Martedì, 08 Marzo 2011 13:50

Paolo Feltrin, docente di Scienza dell'Amministrazione dell'Università di Trieste: "...Perchè ci vorranno anni, troppi anni per fare la TAV?"

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Il prof. Feltrin, intervistato via email, ha così risposto alle nostre domande:

1) Quali pensa possano essere nei prossimi 20 anni, le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Terza corsia e tav sono un modo per aumentare le relazioni con il centro nord-europa (specie via Tarvisio) tanto per le persone, quanto per le merci e turisti. Inoltre treni più veloci consentono di agganciare il Veneto orientale e il Friuli agli assi forti del triangolo Venezia-Milano-Bologna invece di rimanerne isolati come accade ora.

2) Se pensa che la Tav sia necessaria, secondo lei, quale potrebbe essere l'impatto dei tracciati proposti per la Tav sullo sviluppo della economia locale? In sintesi, la Tav a sud potrebbe essere un freno o uno stimolo allo sviluppo locale?

La domanda non ha senso. Da che mondo è mondo un'infrastruttura porta beneficio ai territori che attraversa, semmai ci si può chiedere se il gioco valga la candela, ovvero se lo sviluppo atteso compensa gli inevitabili costi ambientali di un'opera del genere. La mia risposta è comunque positiva, ma capisco che ci possano essere anche opinioni diverse.

3) perché secondo Lei, la Tav dovrebbe avere una fermata all'aereporto Marco Polo?

Tra avere una fermata all'aereoporto e non averla Catalano (personaggio televisivo che incarnava tutto ciò che è "ovvio") direbbe che è meglio averla. Così rispondo anch'io.

4) Quale domanda avrebbe voluto vi fosse stata fatta sulla TAV?

Perchè ci vorrano anni, troppi anni per farla?

Letto 91914 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Aprile 2011 18:58

Commenti  

#11 giorgia 2011-03-29 13:52
prof.Feltrin,se l'obbiettivo di un prosperoso futuro è indiscutibile e finalità di qualsiasi comune cittadino e politico che intraprende decisioni importanti per il territorio ,non si può non avere dati e progetti adeguati a confronto.Costi benefici,quanti tà di merci trasportabili,p rogetti di mobilità a confronto,leggi per l'incentivazion e di trasporto su rotaia e limitazioni su trasporto su gomma.Non ho trovato nessuna di queste indiscutibili priorità.Se il costo di una progettazione adeguata è il tempo non possiamo fare a meno di perderlo anche se come bene lei sa, di tempo ne avevamo e ci siamo ritrovati con un progetto inadeguato incompleto portato in comunità europea oltrettutto indiscutibile.M e ne rammarico.Inolt re ogni comune cittadino umanamente per logica avrebbe pensato a considerare la linea storica ed eventualmente ai nodi del tracciato ferroviario,l'a ssurdo è presentare una corsia preferenziale diversamente alimentata alettricamente come unica possibilità al vero scopo dell'opera che è la mobilità .Allora che dire, si parla di manufatto civile o di servizio?
-2 #10 Paolo Feltrin 2011-03-18 18:31
signor Daniele
è proprio ragionando così che a metà annni settanta si è fatta una legge che vietava di costruire nuove autostrade. Trentacinque anni dopo ne stiamo ancora pagnando le conseguenze. Certo se si ragiona sui propri interessi di
oggi, senza pensare alle generazioni future, la decrescita va benissimo. Messa in questa prospettiva tutto quello che viene scritto è sensato e io ho nulla da replicare, tranne prevedere che i nostri figli ci acuseranno di bieco e rezionario egoismo collettivo per aver sacrificato il loro (magro) futuro in nome del nostro (comodo) presente.
#9 Paolo Feltrin 2011-03-18 18:28
signor Federico,

1) Spesso queste grandi opere sono in perdita, non a caso si prevedono contributi pubblici o tariffe aggiuntive. Se si conviene sulla loro utilità non vedo dove stia il problema.

2) Non è così: ovunque al mondo per discutere si parte da un progetto di base che viene portato all'attenzione pubblica per vagliarne pregi, difetti, varianti. A volte si fanno concorsi, gare, ecc. Altrimenti la discussione diventa sul sesso degli angeli.
+1 #8 Zanchettin Daniele 2011-03-17 18:50
La TAV serve allo sviluppo del Paese, ma forse bisognerebbe fermarci a discutere su cosa si intende per sviluppo del Paese.
Quanti sacrifici possiamo chiedere ancora al nostro territorio martoriato da strade, autostrade, zone commerciali, residenziali e industriali, ecc. a cui basta un po' di pioggia per mandarlo sott'acqua?
E la materia prima per costruire la TAV (milioni di mc di ghiaia, sabbia e acqua) dove andremo a repererirli dato che stanno scarseggiando le risorse primarie del pianeta (ricordiamoci dell'impronta ecologica)?
Non sarebbe il caso di uscire da quesa mania di consumismo e di globalizzazione del mercato che sta uccidendo il lavoro locale a favore di quello mondiale (Cina e India in prima fila) e a scapito di una qualità dei prodotti sempre più scarsa e pericolosa per la nostra salute?
Abbiamo una ferrovia obsoleta e poco utilizzata: recuperiamo quella. Avremo meno costi e meno tempo di attesa per vederne i risultati.
Se vogliamo uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di risultati subito e non fra 30 anni!
+1 #7 Federico Bonollo 2011-03-16 22:09
Egregio sig. feltrin, ma quali sono i vantaggi di un'opera che è in perdita finanziaria? come ben Lei saprà, negli altri stati PRIMA si discute e POI si porta il progetto, il contrario che qui, giustamente dopo si perdono anni perchè anzichè andare dritti alla meta ci sono i ricorsi al TAR, commissione europea etc etc.
+4 #6 michele marangon 2011-03-12 13:06
Sono perfettamente d'accordo con Lei.

Il fatto è che sulla linea TAV la discussione non c'è stata prima perché chi ha "deciso" per il tracciato basso ha deciso 4 anni fa (nell'estate 2006) senza discuterne con nessuno, anzi, facendo in modo di nascondere il più possibile (fino all'autunno 2010) la avvenuta decisione.
#5 Paolo Feltrin 2011-03-11 21:44
Il problema non è SE discutere ma QUANTO discutere prima di decidere: vanno bene 3 mesi?, 6 mesi?, 12 mesi? Dopo un qualsiasi tempo che definiamo tutti assieme ragionevole, come con il silenzio-assens o per le risposte delle pubbliche amministrazioni , la decisione dovrebbe essere presa senza ulteriori ritardi o indugi. Invece accade esattamente il contrario: le discussioni vanno avanti all'infinito con il solo scopo di bloccare la decisione, senza alcun limite temporale o procedurale. Tanto poi, anche a decisione presa, si continua a perorare la causa del blocco...con i ricorsi al tar, al consiglio di stato, alla corte europea, e chi più ne ha più ne metta. Ha senso questo modo di intendere la partecipazione e la democrazia? Non si tratta di una tecnica di ostruzionismo radicale, che rinuncia a qualsiasi etica della responsabilità, legittima una "democrazia discutadora" inefficiente, impotente, delegittimata?.
#4 michele marangon 2011-03-11 14:30
Secondo Lei ha senso discutere prima di decidere? O è una perdita di tempo?
#3 cucù 2011-03-09 18:12
Egregio prof. Feltrin,
la ringrazio della pronta, ma sopratutto onesta risposta che non mi ha deluso, ci vorrebbero più persone che avessero il coraggio di manifestare le proprie idee, in modo tale che anche chi fa questo tipo di sport giochi un po' meglio.
#2 Paolo Feltrin 2011-03-09 12:42
Caro cucù,

ci vorranno anni perchè invece di decidere ci si perde in un mare di chiacchiere, vero e proprio sport nazionale, con l'unico scopo di trovare la soluzione ottimo. Ma, come ben noto, l'ottimo è il peggior nemico del bene.

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