Venerdì, 25 Febbraio 2011 14:45

Carlo Crotti: "Il Terminal Off Shore (TOS), qualora fosse collegato ..., … renderebbe la TAV veneziana, ..., un inutile spreco di risorse e territorio …"

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Aggiornamento dell'8 novembre sul "rischio idraulico" delpresidente della associazione“SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”. Il dr. Crotti ci invita a riflettere sui disastri idrogeologici che quest'anno ci hanno risparmiati, invitandoci a considerare la pubblicazione icon I piani comunali delle acque, (3.44 MB) edita dalla provincia di Venezia nonchè l'analisi del prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia sulla icon Alluvione Genova novembre 2011 (1.24 MB) e sulla icon Alluvione nelle 5 terre, ottobre 2011 (2.86 MB)

 

Aggiornamento del 27 luglio 2011: Per leggere tutto l'articolo: "A Nord-Est facciamo accelerare le merci - Il Sole 24 ORE di Andrea Boitani, CLICCARE QUI!" Il signor Crotti ci ha fatto pervenire il link e questa considerazione: <L'idrovia sul Fissero - Tartaro - Canal Bianco, estesa fino a Isola della Scala  per collegare l'Adriatico alla linea per il Brennero,  è molto più opportuna e conveniente della TAV>.


Aggiornamento del 14 luglio 2011: Non vorrei aver capito male il senso dell'articolo di cui segnalo il link, ma mi pare che gli sloveni non sappiano che farsene del Corridoio 5.  Quello  stesso per il quale Zaia e Chisso hanno imposto un Commissario da Roma per la TAV nel Veneto orientale.....

 

Aggiornamento 21 giugno 2011: l'articolo che le inoltro è accattivante per la soluzione che propone (per leggere l'articolo, cliccare QUI) . In realtà richiama il mio spunto originario, da voi pubblicato, che prevedeva l'acquisizione di spazio in mare, senza dover attraversare i campi di nessuno.Quello che ora mi pare inverosimile è il fatto che gli Amministratori  interpellati non considerino l'alternativa sopra il livello del mare. ovvero i battelli fluvio-marittimi , capaci  di collegare il Terminal off shore veneziano con Monfalcone, dove farà capo il Corridoio Adriatico -Baltico. Se dobbiamo ragionare sul lungo costa, e separassimo il contributo "merci" - le quali non hanno bisogno di viaggiare a 300 km/h -  da quello passeggeri,

non pare anche a lei che la movimentazione sui battelli sarebbe ancora meno costosa e più rapida nella sua realizzazione di quella proposta nell'articolo ?C'è però una domanda di fondo più semplice , alal quale nessuno ha mai risposto: quanto costerà  per un passeggero della TAV un biglietto sulla VE-TS ?Se non ci dicono quel prezzo, su cosa stiamo ragionando ?Quanti utenti sarebbero disposti a pagare 100-150 euro per quel viaggio ? Me lo chiedo da quando ho visto sul sito delle Ferrovie Francesi il costo di un passaggio sul TGV Parigi-Digione. E' compreso tra 60 e 150 euro per fare 300 km circa. E noi ben sappiamo che il costo dell'energia elettrica è molto più basso nel paese transalpino e certamente anche la spesa unitaria per costruire 1 km di linea Alta velocità.Torno quindi al punto.Senza il contributo "merci" , la proposta avanzata nell'articolo sarebbe davvero conveniente ?

 

 

Aggiornamento 17 giugno 2011, il dr. Crotti informa che gli industriali veneti VOGLIONO FARE LA TAV ... leggere articolo del Corriere del Veneto cliccando QUI.

 

Aggiornameto del 14 maggio 2011:

Il sgnor Crotti ci ha fatto pervenire questa considerazione: "Ora il pres. Costa propone che il  Terminal off shore sia collegato alla terra ferma con un tunnel ferroviario sottomarino!  Non ho idea dei costi e dei tempi, ma di sicuro in questo modo lui perde il vantaggio della "distribuzione" su più punti della costa e dell'interno, che un battello gli può invece procurare.  Potremmo anche dire che in sostanza lui limita le potenzialità del Terminal. ERRORE GRAVISSIMO". (vedi articolo on line cliccando QUI)


Aggiornamento 29 aprile 2011

Il signor Crotti commenta così l'articolo de "Il Piccolo" <Treni, l’ad Moretti gela Trieste: Tav solo fino a Mestre> :

"Ma senza quella linea ferroviaria rimane solo il collegamento lungo costa per i battelli fluvio-marittimi , che collegano il Terminal off shore con Monfalcone e il Corridoio  Adriatico-Baltico.....come sosteniamo da tempo".


IL MARE RICONFIGURA LA TERRA

A prima vista temi come : il terminal a Dogaletto, la TAV tra Venezia e Portogruaro, la Nuova Romea e la camionabile sull’idrovia, possono apparire distinti e distanti, ma in realtà non lo sono.

In comune hanno l’idea di accentrare sul porto lagunare le vie di comunicazione, ferroviarie e stradali.  Chi a vari livelli amministrativi la sostiene, pare non rendersi conto di quanto il Terminal off Shore (TOS) abbia cambiato le prospettive, dal momento che è lui il punto focale dell’interfaccia mare-terra, non Marghera o i moli di S. Marta.

Le nostre domande sono: perchè trasportare merci e containers via terra fino a Marghera, quando possiamo raggiungere dal TOS con battelli fluvio-marittimi qualsiasi scalo portuale compreso tra Ancona a Monfalcone ?  Perché non immaginare città dell’interno della valle padana collegate all’Adriatico, qualora venisse reso navigabile il Po ?  Già oggi 4-5 battelli fluviali, spostandosi lungo il Canale di Valle (Chioggia) raggiungono il Fissero Tartaro Canal Bianco e arrivano a Mantova provenienti da Venezia, togliendo dalle strade in un anno 17.000 viaggi su camion.

Se un battello, partendo dal TOS  e viaggiando lungo costa, può raggiungere Monfalcone o a Ravenna, a che serve discutere quale tracciato far fare alla TAV alla N. Romea ?  Perché non usare le vie d’acqua, senza ferire a morte un territorio ?   L’Adriatico può riconfigurare il Veneto !

A nostro avviso quelle due opere sono oramai sono fuori mercato. Se pensiamo ai  costi e ai tempi necessari per la TAV - il Corridoio 5 nel suo percorso italiano - sarà di fatto una infrastruttura superata, quando sarà stata completata.

A Nord delle Alpi è in fase molto più avanzata un collegamento Alta Capacità, che partendo da Lione collega Digione, Stoccarda, Monaco, Vienna, Budapest.  I ritardi accumulati nel nostro Paese ci hanno messo fuori mercato. La nostra Confindustria, il Governo nazionale e quello regionale ne prendano atto.

Molto meglio sarebbe se dedicassimo quei soldi per costruire il Corridoio 28 (Monfalcone, Vienna, Praga, Varsavia, Riga), che incrocia il “nuovo corridoio 5” nella capitale austriaca. Del resto anche la TAC Rotterdam-Genova, già in costruzione, toglie senso e motivazioni al passaggio in Italia del principale Corridoio europeo Est-Ovest.

Il TOS, qualora fosse collegato con battelli a Monfalcone, non solo renderebbe la TAV veneziana, qualunque fosse il suo tracciato, un inutile spreco di risorse e territorio, ma risparmierebbe le spese per il dragaggio del porto in provincia di Gorizia. Opera indispensabile  all’attracco delle grandi navi.

Lo stesso ragionamento sul rapporto mare-terra vale anche per il tratto autostradale della N. Romea fino a Ravenna. Qualunque scalo della riviera romagnola, capace di ricevere battelli che pescano 3,5-4 mt , potrebbe essere valorizzato. (da Porto Levante a Ravenna….)

La trasposizione di queste idee in linguaggio politico-amministrativo, consiglia caldamente che venga aggiornato il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, ovvero il testo base della programmazione del Veneto per i prossimi due decenni). Il testo già adottato dalla Giunta Galan nel 2009, è chiaramente datato ed eccentrico rispetto alla situazione infrastrutturale creata dal TOS.

Il TOS riconfigura le nostre infrastrutture e quindi le nostre priorità.

Se gli verrà permesso di distribuire i containers su più scali, quasi fosse il cardine di un “porto diffuso”, allora diventerà davvero competitivo rispetto a molti altri porti.  Nazionali ed esteri.

Se  invece dovesse concentrare i suoi containers a Dogaletto, lasciandoli fermi su quel piazzale per 3-4 settimane in attesa di un qualunque mezzo di trasporto - come accade a G. Tauro -  allora avremo sprecato tempo, denaro, occasioni di sviluppo e la creazione di nuova occupazione su larga scala.

La mia Associazione suggerirà nei prossimi giorni a tutti i Comitati che si oppongono a vario titolo alla TAV, alla N. Romea e alla Camionale questa prospettiva infrastrutturale, come pure la richiesta alla Regione per la cancellazione immediata del PTRC

dr. Carlo Crotti (presidente) 

ASS.  “SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”IV° Strada n°3 Zona Ind.   35129  Padova   tel   347 8665730  www.idroviapadovamare.org associazione iscritta nel Registro Comunale di Padova delle“LIBERE FORME ASSOCIATIVE e delle COOPERATIVE SOCIALI”  n° 1477 nella sezione tematica n° 7 “TERRITORIO – URBANISTICA – TUTELA AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE”procedimento dirigenziale n° 2009/68/0017 del 24 Marzo 2009 P-IVA  04141400285

Letto 22279 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2011 21:37

Commenti  

#1 Federico 2013-09-29 02:03
ottimo, grazie delle preziose informazioni! :-)

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