Giovedì, 24 Febbraio 2011 06:20

Il Sindaco di San Stino di Livenza, Luigino Moro: " ...Riammodernamento vecchia ferrovia: perchè no? Riflettiamoci! - Incomprensibile la fermata al Marco Polo ..."

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Domanda: Quali pensa possano essere nei prossimi 20 anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: In un suo recente contribuito sul rapporto finale di “Futuri scenari, Politiche di Sviluppo del Veneto Orientale” pubblicato da VeGal nel dicembre del 2010, commentando l’aumento della popolazione del Veneto Orientale (nello studio sono ricompresi anche i comuni di Cavallino-Treporti e Quarto d’Altino) che, nel periodo 1981-2009, è stato di 42 mila unità, consentendo alla Provincia di Venezia - altrimenti in controtendenza - di avere, per lo stesso periodo, un saldo attivo della sua popolazione pari all’ 1,8%, il prof. Paolo Feltrin osserva:

“Preso atto della rapida crescita della popolazione sul territorio, la prima questione che si pone per il futuro è decidere se mantenere o meno simili tassi di crescita. Si vuole crescere o no? Infatti non è scontato che in futuro si debba ritenere desiderabile un aumento della popolazione con i ritmi degli ultimi anni. ....... La decisione non è influente:dato che l’area era poco popolata, fino ad oggi questa è stata una crescita “a bassa densità. Scegliere di crescere mantenendo questa caratteristica, comporta l’attuazione di politiche di densificazione dei poli esistenti. Ciò vuol dire “cementificare” San Donà e Portogruaro e non “cementificare” la campagna.

Scegliere invece di “farla finita con la cementificazione”, cioè di non crescere, implica che, o diminuisco  la popolazione od opto implicitamente per la cementificazione delle campagne lasciando la scelta ai singoli operatori.”

Se concordiamo con questi scenari proposti dal prof. Feltrin, mi pare che le prime considerazioni da farsi trovino argomentazioni forti anche nella riproposizione del progetto di costruzione della “Città del Piave” che avete lanciato nel vostro sito e anche in quella del Lemene, tra Portogruaro e Concordia Sagittaria. Solo in questo modo potremmo strutturare due poli importanti capaci di reggere meglio la  richiesta di alloggi e di spazi industriali e commerciali, preservando il resto del territorio la cui salvaguardia è fondamentale in funzione soprattutto del consolidamento del settore turistico che, con i suoi 25 milioni di presenze (comprendendo Cavallino – Treporti), rappresenta l’area più forte in assoluto in Italia.

La nostra proposta turistica si confronta, ormai, con il mondo intero e la concorrenza è globale.

Non si tratta di crescere ancora in termini quantitativi ma si deve migliorare la qualità per consolidare quanto è stato raggiunto. La salvaguardia del territorio agricolo retrostante le spiagge, la sua ricomposizione conformemente a quello che era il paesaggio della bonifica (troppi fossi sono stati chiusi e sostituiti con il drenaggio, troppi filari alberati sono stati eliminati in ossequio alla monocoltura) sono armi importanti che dobbiamo sfruttare.

Dobbiamo quindi governare attentamente questi processi partendo dalla costruzione della Città del Piave e di quella del Lemene per liberare la pressione antropica sui territori intermedi.

Lo sviluppo del nostro territorio nei prossimi decenni passa attraverso la saggia attuazione di una lungimirante architettura istituzionale.

La politica saprà essere all’altezza di questa sfida, dimenticando i localismi e i campanilismi, o sarà ancora una volta al traino di scelte economiche e imprenditoriali basate su convenienze immediate e parziali al di fuori di ogni programmazione?

Il quesito più difficile a cui rispondere mi pare proprio questo.

 

Domanda: Se pensa che la Tav sia necessaria, secondo lei, quale potrebbe essere l’impatto dei tracciati proposti per la Tav sullo sviluppo della economia locale? In sintesi, la Tav potrebbe essere un freno o uno stimolo allo sviluppo locale?

Risposta:Abbiamo recentemente approvato una delibera di Giunta1 e ci accingiamo a portare la questione all’attenzione del Consiglio Comunale dove presentiamo in modo esauriente le osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’unico progetto preliminare che ci è stato concesso di conoscere, cioè il tracciato a sud. Basterebbe scorrere la cronologia della consegna dei documenti da parte della Regione per dire senza paura di smentita che non si è volutamente voluto aprire alcuna procedura di concertazione preventiva sul progetto con i comuni interessati. La Tav , così come viene concepita del progetto preliminare, suddivide artificiosamente il territorio comunale in due parti, compromettendo in modo definitivo ed irrecuperabile l’organizzazione agraria dei suoli interessati. Come rilevato dalle osservazioni prodotte dalla Provincia, questa infrastruttura va ad intaccare zone sottoposte a vincoli ambientali ed archeologici senza dimenticare le coltivazioni agricole di pregio e fragili dal punto di vista geologico.

E tutto questo scempio per cosa poi? Non sappiamo niente sui possibili futuri scenari inerenti lo sviluppo del traffico viaggiatori e merci sulla tratta che ci interessa (Venezia – Trieste), se pensiamo che nel 2009 nell’attuale linea ferroviaria sono transitati in media 17 treni al giorno su una potenzialità di 42 treni. Tutto ciò la dice lunga su quale sia la volontà politica di incrementare seriamente il trasporto su ferro per ridurre gradualmente il trasporto su gomma. Sul trasporto su gomma non vorrei scoprire l’acqua calda se mi chiedo a chi interessi la riduzione di questo tipo di trasporto visto che rappresenta un business sotto il profilo fiscale!

Per non parlare poi della mancanza completa dell’analisi costi – benefici ed il piano economico – finanziario, documenti previsti dalla normativa, ma completamente trascurati. A proposito di costi/benefici che ve ne sembra spendere al massimo 2 miliardi di euro per rimodernare la linea esistente rispetto a spenderne 4/5 miliardi di euro – che ovviamente non ci sono – per arrivare una decina di minuti prima?

Nessuno mette in discussione il progetto europeo del corridoio cinque, ma leggiamo per favore cosa dice al riguardo il Parlamento Europeo nella decisione del 1996 in merito alla definizione di rete europea ad alta velocità! La tratta Venezia – Portogruaro attualmente consente velocità massime di 150Km/ora e con adeguati interventi di ammodernamento tecnologico potrebbe tranquillamente rispettare le caratteristiche richieste. Per la nostra obsoleta ferrovia potrebbe essere un’occasione unica per il suo rinnovo e conseguente uso adeguato.

In questo senso ci risulta che anche la Slovenia sia indirizzata ad investire le proprie risorse per recuperare la rete ferroviaria esistente. Riflettiamo, potrebbe essere la soluzione migliore!


Domanda: Quale domanda avrebbe voluto le fosse stata fatta sulla Tav?

Risposta: Tra le tante cose sconosciute e a dir poco incomprensibili mi chiedo perché la Tav deve fermare all’Aereoporto Marco Polo: potrei immaginare una sinergia con la metropolitana di superficie…. mi è incomprensibile capirne la logica……..sia mai che qualcuno riesca ad illuminarci in tal senso!

 

San Stino, 16/02/2011
Intervista raccolta da Mirco e Luciano

 

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Letto 48721 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Aprile 2011 18:59

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