Giovedì, 24 Febbraio 2011 15:58

Il Sindaco di Portogruaro, Antonio Bertoncello: " L’impatto del tracciato a sud è inaccettabile ..."

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Domanda: Quali pensa possano essere nei prossimi vent’anni le maggiori opportunità di sviluppo per il Veneto Orientale?

Risposta: Credo sia necessario fare una premessa: un tempo per pianificare l’economia di un territorio si partiva dalle infrastrutture necessarie per raggiungere gli obiettivi che ci si proponeva.

Ora invece, un territorio fortemente antropizzato come il nostro Veneto Orientale necessita di una capacità e di una sensibilità di ripensare lo sviluppo. Pensiamo all’intermodalità dei trasporti ed ai futuri scenari legati all’ambiente ed al turismo dell’entroterra. Un lavoro, su questi grandi temi di infrastrutture che ridisegnano il territorio per i prossimi 150 anni, dovrebbe essere pensato e programmato con uno sguardo che vada oltre il mandato che ogni amministratore ha davanti a sé una volta eletto e soprattutto bisognerebbe infine realizzarlo! Assistiamo oramai abitualmente che il cambio di colore politico di una amministrazione presupponga il fare tabula rasa di quanto già elaborato per ripartire con nuovi studi che difficilmente troveranno realizzazione. Dobbiamo invece essere pronti a confrontarci con i problemi globali che il presente ci impone. C’è un bel studio di Paolo Feltrin a questo proposito: per esempio sulla crescita degli abitanti della provincia di Venezia, non ci sarebbe Venezia senza il Veneto Orientale, tutto ciò invita ad una grande e seria riflessione per disegnare questo territorio.

Partiamo subito da un dato di fatto: il Portogruarese si trova compresso tra l’economia turistica delle spiagge - il settore turistico della provincia è il più avanzato d’Italia - ed una regione autonoma che con i benefici che gode e le sue regole diverse (non deve rispettare il patto di stabilità, lo sapevate?) fa una concorrenza difficilmente sostenibile. Insomma  allargando il concetto al Veneto Orientale , l’offerta turistica di Venezia nel mondo, le nostre spiagge e la regione Friuli ci devono indurre ad una caratterizzazione e valorizzazione del nostro territorio dal punto di vista storico-paesaggistico. Penso inoltre alla riorganizzazione ospedaliera, alle biomasse, ecc. In questo contesto il progetto della Tav/Tac rappresenta quello che non si dovrebbe fare: la superficialità pesante di progettare un’opera di questo genere, la mancanza totale di conoscenza e di partecipazione dei territori interessati! Mi sento preso in giro se penso che alle nostre insistenti richieste i nostri amministratori regionali ci hanno detto che Italferr ha sempre fatto così (allarga le braccia sconsolato).

Domanda: Se pensa che la Tav sia necessaria, secondo lei, quale potrebbe essere l’impatto dei tracciati proposti per la Tav sullo sviluppo della economia locale? In sintesi, la Tav potrebbe essere un freno o uno stimolo allo sviluppo locale?

Risposta: La Tav è un progetto europeo che non deve essere messo in discussione per la sua portata e per la previsione futura di favorire il trasporto su ferro limitando il trasporto su gomma. L’impatto del tracciato a sud è inaccettabile visto che attraversa un territorio di bonifica particolarmente delicato. In Provincia ci hanno presentato un impatto ambientale di questo progetto che secondo la mia amministrazione non è stato sufficientemente esauriente. Stasera in consiglio comunale presentiamo un ordine del giorno (allegato) complesso e articolato con una serie di osservazioni piuttosto dettagliate facendo anche la genesi di questo progetto. Per esempio: la mancanza di approfondimento progettuale di tutte le ipotesi compreso il potenziamento della linea storica, la non evidenziazione di impatti cumulativi ed interferenze con altri progetti, ecc. insomma respingiamo il progetto presentato da Italferr e chiediamo all’Amministrazione Provinciale che sia parte attiva e che coordini la fase istruttoria delle osservazioni in stretto collegamento con tutte le Amministrazioni locali.

Un’ infrastruttura di questo tipo, ripeto, se ben progettata, non può che portare sviluppo all’economia locale: ad esempio l’idea dell’interporto qui a Portogruaro nasce dopo averne discusso con San Vito al Tagliamento e Pordenone per mettere in rete queste aree di sviluppo anche con Oderzo e il Mottense. Ritengo sia nostro compito salvaguardare questo nostro territorio se pensiamo ad un suo sviluppo e alla luce delle notizie di questi giorni (in Slovenia la Tav proseguirà ad una velocità inferiore ai 2ooKm/ora) sarà bene valutare il rafforzamento della linea ferroviaria esistente.

 

Domanda: perché secondo Lei, la Tav dovrebbe avere una fermata all’aereporto Marco Polo?

Risposta: Sempre nella pochezza di notizie che possediamo, tendenzialmente si dice che la Tav fa rete con gli aeroporti per le distanze ridotte, così come succede in Europa.

 

Domanda: Quale domanda avrebbe voluto le fosse stata fatta sulla Tav?

Risposta: Non ci hanno dato la possibilità di conoscere alcunché. Tutti si sono lamentati della poca informazione, molti hanno sottolineato le diverse posizioni all’interno della stessa maggioranza regionale. Difficile scegliere solo un tema da affrontare. Le osservazioni e le problematicità da affrontare sono tante e complesse meritano tutte attenzione.

 

Portogruaro, 15/02/2011
Intervista raccolta da Edi e Mirco

Letto 12467 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Aprile 2011 18:59

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