dalla banalità che ha caratterizzato l'ultimo decennio e si cominci a fare i conti con la realtà tenendo conto dei bisogni della gente e soprattutto del potere d'acquisto dei salari.

2)Il nostro sarà un impegno totale per la razionalizzazione delle spese della pubblica amministrazione e dei costi della politica; abbiamo fatto 5 anni di opposizione ferma dall'esterno del palazzo contro gli sprechi e gli sperperi della giunta di centrodestra-lega; continueremo a farlo in o fuori dal consiglio comunale innanzitutto proponendo l'eliminazione di tutti gli incarichi inutili e il ricorso troppo frequente delle consulenze esterne; poi riducendo il numero dei dirigenti "fedeli" alla giunta di turno, valorizzando il personale dipendente esistente con ricorso anche a formazione permanente. Proponiamo la riduzione drastica degli stipendi degli amministratori comunali, dei CDA nelle partecipate e nei consorzi.

3) Siamo d'accordo per il consorzio dei servizi pubblici tra i comuni della zona; se ciò è finalizzato all'ottimizzazione delle risorse e al risparmio è senz'altro utile; se invece si pensa di inventare un consorzio come ennesimo carozzone per la sistemazione di amici, parenti,conoscenti , allora dissentiamo. Ovviamente ci vorranno forme di controllo e di verifica costante affinchè questo non avvenga.

4) D'accordo per la banda larga nel comune e nelle frazioni.

5) Non condividiamo l'idea della costruzione dell'ospedale unico del V.O. perchè verrebbero sotratti fondi utilissimi al mantenimento della sanità pubblica. Si rischia di fare lo stesso errore commesso per la costruzione dell'ospedale all'Angelo di Mestre che ha prosciugato le sostanze della sanità non solo della provincia di venezia ma perfino regionali. Siamo per il recupero, la valorizzazione e la specializzazione dei nosocomi esistenti, eliminando i doppioni e finalizzando ciascuno a funzioni specialistiche definite; piuttosto si concentrino le risorse finanziarie per dotare della strumentazione mancante e delle professionalità mediche e paramediche necessarie. Al posto dell'ospedale unico si pensi alla rete delle RSA di cui si sta parlando da decenni senza concludere nulla.La sanità pubblica non ha bisogno di edilizia ospedaliera bensì di competenze; più sanità e meno amministrazione.

6) NO TAV nè alta nè bassa! E' un'opera inutile che devasta il territorio, non porta occupazione e indebolisce le già ridotte risorse finanziarie del paese. siamo contrari all'autostrada del mare; è semplicemente un modo per fare cassa sfruttndo il fatto che con l crisi economica aumenta il numero dei pendolari del mare e dei domenicali che arrivano dal bellunese e dal trevigiano; senza contatare che l'adeguamento della treviso mare costa un occhio della testa. Anche questo è un sistema per creare ingiustizia tra chi può permettersi l'albergo a 5 stelle a jesolo e chi al mare ci può andare solo la domenica.

7) Tribunale-teatro Astra- Piazza Indipendenza e molto altro sono realizzazioni pagate a caro prezzo dai sandonatesi;  esse hanno sottratto molto denaro pubblico e continueranno a sottrarlo nel tempo; il governo lega-centrodestra lascia in eredità un bilancio disastroso da questo punto di vista e soprattutto per il tribunale (ma non solo) una convenzione con il privato che sarà impossibile onorare. Il danno è ormai fatto e chi subentrerà dovrà dotarsi di intelligenza, onestà e trasparenza per affrontare questi nodi.

8)La raccolta differenziata così com'è impostata è insufficiente; manca ancora la cultura della differenziazione perchè alla differenziazione non ha mai fatto seguito il risparmio per le famiglie. Per differenziare bene bisogna essere incentivati a farlo; si riduca la TIA e prossima TARES e la gente collaborerà di più. Su questo il nord europa e qualche esempio virtuoso italiano insegnano. Le aziende che gestiscono la raccolta rifiuti devono fornire maggior strumentazione e servizio adeguato. Il pubblico amministratore deve mettere maggior attenzione sull'appalto.

8) la partecipazione popolare alle scelte pubbliche è fondamentale; la nostra ricetta (non di oggi) è quella di favorire la nascita di consigli di quartiere, di strada, di frazione. Proponiamo il bilancio partecipato, nato dal basso, e quello discusso in consiglio comunale ed approvato deve essere la sintesi delle necessità vere della città. Tutte le delibere devono essere pubbliche e visionabili da tutti in qualsiasi momento e contesto; anche le determine dei dirigenti. Siamo contrari a qualsiasi forma di società patrimoniale, tanto di moda negli ultimo tempi.

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Commenti  

#1 carlo crotti 2013-04-22 08:19
a proposito di NO TAV, le allego una mail che ho mandato al cons. reg. Fracasso (PD) la scorsa settimana.
Buona lettura
Carlo Crotti

COPIA
Egr. Consigliere Fracasso
Mi è capitato di leggere l’articolo (allegato) che la riguarda e che riporta alcune sue considerazioni a proposito delle infrastrutture in Veneto, realizzabili e non.
Le confesso che non mi dispiace vedere qualcuno che sposta il trasporto dall’asfalto al ferro. Aspetto però di vedere se lei sarà altrettanto coerente nel pretendere una profonda e conseguente revisione del PTRC adottato dalla Giunta nel luglio scorso, nel quale strade in project f. sovrabbondano.
Entrando nel merito del suo ragionamento, temo che lei, come altri del Part. Dem. Veneto, siate ancora imprecisi nella descrizione del problema logistico in Veneto , come pure dei vincoli per i vari stadi in cui si compone.
Mi spiego meglio.
Converrà sul fatto che il Terminal off shore veneziano (TOS) è l’interfaccia mare-terra, da cui far partire tutti i nostri ragionamenti. Senza di questo, tutte le altre TAV-TAC e autostrade sono investimenti in pura perdita. Ma affinchè quella banchina abbia successo, occorre che raggiunga e mantenga un volume di movimentazione che la renda conveniente agli occhi delle grandi Compagnie di navigazione. Risalire e dover ridiscendere l’Adriatico, non la favorisce rispetto ai porti sul Tirreno.
Qualora Genova da sola raggiungesse i traguardi del suo Piano Portuale (B.R.U.C.O.) , ovvero 10 mln di teu, penso che a regime il TOS dovrebbe movimentare almeno 5 mln di teu/anno, per restare interessante.
Pensa lei che potrà funzionare se il Mose alzerà, come previsto, i suoi cassoni 1 giorno su 3 all’anno, obbligando tutto il normale traffico navale a passare attraverso le conche di navigazione?
Pensa lei che il prof. Costa e chi gli succederà riuscirà a far transitare in contemporanea anche le altre navi: le RoRo, le rinfuse, le dry bulk, passeggeri … etc, ?
Se le conche del Mose sono un vincolo, ha senso indirizzare solo su Marghera, il traffico principale tra la terra ferma e il TOS, condizionandone il lavoro ? Ed anche in questo caso quanti convogli e binari occorrono tra il porto e la stazione di Mestre per movimentare quei volumi ?
Caro Consigliere, temo che nel suo articolo, manchi qualcosa : mancano i numeri per dare un senso compiuto all’idea esposta nell’articolo. In questo scenario ha poca importanza se i treni viaggeranno a 350 0 200 km/ora. Quello che bisogna ammettere è che Mestre non può essere il solo capolinea ferroviario e autostradale del TOS.
Va invece sfruttata l’elasticità distributiva che i battelli fluvio-marittim i possono consentire, arrivando per via d’acqua a congiungere il TOS : al Corridoio 1 verso la Germania - raggiungendo Mantova navigando sul Fissero Tartaro Canal Bianco, (canale quasi pronto) ; come pure collegandosi a Monfalcone, capolinea del Corridoio Baltico - costeggiando il Veneto orientale. Così facendo, i carichi destinati al di fuori del NordEst non hanno bisogno di entrare in laguna e noi non dobbiamo preoccuparci di quadruplicament i e relativi investimenti. Sapendo che le attuali linee ferroviarie vero Milano e Trieste sono sotto utilizzate, non pensa anche lei a questo punto che le vie d’acqua esistenti posson bastare ?
In un sistema logistico distribuito su più scali a cui fanno capo altrettante linee ferroviarie, il TOS diventerà davvero interessante per le Compagnie navali, perché i tempi di consegna e partenza dei loro containers verranno molto più facilmente rispettati. Non deve essere un caso se nessuna di quelle ha finora risposto positivamente agli inviti di Costa di investire sul TOS !
L’idrovia navigabile tra Padova e l’Adriatico, che è ragione sociale del mio Sodalizio, comiuga in questo contesto non solo il suo insostituibile ruolo di governo della sicurezza idraulica del Veneto centrale, ma anche la disponibilità di un fondamentale spazio retroportuale dello scalo lagunare.
A mio avviso è una battaglia di retroguardia il contrasto politico tra chi nel suo partito resta ostile al completamento dell’idrovia navigabile e si illude che la TAV “risolva”. Avrà certamente notato anche lei che colui che lo afferma, non mai ha affiancato i numeri e relativi costi alle sue proposizioni.
Vorrei in conclusione cogliere l’occasione per suggerirle un’azione politica su cui riflettere e magari intervenire.
Si è mai chiesto perché lo studio di fattibilità del canale navigabile dell’idrovia Padova-Mare (c.d. PD-VE), approvato in Finanziaria Reg. nel febbraio 2011 e consegnato a fine settembre 2013, giace da 6 mesi sul tavolo dell’ass. M. Conte ? Forse che a Zaia e alla maggioranza che lo sostiene non conviene renderlo pubblico ?
Anche se per ipotesi il completamento dell’idrovia costasse 400 mln, l’alluvione del nov. 2010 , tra Padova e Venezia, ha procurato danni per circa 1 miliardo. Se ci aggiungiamo anche quelli causati dai vasti allagamenti nel veneziano e a Mestre degli anni precedenti , non le pare evidente che lo sforzo finanziario vale al candela ?
Augurandomi di averle offerto argomenti su cui ragionare - temi che del resto avevo mandato al suo indirizzo di posta anche in passato - spero di leggere in futuro ben altri interventi.
Anche da parte di tutti coloro che in parallelo ricevono la presente. Giornalisti compresi.

Grazie dell’attenzione e buon lavoro
dr. Carlo Crotti (presidente)
ASS. “SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”
IV° Strada n°3 Zona Ind. 35129 Padova tel 347 8665730 www.idroviapadovamare.org
Associazione iscritta nel Registro Comunale di Padova delle
“LIBERE FORME ASSOCIATIVE e delle COOPERATIVE SOCIALI” n° 1477 nella sezione tematica n° 7:
“TERRITORIO – URBANISTICA – TUTELA AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE”
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