Lunedì, 21 Febbraio 2011 10:42

I due tracciati: impossibile oggi prendere posizione.

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Al fine di prendere una determinata posizione sul tracciato della TAV è, a mio avviso, indispensabile essere in possesso di tutti gli elementi necessari per poter giudicare.

Soprattutto sotto il profilo dell’impatto ambientale.

 

Allo stato sappiamo poco per quanto riguarda l’impatto ambientale del tracciato “basso”, anche alla luce della diversa situazione territoriale che verrà a crearsi da qui al momento di realizzazione della nuova linea ferroviaria che, ad esempio, verrà ad incrociarsi con la nuova Autostrada del Mare.

L’impatto sul territorio potrebbe essere devastante.

Ma è sul tracciato “alto” che vi sono ancora maggiori dubbi, se possibile.

Non tanto perché uno sia migliore dell’altro, quanto perché di tale secondo possibile tracciato non sappiamo proprio nulla: ad oggi si tratta di un semplice “segno rosso” sulla carta geografica.

Per questo, ancora il 14 dicembre scorso, ho chiesto unitamente alla LIPU di San Donà, al Ministero dell'Ambiente, alla Giunta Regionale del Veneto, al Ministero per le infrastrutture e dei Trasporti e ad RFI S.p.a. la cosiddetta “informazione ambientale” in ordine ai due possibili tracciati.

Chiedevamo di avere i dati concreti ed i documenti sugli effetti ambientali della Tav, sui differenti impatti sull'ecosistema dei due tracciati, sui motivi per cui, dal punto di vista ambientale, un tracciato dovrebbe essere migliore dell'altro.

A distanza di due mesi dalla richiesta nessuno si è degnato di risponderci.

Per questo abbiamo presentato ricorso al TAR del Veneto, chiedendo che il Tribunale ordini a tutte le amministrazioni coinvolte di fornire la documentazione richiesta.

Riteniamo, infatti, indispensabile poter esaminare gli studi e tutte le valutazioni di carattere ambientale che sottendono ad una scelta di così grande impatto sull'ecosistema.

Stiamo discutendo da mesi, ma ancora non sappiamo concretamente cosa comporterà la Tav: c'è chi dice che bisognerà abbattere 2000 case e chi 200; chi dice che i binari correranno su un terrapieno alto otto metri e chi due; chi sostiene che vi sarebbe un impatto ambientale meno grave per un tracciato, chi per l'altro.

Se queste valutazioni sono state fatte, ci devono essere fornite.

Se non sono state fatte è ancora peggio, perchè ci viene chiesto di assumere decisioni importantissime, senza conoscere gli elementi su cui si fondano.

Alberto Teso

 

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Letto 20272 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Aprile 2011 18:59

Commenti  

#5 cucù 2011-03-05 22:07
.... scusate, leggo su questo blog che la realizzazione di questa grande opera, alta o bassa che sia sarà portata a compimento fra un quarto di secolo (con i tempi italiani) forse si prolungherà un pò più a lungo. Ma siamo certi che fra 25/30 anni il tipo di trasporto persone sarà ancora quello su rotaia tradizionale?. Guardate che non sto parlando di fantascienza cioè di teletrasporto o di tunnel aereo in assenza di gravità e vuoto dove si potrà viaggiare a velocità astronomica proiettando capsule con passeggieri a bordo.
Oggi 5 marzo 2011 ha inaugurato il suo primo viaggio il "Hayabusa" treno ad altissima velocità su rotaia tra Tokio e Aomori (320Kmh) , ma è previsto per il 2027 l'entrata in servizio del treno a levitazione magnetica (MAGLEV) record mondiale di velocità già nel 2003 (581 kmh) treno che entrerà in esercizio fra Tokio e Nagoya,
e fra Tokio e Osaka nel 2045.
Noi siamo nel 2011 + 25 qiundi nel 2036 su rotaia tradizionale.
Non sarebbe il caso di guardare un poco al futuro? di pensare all'anno di realizzazione della TAV, per non correre il rischio che venga discusso ora un progetto innovativo, ma realizzata un'opera vecchia al suo compimento.
Ah povera Europa vecchio continete.
+1 #4 cucù 2011-02-27 15:51
Buongiorno,
vedo che da un pò di tempo l'argomento che tiene banco è la TAV, da cittadino mi sento di dire: quanta confusione c'è sul possibile tracciato, alto, basso, (neanche le gonne della nota valletta S. Ciuffini hanno avuto tante variazioni) ogni giorno c'è una dichiarazione da parte di chi sae la smentita di chi altrettanto sa. Quello che non emerge è il buon senso nel fare un tracciato che vada oltre il denaro, che premi la gente e il territorio.
Tempo fa in in piazza a Musile c'era un bel poster che raffigurava un Indiano Pellerossa e uno slogan che se ricordo bene ci metteva in guardia, ricordandoci la loro chiusura in una riserva. Ma gli abitanti di Musile, chiusi su un lato dal Piave su uno dall'autostrada del mare un giorno dalla TAV come faranno ad uscire da questo "recinto".
Scusate ancora io sono rimasto al vecchio argomento passato di moda o forse non fa più notizia IL TERZO PONTE
che non si farà mai, e quello dell'autostrada che non ci interessa, VOGLIAMO CHIUDERE DEFINITIVAMMENT E QUESTO ARGOMENTO APERTO DA TROPPO TEMPO?
VOGLIAMO LA RESTITUZIONE DEI SOLDI VERSATI DAGLI IMPRENDITORI GIA' DA TROPPI ANNI PER LA SUA REALIZZAZIONE, 2,5 MILIONI DI EURO RIMESSI SUL TERRITORIO LOCALE NON SONO POCHI E DAREBBERO ALL'ECONOMIA LOCALE UNA PICCOLA SPINTARELLA
e poi si possono affrontare nuove sfide.
Ritornando alla TAV, penso che a Musile c'è il mare "laguna" la vogliamo proprio tagliare con autostrade e linee ferroviarie e regalarla a Jesolo? (almeno, che 4 capponi ce li diano anche loro). scusate le ironie e buon lavoro.
+1 #3 Federico bonollo 2011-02-22 14:37
Secondo il parere dei Valsusini, fanno così solo perchè hanno già deciso il tracciato e cercano di portarlo avanti in fretta in modo che non si formi troppa contestazione.

Il giorno che Chisso metterà per iscritto in un documento ufficiale che possiamo scegliere anche gli altri 2 tracciati allora potremo fidarci.

Domanda: dove troveranno i soldi per fare gli altri progetti? Hanno speso milioni di Euro per fare quello litoraneo entro il 31 Dicembre, se lo bocciamo cosa succede?
+2 #2 Michele Marangon 2011-02-22 12:54
No, non credo che sia "impossibile prendere posizione oggi" sul tracciato della TAV. Quel che è oggettivamente impossibile, questo sì è scegliere, ossia pronunciarsi per un tracciato invece che per un altro. Su questo Teso ha perfettamente ragione e su questa posizione si trova un accordo praticamente unanime. Giovedì scorso il Consiglio Comunale di S.Donà ha votato all'unanimità una presa di posizione che appunto denuncia come non siamo stati messi in condizione di esprimere "una corretta valutazione" perché ci è stato posto davanti un solo tracciato ed una pallida simulazione di confronto con altre ipotesi le cui "soluzioni alternative non presentano pari definizione".
E tuttavia prendere posizione era (e resta possibile); io credo che fosse anzi doveroso.
Possiamo tranquillamente pronunciarci sul tracciato che conosciamo al massimo livello di definizione possibile attualmente, quello di progetto preliminare, il tracciato "basso" attraverso la bonifica. Nel dettaglio ancora una volta a S.Donà ci siamo pronunciati unanimemente: 15 pagine di osservazioni chiare e durissime che hanno fatto titolare congiuntamente alla stampa locale "S.Donà dice NO al tracciato basso". Nella sostanza è così, eppure...
Eppure, al momento di assumere la posizione sintetica, conclusiva, l'unanimità è venuta meno. La maggioranza ha preferito "non dire NO" e arroccarsi sulla posizione "non siamo in grado di pronunciarci".

Su quel che c'è, noi siamo invece in grado di prendere posizione.
Il tracciato che ci è stato presentato è tremendo.
Le ragioni per scegliere questo invece di altri (la scelta ricordiamolo è già stata fatta l'11 luglio 2006 dalla Giunta della Regione) del tutto insufficienti e poco leggibili pure.

Abbiamo tutta la possibilità di dire legittimamente "No, questo no. Proponetecene un altro."
+5 #1 Federico bonollo 2011-02-21 17:15
Un piccolo appunto: i tracciati sono 3:

1) TAV LITORANEA

2) TAV SULL'AUTOSTRADA

3) AMMODERNAMENTO DELLA FERROVIA

Non confondete TAV con CORRIDOIO 5, l'Europa ci chiede di completare questo, che poi ammoderniamo o costruiamo la TAV è indifferente per loro.

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